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lunedì 29 agosto 2022

“Brava ragazza, cattiva ragazza” di Michael Robotham: un viaggio psicologico tra efferati delitti e passati nascosti

Brava ragazza, cattiva ragazza, Michael Robotham

“Mi ricordo la storia. Una ragazzina trovata in una stanza segreta in una casa di Londra nord. Si pensava avesse undici o dodici anni, e pesava meno di una bambina di sei. Una creatura dai capelli incolti, lo sguardo allucinato e l’aspetto ferino, più animale che umano, che avrebbe potuto essere stata allevata dai lupi.”

Evie Cormac è stata ritrovata, ancora bambina, in una stanza segreta nella quale si è consumato un terribile delitto. Non ha mai parlato di quella esperienza né rivelato quali siano il suo nome e le sue origini. È così che si è ritrovata a vivere in un istituto dal quale spera di uscire il prima possibile.

Lo psicologo forense Cyrus Haven viene chiamato a determinare se Evie sia pronta per una nuova vita al di fuori della struttura e si rende subito conto di quanto la ragazza sia scaltra, affascinante e diffidente. Inoltre, non le sfugge mai quando qualcuno mente

Nel frattempo, Haven si trova coinvolto nelle indagini per l’omicidio di una giovane campionessa di pattinaggio sul ghiaccio, una ragazza come tante che in realtà sembra avere una vita segreta dagli aspetti inquietanti.

Per Cyrus non sarà facile gestire le due situazioni e capire quale sia realmente la verità.

“Brava ragazza, cattiva ragazza” (Fazi Editore, collana Darkside, traduzione dall’inglese di Giuseppe Marano) è un bellissimo e coinvolgente thriller psicologico, tra i più belli in assoluto di questo duemilaventidue, il primo capitolo di una serie, di Michael Robotham, autore australiano bestseller di fama internazionale.

Un romanzo davvero ben scritto che ci catapulta nelle menti dei vari protagonisti. Ognuno di essi è ben descritto e, nonostante ciò, comprenderne la reale natura non è per nulla semplice.

Michael Robotham
Le storie delle due ragazze sono intriganti ed inquietanti ed angoscianti i retroscena.

“Certi delitti generano un’energia propria, come incendi boschivi che divampano sulle cime degli alberi, muovendosi più veloce del vento, risucchiando l’ossigeno da ogni altra storia. Consumano le cronache finché non si estinguono, o finché qualche altra tragedia ne prende il posto.”

Una volta iniziato è difficile staccarsi dalle pagine e al termine si ha l’unico desiderio di andare oltre con le indagini e le scoperte e continuare a leggere.

Una trama avvincente come poche e piuttosto originale per un libro, una via di mezzo tra romanzo di formazione e thriller psicologico magistralmente scritto.

E speriamo di poter leggere presto il prossimo capitolo! 

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martedì 11 aprile 2023

“Rapita” di Nicola Rocca: il nuovo thriller psicologico della serie con lo scrittore Roberto Marazzi

Rapita, Nicola Rocca

“Pare che a bordo di questo veicolo ci sia un uomo. Nessuno lo ha mai visto. Non si sa se sia giovane, vecchio, con gli occhiali oppure no, biondo o scuro. Oppure calvo. Non si sa niente di lui, soltanto che guida uno scassato furgone bianco. E che rapisce i bambini. La prima volta che Rosita sente parlare del furgone, si spaventa a tal punto che non riesce a prendere sonno. Rimane con gli occhi aperti sul buio della cameretta che divide con la sorella.”

L’assassina Eva Becker è scappata dalla REMS nella quale era detenuta, con l’unico scopo di ritrovare quell’uomo che in passato le ha rovinato la vita. 

Quando lo scrittore di successo Roberto Marazzi, a Roma per la presentazione del suo ultimo romanzo, viene a conoscenza dell’accaduto comincia a tremare, conscio del fatto che la donna potrebbe cercare proprio lui.

 Inoltre, lui ha una compagna e una bambina di un anno di nome Stella ed è principalmente per loro due che teme. Gli incubi ricorrenti divengono realtà nel momento in cui la compagna lo chiama comunicandogli che qualcuno è entrato in casa l’ora e ha rapito la loro bambina.

Marazzi è certo del fatto che la colpevole sia Eva Becker e la Polizia si è messa immediatamente alla ricerca della fuggitiva ma dove si è nascosta? E se facesse del male alla piccola per vendicarsi del padre? Ma non è tutto, ad intrecciarsi con questa storia c’è quella di un’altra bambina, Rosita, scomparsa più di trenta anni fa. Cos’hanno a che fare l’una con l’altra? E che fine ha fatto Rosita?

“Rapita” (Enneerre, febbraio 2023) è l’ultimo romanzo di Nicola Rocca, scrittore della bergamasca classe 1982, autore di numerosi romanzi e racconti di genere thriller.   

Il passato ci riporta ai tempi nei quali giravano le voci di un uomo che con un furgone
rapiva i bambini
, i nati tra gli anni Ottanta e Novanta se ne ricorderanno bene, e alla sensazione di paura che queste instillavano nei più piccoli. Da lì si sviluppano le due vicende e rievocano tutti i fatti di cronaca, dai più vecchi ai più recenti, di scomparse di bambini che mai vennero ritrovati.

Nicola Rocca
Si aggiungono le paure dei genitori, in questo caso il protagonista Roberto Marazzi, che si scontrano con qualcosa che qualcuno sta tenendo nascosto e potrebbe essere fondamentale per il ritrovamento di Stella.

I colpi di scena non mancano e non è difficile calarsi nei panni dei genitori, nelle loro angosce più profonde in simili situazioni.  

Poco più di trecentocinquanta pagine che si fanno leggere tutto d’un fiato, una volta aperto il libro è difficile fermarsi prima di aver scoperto come i fatti si sono evoluti e se tutto alla fine si sistemerà.

“Non era una questione di soldi, di tranquillità, di calore o di affetto famigliare. Era una questione di carattere. Le sue angosce erano la fonte del suo stress e del suo talento. Un binomio inscindibile. Era grazie a quel senso di malessere se ogni volta riusciva a scavare a fondo, fino a trovare l’idea perfetta per una storia.”

Una storia da brividi, un bel thriller psicologico, una nuova ottima prova letteraria di Nicola Rocca, che cattura subita il lettore e lo trascina in un vortice di angosce e tormenti che hanno come protagonisti i rapimenti delle due bambine, il male e i segreti di passati misteriosi.

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mercoledì 30 marzo 2022

“Cuori in trappola” di Jennifer Hillier: amori, omicidi e segreti in un appassionante thriller psicologico

Cuori in trappola, Jennifer Hillier

“Quella prima sera fu l’unico momento in cui pensò che quella storia era meravigliosa. L’unico momento in cui non le sembrò terribilmente complicata. E l’ultima volta che il suo cuore e la sua mente erano stati sinceri e puliti.”

Siamo nella provincia americana. Georgina Shaw è una giovane donna in carriera il cui passato è segnato dalla scomparsa misteriosa della sedicenne Angela Wong, l’allora migliore amica e tra le ragazze più popolari della scuola che frequentavano insieme. Nessuno sa cosa sia accaduto, fino a quando non ne vengono ritrovati i resti nei boschi vicino alla casa dei genitori di Georgina.

La ragazza è stata massacrata da Calvin James che a quei tempi era proprio il ragazzo di Georgina, il suo primo amore. Lei sapeva tutto ma ha sempre tenuto ogni cosa nascosta e ora che spuntano nuove vittime uccise con lo stesso modus operandi il passato torna a travolgerla prepotentemente e con esso i sensi di colpa e il desiderio di chiudere questa storia per sempre.

Ma siamo certi che sia tutto qui? Cosa può nascondere la vita di un’adolescente? Ossessione e gelosia hanno qualcosa in comune e a cosa possono portare?

Premiato agli ITW Thriller Awards e in corso di pubblicazione in tredici paesi, firmato da una delle giovani autrici di genere più in vista nel panorama internazionale, “Cuori in trappola” (Fazi Editore, 2022, traduzione di Giuseppe Marano) è un intrigante e coinvolgente thriller psicologico con una base di romanzo di formazione.

Jennifer Hillier
Jennifer Hillier, statunitense classe 1974, ci regala un romanzo che cattura per la perfezione e il fascino dei personaggi, tutti diversi tra loro ma profondamente legati l’uno all’altro, e
l’intensità di una storia che nasconde segreti che vengono svelati al momento giusto, quando i lettori meno se lo aspettano.

Un viaggio agghiacciante che passa per le vite di un gruppo adolescenti, tra innocenza e morbosità, ci mostra la crudeltà del denaro e la durezza dei penitenziari.

Ma soprattutto entra nelle teste dei protagonisti creando suspense e colpi di scena che accompagnano dalla prima all’ultima pagina.  

Una storia terrificante, un romanzo intenso, cupo e straziante che non si dimentica facilmente e che non smette di sorprendere fino all’ultima parola dell’ultima pagina.

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sabato 18 dicembre 2021

Regala un libro a Natale: “Cara Rose Gold” di Stephanie Wrobel, un thriller psicologico per chi ama le emozioni forti

Cara Rose Gold, Stephanie Wrobel

“Per diciotto anni nessun medico riuscì mai a capire quale fosse il suo male. Poi, arrivarono due agenti di polizia a salvare la figlia. E, pensate un po’, la ragazza era perfettamente sana, mentre quella malata era la madre malvagia.”

Durante i primi diciotto anni della sua vita, Rose Gold ha avuto bisogno dell’assistenza continua della madre, convinta di essere gravemente malata. Negli anni è passata da un medico all’altro, da una diagnosi all’altra senza mai comprendere quale fosse il problema. 

Fino a quando un giorno non si scopre la verità: la madre, Patty Watts, ha inscenato tutto e Rose non è mai stata malata in realtà.

La prigione diventa la nuova casa di quella donna e dopo cinque anni riesce a convincere la figlia ad ospitarla, nonostante l'assurdo passato. I vicini restano scioccati da questa decisione di Rose Gold ma nessuno pensa che non è più una bambina e che potrebbe essere solo l’inizio di una resa dei conti attesa da fin troppo tempo. 

La madre è una manipolatrice ma la figlia potrebbe aver imparato bene e nessuno immagina cosa potrebbe accadere.

“Cara Rose Gold” (Fazi Editore, ottobre 2021, traduzione di Donatella Rizzati) è un bellissimo e raffinato thriller psicologico con due protagoniste che catturano i lettori e che difficilmente possono essere dimenticate.

Il romanzo comincia dalla fine, quando il bluff è stato scoperto e la madre sta per terminare il suo soggiorno in carcere. È così che ci viene presentata una Rose Gold adulta che si sta ricostruendo una vita e tra un flashback e l’altro scopriamo una giovane donna la cui mente è volata molto più lontano di quanto vorremo immaginare.

Non va dimenticato che si tratta di una persona che ha subito un trauma per anni ed anni e le cui ripercussioni psicologiche potrebbero non è essere così evidenti e comunque non nell’immediato.

“Ma la gente non si elettrizzava per le storia che finiscono con un perdono. La gente voleva che si bruciassero i ponti. Voleva i drammi in confronto ai quali sentirsi normale. Stavo cominciando a capirlo.”

Stephanie Wrobel
“Cara Rose Gold” è una sorpresa continua, l’intreccio è intrigante e veramente ben scritto. 

Scopriamo il significato di sindrome di Munchausen per procura ed entriamo nella testa e nell'intimità di due donne che hanno tanto da dire e da fare, nel bene e nel male.

E ci ritroviamo a chiederci quanto una persona possa cambiare in situazioni simili dopo un periodo di detenzione.

Trecentosessanta pagine di tensione, di eventi imprevedibili, di soddisfazioni, di colpi di scena.  

Finalista all'Edgar Award, tradotto in sedici paesi e in testa alle classifiche di vendita, “Cara Rose Gold” ha come sfondo la provincia americana più cupa, quella dei vicini di casa che origliano in continuazione, pronti ad aiutare ma anche ad accusare e puntare il dito senza troppi problemi.

Esordio letterario dell’inglese (dalle origini statunitensi) Stephanie Wrobel, Rose Gold è un bellissimo romanzo che tiene incollati dalla prima all’ultima pagina; da regalare e da regalarsi per provare forti emozioni e trascorrere qualche ora piacevole dentro una storia trascinante come poche altre.

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lunedì 22 dicembre 2025

"Il cacciatore di colori" di Giorgio Valerio Galli: un viaggio da incubo tra le emozioni e la ricerca di sé

Il cacciatore di colori, Giorgio Valerio Galli

“Continuò a urlare, gridando a lungo la sua frustrazione, fino a sentire raspare gola, e la voce incepparsi in estenuanti colpi di tosse; fino a che quel dolore straziante che le mordeva la testa e le lacerava le spalle e riuscì a domare ogni traccia della sua furia. Era orribile: non solo il fatto di essere prigioniera, nuda e totalmente indifesa, ma anche dover reprimere ogni gesto, ogni scatto e non poter dare libero sfogo a tutto l’orrore e la pena che le si agitavano dentro.”

Quanto le dinamiche di famiglia influiscono sul nostro presente, sul nostro futuro e sulle nostre azioni? Julie, ragazza timida e taciturna, lo sa bene e vorrebbe solamente potersi distanziare da tutto questo e vivere la vita che ha sempre sognato, senza paure, con un lavoro che la soddisfi e con l’unica compagnia dell’amato gatto Hans.

Poi, una sera, decide finalmente di lasciarsi andare, di andare oltre la sua routine e di uscire a ballare. Qui viene avvicinata da un ragazzo che le dice di essere un cercatore di colori. Per lei è la scoperta di qualcosa di nuovo, la prova che nel mondo c’è un posto anche per lei.

Qualcosa però non va come aveva immaginato e da quel momento di supposto riscatto si ritrova in una stanza buia, nuda e incatenata ad una sedia. Quel ragazzo non è chi dice di essere ma si rivela un sadico carceriere che ha visto in Julie la preda perfetta da drogare, rapire e rendere protagonista di un raccapricciante rituale.

“Il cacciatore di colori”, menzione d'onore al premio SetArt 2023 e vincitore del concorso letterario "Romanzi e generi" 2023 indetto da Edizioni Italiane che ne ha garantito la pubblicazione nel 2024, è il thriller psicologico di Giorgio Valerio Galli.

Quello che dovrebbe essere un viaggio alla ricerca di se stessa si trasforma in un vero e proprio incubo e Julie rischia di non poter mai portare a compimento il suo desiderio di cambiamento.

Giorgio Valerio Galli
Tutto ciò che le accade ha un significato simbolico, i colori non sono casuali, vi troviamo persino della filosofia, e presto Julie capirà che se non vuole rinunciare a quanto ha iniziato a costruire dovrà resistere e non arrendersi.

“Ma non sarebbe stato quello il modo di ritornare a
prendere le redini della sua vita, lo capiva bene: se voleva cercare di darsi una smossa doveva per forza di cose smetterla di arrendersi e non continuare ad accettare passivamente tutto ciò che il mondo le propinava.”

Si può uscire indenni da una situazione simile senza avere un briciolo di fiducia in sé?

“Non contava nemmeno il dolore che tornava vivo sul collo ora che, afflosciandosi su sé stessa, premeva con forza sul filo spinato: era tutto distante, insignificante e inutile. Proprio come lei.”

Due personaggi interessanti, una storia intrigante con l’unica pecca di non aver sviluppato a dovere la figura dell’aguzzino. Forse nel prossimo romanzo?

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martedì 16 agosto 2022

“La luce fa riflettere” de Il ‘Tossico’ Indipendente: un flusso di coscienza tra afflizione e desiderio di beatitudine

La luce fa riflettere, Il "Tossico" indipendente 

“Il tepore del mio corpo mi urlava di piantarla, di comportarmi come se fossi ancora vivo. Ma le conoscevo le regole. Se fossi sceso da quell’utero di stoffa, sarei stato costretto a rinascere per forza, mentre l’unica cosa che volevo era non espormi.”

La pandemia che abbiamo attraversato (e purtroppo non ancora del tutto superato) ha partorito diverse ‘creature’, più o meno belle. Tra le varie, numerosi libri sono stati scritti spinti dalla forzata reclusione e dalla situazione paradossale.

Uno di questi è “La luce fa riflettere” (Scatole Parlanti, 2022) che “Il ‘Tossico’ Indipendente (scrittore che per molti anni è stato autore musicale e cantautore con ben tre dischi all’attivo, laureato in Design e Comunicazione ha lavorato nel campo del marketing per oltre quindici anni, dedicandosi parallelamente alla scrittura di testi autorali e di racconti brevi) ha rigettato, come un urlo liberatorio, durante il lockdown tramutandolo nel suo debutto nel mondo dell’editoria italiana.

Il protagonista è Diego, uomo sui quarant’anni la cui vita precedente ha fatto sì che difficoltà e malcontenti mai risolti si accumulassero e decidessero di farsi vivi improvvisamente e tutti insieme. I trascorsi familiari lo hanno letteralmente distrutto e hanno fatto sì, indirettamente, che diventasse dipendente da farmaci e sostanze psicotrope. La solitudine ha fatto il resto fino a quel momento catartico che potrà essere la fine o semplicemente un nuovo differente inizio.

Stare soli non porta mai a nulla di buono, soprattutto dopo aver trascorso anni della propria vita in mezzo a persone che spesso hanno disatteso le nostre aspettative e hanno reso ogni situazione ancora più pesante.

“Mi sentivo troppo bianco. Tutto quello che volevo fare era riempirmi di qualcosa, smetterla con quell’assurdo vuoto cosmico che mi rendeva di cristallo.”

“La luce fa riflettere” è un thriller psicologico che si presenta come un flusso di coscienza necessario per la sopravvivenza, nonostante tutto il dolore e il desiderio di farla finita una volta per tutte.

Una madre da seguire con amore e fatica, un padre fuggitivo che nonostante le poche parole ha lasciato nel figlio un profondo senso di colpa non del tutto giustificato.

“Non credo che occorra descrivere cosa provi un bambino abbandonato prima dai suoi nonni materni, poi da un padre impreparato che preferì fuggirsene al nord, infine, vessato da un anziano ricco e frustrato, che anteponeva il mio malessere ai suoi giochini in borsa.”

E poi l’amore per due donne che sono state importanti in modi differenti e che hanno scavato in lui solchi profondi fatti di spiragli di luce, di sentimenti e perdizione.

“Dopo quello che era successo, sarebbe stato impensabile per me restare chiuso dei mesi in casa con degli specchi come quelli, specchi intenti a rubarmi l’identità. Dovevano sparire, ne avrei fatto tranquillamente a meno.”

L’isolamento ha rappresentato uno trauma per tanti di noi ma ancora di più per
chi una serenità non l’aveva neppure prima di questo evento.

“La luce fa riflettere” racconta questo e lo smarrimento di una vita circondata da ‘involucri di ricordi’, come l’autore stesso li definisce.

Un romanzo davvero particolare, molto ben scritto e scorrevole.

Non è semplice affrontare una simile storia (in questo caso si tratta della biografia dell’autore), in bilico tra vita e morte; ma cosa altro è la nostra esistenza, se non questo, un tentativo di sopravvivenza alle mille maschere che gli altri ci impongono e la quotidiana ricerca di un po’ di amore come spunto per andare avanti e non arrenderci alle brutture attorno a noi e alla sofferenza.

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mercoledì 1 febbraio 2023

“La ragazza che viene dal buio” di Michael Robotham: il secondo coinvolgente capitolo della serie di Evie e Cyrus Haven

La ragazza che viene dal buio, Michael Robotham

“Sentii un rumore impetuoso – un infuriare di acqua, vento e neve – mentre il buio ribolliva attraverso le assi del pavimento salendo fino alle mie caviglie, alle ginocchia, alle cosce, al petto, e mi copriva la bocca. Mi soffocava. Ma ormai non c’ero già più, stavo volando indietro nel tempo, inghiottita dalle nebbie della mia infanzia dove stringevo la mano di papà su una giostra.”

Evie e Cyrus sono tornati e le cose si sono complicate ancora di più. Lei da bambina è stata trovata nascosta in una stanza segreta in un edificio nel quale un terribile delitto si è consumato proprio sotto i suoi occhi. Il suo istinto nel capire quando qualcuno sta mentendo ha permesso a Cyrus, psicologo forense con i suoi altrettanto profondi traumi, di risolvere un difficile caso di omicidio. 

Ora però Evie ha bisogno più che mai di aiuto perché ha visto qualcosa che non doveva e qualcuno la cerca con l’intento di farla stare zitta per sempre. Lei scappa, Cyrus cerca di proteggerla ma rischia solo di esporla maggiormente al pericolo. Cosa fare, continuare a scappare o rivelare finalmente ogni particolare?

“La ragazza che viene dal buio” (Fazi Editore, 2022, traduzione di Giuseppe Marano) è il secondo capitolo (che può anche essere letto autonomamente) della serie di Cyrus Haven e come nel primo ("Brava ragazza, cattiva ragazza") l’autore Michael Robotham ci trascina in un’atmosfera carica di mistero e di traumi da sciogliere e svelare. 

Evie ha vissuto qualcosa di più terribile di come immaginavamo e Cyrus si sente legato a lei in modo indissolubile per un passato che in parte li accomuna.

Finalmente sapremo chi è davvero quella ragazza, da dove viene, come è finita inquell’anfratto nel quale si nascondeva. E forse Cyrus sarà in grado di trovare un modo per aiutare realmente quella giovane ragazza che desidera solamente un posto che possa essere chiamato casa.

Michael Robotham

“A volte dimentico quanto sia semplice e ingenua, nonostante le sue traversie. Ha vissuto più tragedie di quante la maggior parte delle persone sopporti nell’arco di una vita intera, eppure pretendiamo che sia grata per il nostro aiuto o abbia ideali più elevati. Ma come potrebbe?”

“La ragazza che viene dal buio” è un bellissimo thriller psicologico, uno dei più belli degli ultimi anni, con retroscena terribili e una triste realtà politico-giudiziaria che sarà preponderante nello svolgimento dei fatti.

Ancora una volta Robotham ci rapisce e ci lascia andare solo al termine dell’ultima pagina, con la speranza che si tratti di un arrivederci breve perché rimane ancora tanto da svelare ed Evie e Cyrus già ci mancano e siamo ansiosi di conoscere il loro futuro.

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domenica 27 ottobre 2024

“Inseparabili” di Michael Robotham: un nuovo caso per lo psicologo forense Cyrus Haven

Inseparabili, Michael Robotham

“Se potessi raccontarvi una sola cosa di mio fratello, sarebbe questa: due giorno dopo il suo diciannovesimo compleanno ha ucciso i nostri genitori e le nostre sorelle gemelle, perché sentiva delle voci nella testa.”

Vent’anni fa il fratello di Cyrus Haven ha ucciso i loro genitori e le due sorelle gemelle e ora Elias sta per uscire dall’ospedale psichiatrico dove è rimasto recluso per tutti quegli anni. Cyrus lo aiuterà a far parte nuovamente della società ma i dubbi sono tanti e nonostante il tempo trascorso non è semplice dimenticare quanto accaduto: riuscirà a fidarsi di quel fratello che è ormai diventato uno sconosciuto? Ed Evie, che ora vive stabilmente a casa di Cyrus e che non ha perso il dono di capire quando le persone mentono, come prenderà questa convivenza?

Nel frattempo, Cyrus, psicologo forense, viene convocato per un misterioso duplice omicidio; un pensionato è stato ucciso nel suo appartamento e pochi giorni dopo anche la figlia viene trovata morta in un canale, legata in modo molto particolare e con la testa rasata. Chi è stato? E per quale motivo? Si tratta di un sadico o c’è dietro qualcosa d’altro?

Evie dovrà imparare a vivere nel mondo reale, mentre Cyrus dovrà scavare nel profondo di se stesso per non ricadere in quel dolore con il quale forse non si è ancora abituato a convivere veramente.

“Inseparabili” (Fazi Editore, settembre 2024, traduzione di Giuseppe Marano) è il terzo capitolo della serie con Cyrus Haven, dopo “Brava ragazza, cattiva ragazza” (aprile 2022) e “La ragazza cheviene dal buio” (novembre 2022).

“Lo psicanalista Jung ha coniato il termine ‘sincronicità’ per descrivere avvenimenti che sembrano più di una semplice coincidenza. Li abbiamo vissuti tutti. Pensiamo a qualcuno che non vediamo e non sentiamo da anni e all’improvviso squilla il telefono, oppure lo incontriamo per caso al supermercato, o veniamo a sapere che è morto o sta male. Spesso attribuiamo a questi eventi un significato particolare, come se esulassero dal rapporto di casualità. È il motivo per cui alcuni credono in Dio o nei segni zodiacali, o che il nostro destino sia predeterminato.”

Cyrus ed Evie sono più uniti che mai e lui non desidera altro che guidarla verso qualcosa di simile alla normalità. Un intento non semplice per uno psicologo forense con un nuovo inquietante caso ed un fratello paziente psichiatrico da gestire.

Entrambi hanno un passato terribile alle spalle e lottano per dimenticarlo o se non altro per imparare a convivere con quei traumi che hanno identificato le loro esistenze per troppo tempo.

“La gente pensa che gli eventi traumatici debbano essere messi in tavola come un mazzo di carte da dividere per seme o per figure uguali, perché sembri tutto ordinato e preciso. Io invece voglio mischiare il mazzo e dare le carte di nuovo. Non voglio una ‘conclusione’, voglio un’altra mano.”

Michael Robotham
In questo terzo capitolo la figura di Evie, giovane ragazza che solo ora sta vivendo una sorta di adolescenza, emerge come mai prima, con tutte le sue paure, con la tenerezza di chi prende consapevolezza solo ora del suo corpo, di come gli altri potrebbero percepirlo e non ancora conscia della sua bellezza.

“Il sacchetto di carta è rimasto nello spazio tra i sedili in fondo, in attesa di una proprietaria migliore. Qualcuna che può apparire bella esteriormente senza sentirsi brutta dentro.”

Ogni trama di questa serie è solida e coinvolgente e anche stavolta Robotham non delude e ci trascina nelle sue indagini e nei suoi timori con un finale che ci fa tirare un sospiro di sollievo, almeno per ora.

Un romanzo veloce, trascinante, ben congegnato, trame e storie che si incrociano ma che riescono magistralmente a mantenere il giusto equilibrio.

Se si ama il genere, il thriller psicologico, Michael Robotham è lo scrittore con il quale si sa di andare sempre sul sicuro, con quel giusto dosaggio di tensione sempre in crescendo, di violenza, di indizi seminati un po’ ovunque, di atmosfere cupe e misteriose e di sentimenti profondi.

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mercoledì 20 dicembre 2017

“Il burattinaio” di Nicola Rocca: quando passato e presente si scontrano con effetti impensabili

Il burattinaio, Nicola Rocca
“Che quel cane di Silvio volesse incastrarlo? Che stesse organizzando una fuga? Magari dall'altra parte del mondo? Anzi, magari si era già imbarcato sul primo volo disponibile per Ilpiùlontanopossibile. E lui lì, in quella casa che puzzava di morte. Gli occhi di Carlo saettarono sul corpo esanime di Ilenia.”
Tutto andava bene prima di quella chiamata. Silvio era disperato e non sapeva cosa fare con quel cadavere. Alla fine l’aveva fatto, aveva ammazzato Ilenia, preso da un momento improvviso di follia. E ora se la deve sbrigare Carlo Noccia che non può certo dire di no all'amico di una vita. 

Prova così a chiedere aiuto a dei conoscenti, alcuni tra i quali sono esperti in simili situazioni. Ma nessuno vuole prendersi il carico di una simile responsabilità, inoltre lo stesso Carlo teme di ritrovarsi tra le mani di qualche traditore. Meglio quindi sbrigarsela da solo ma qualcosa va storto e le cose precipitano

Dov'è Silvio e Carlo e sicuro di ciò che sta per fare? E perché continuano a tornargli in mentre i racconti del nonno?

Nicola Rocca, scrittore bergamasco classe 1982, insignito di diversi riconoscimenti per i suoi scritti, è tornato con un nuovo romanzo. Ormai ha abituato bene i suoi lettori e ne sforna uno all'anno, con l’intramezzo di qualche racconto nei mesi precedenti. Il genere, lo sappiamo, è il thriller e va detto che di libri in libro diventa sempre più convincente e avvincente.
Nicola Rocca

Anche questa volta a farla da protagonista è l’aspetto psicologico, tutto passa infatti per la psiche del protagonista con un epilogo incredibile che fa intuire l’immensità della mente umana.

Ne “Il burattinaio” (ENNEERRE, ottobre 2017) i colpi di scena non mancano, nulla è come sembra in un primo momento ed è un piacere per il lettore indagare sul terribile omicidio e cercare, insieme al protagonista, di nascondere quello scomodo cadavere.

Anche perché non è così difficile mettersi nei panni di Carlo Noccia e chiedersi cosa avremmo fatto noi al suo posto. Avremmo rischiato tanto per un amico?

Quasi duecento pagine che scorrono in maniera piacevole, un thriller in piena regola, con vari momenti di riflessione per il lettore, da gustare durante queste feste natalizie e da far trovare sotto l’albero di chi ama il genere.
“Il passato è fatto di ricordi, è certezza allo stato puro. Il futuro, al contrario, è un punto interrogativo. Oggi siamo qua e domani… Chi lo sa?! Il presente, invece, dipende solo da te. Tu e tu solo puoi decidere quale direzioni fargli prendere, quale consistenza conferirgli. Hai la facoltà di stravolgerlo, o di lasciare tutto com'è.” 

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martedì 2 giugno 2026

“Ogni passo che fai” di C. L. Taylor: quando la paura ci porta a non avere più fiducia di nessuno


“Dov’è? Era vicinissimo quando gridato: era sicura che avrebbe scoperto il suo nascondiglio. Rimane impietrita, respirando a stento, e tende l’orecchio per percepire lo schianto di un ramoscello o lo scricchiolio di una foglia – o qualcosa, qualsiasi cosa che lo tradisca -, ma non si sente niente, neanche un rumore. Come se anche il bosco trattenesse il respiro e stesse a guardare, in attesa che lui la trovi.”

“Every breath you take / And every move you make / Every bond you break /Every step you take/ I'll be watching you […] Oh, can't you see / You belong to me? / How my poor heart aches / With every step you take?” Così cantavano The Police in “Every Breath You Take” del 1983 e come non pensare a questa canzone leggendo il titolo dell’ultimo romanzo dell’inglese C. L. Taylor, “Ogni passo che fai” (Fazi Editore, collana Darkside, febbraio 2026, traduzione dall’inglese di Giuseppe Marano).

Natalie, Alexandra, Lucy, Bridget e River sono cinque amici londinesi incontratisi per qualcosa che hanno in comune: sono tutti perseguitati da anni da uno stalker. Natalie viene uccisa pochi giorni dopo l’uscita di prigione del suo ex fidanzato e gli altri non sanno come comportarsi.

La tensione è alle stelle e tutto peggiora quando al matrimonio dell’amica i quattro ricevono una corona funebre con una scritta che dice che tra dieci giorni uno di loro morirà. Dieci giorni dopo è proprio il compleanno di Bridget, forse a lasciare il messaggio è stato il suo stalker? L’unica cosa da fare è restare uniti e pianificare un piano per proteggersi a vicenda e provare a rimanere vivi. Qualcosa però non torna, alcuni fatti sono sospetti, forse qualcuno non dice la verità?

“Ogni passo che fai” è un thriller agghiacciante, disturbante e reso ancora più realistico dal fatto che sia tratto da una storia vera accaduta all’autrice.

La tensione non manca mai, la scrittura è scorrevole e le sensazioni che qualcuno stia seguendo i protagonisti diventa sempre più tangibile.

C.L. Taylor
L’intreccio è interessante e ben pensato e grazie ad asso il finale risulta inaspettato e da brividi.

“Ogni passo che fai” è una storia di paura, quella profonda e difficile da scacciare provata dai singoli protagonisti le cui storie ci vengono raccontate per capire come sono arrivati alle situazioni attuali.

A un certo punto le loro storie si intersecano con il rischio di complicare maggiormente il tutto ed è qui che intervengono amicizia, solidarietà e paranoie che hanno origine dal controllo psicologico esercitato sulle vittime.

Un romanzo molto attuale, che fa riflettere, perfetto per gli amanti della suspense e delle storie ricche di colpi di scena dalle quali non ci si riesce a staccare fino all’ultima pagina.

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lunedì 19 dicembre 2016

“The OA” la nuova stranissima serie tv di Netflix creata e diretta da Brit Marling e Zal Batmanglij

Si chiama “The OA” ed è la nuova serie firmata Netflix

La prima stagione ha debuttato il 16 dicembre 2016, proprio pochi giorni fa, dopo un trailer pubblicato a sorpresa che ha lasciato tutti incuriositi.

La prima puntata comincia con il ritrovamento di Prairie, una ragazza cieca scomparsa da sette anni che ora vede di nuovo. Nessuno sa dove abbia trascorso quegli anni e lei non intende raccontare ciò che le è successo. E quando riescono a tirarle fuori qualche parola si tratta di frasi senza un senso logico e non vuole neppure più essere chiamata con il suo nome, dice infatti ora di essere ‘la PA’ (the OA in inglese). Si brancola nel buio insieme alla protagonista che cerca disperatamente un collegamento ad Internet e grazie a ciò incontra alcuni altri ragazzi che si riveleranno fondamentali in quella che lei considera la sua missione.

A primo impatto si possono cogliere delle somiglianze con “Stranger things” ma si tratta di una sensazione fugace data dall’ambientazione, siamo nella classica piccola cittadina americana in cui la gente non aspetta altro che qualcosa di strano o raccapricciante accada, e dall’aspetto di alcuni protagonisti. Ma “The OA” è molto di più e se lo si vuole giudicare non vi sono vie di mezzo, o lo sia ama o lo si odia.


Si tratta un thriller fantascientifico psicologico? O di una serie drammatica che verte verso il soprannaturale? Forse è un mix tra i due ma di sicuro vi è solo che è molto strano e questo non sorprende se pensiamo a quante serie tv nascono quotidianamente. 

Come combattere la concorrenza e attirare il pubblico se non proponendo qualcosa di inedito e di difficilmente decifrabile ma forse per questo ancora più affascinante e spiazzante?

Brit Marling e Zal Batmanglij, non è la prima volta che lavorano insieme (nel 2013 hanno ottenuto la candidatura come miglior film d'esordio agli Independent Spirit Awards 2013 con “Sound of my voice”), hanno dato sfogo alle loro fantasie più assurde e la prima ha contribuito anche come protagonista della serie, con la sua interpretazione eterea.

Otto puntate dalla durata differente (anche questa scelta piuttosto misteriosa): la prima di 70 minuti, altre di un’ora e una addirittura di 31 minuti.

Molto suggestiva la parte in cui si racconta il passato di Prairie bambina, tra le nevi e i ghiacci dell’inverno russo. E poi il racconto di quegli anni, con la comparsa del cattivo (anche lui personaggio controverso) interpretato da Jason Isaacs (Lucius Malfoy in “Harry Potter”), gli esperimenti scientifici, i sogni vividi e la serra nella quale ha vissuto con altre persone.

Il finale di serie fa intuire la futura realizzazione di una seconda serie, dopotutto solamente di alcuni fatti si è avuta una sorta di spiegazione ma rimane ancora molto da raccontare e da svelare.


E chi ha amato questo prime affascinanti otto puntate, definibili cervellotiche, non vedrà sicuramente l’ora di andare oltre, tra quelle atmosfere così particolari che oscillano tra fantastico e fantascientifico e che portano a riflettere sulla vita e sulla morte con ciò che potrebbe attenderci dopo.

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lunedì 26 giugno 2017

Alla scoperta delle librerie e dei librai indipendenti d’Italia: la Libreria Magna Charta di Stefano Ricci

“Una città senza libreria è un luogo senza cuore.” Gabrielle Zevin
Ci eravamo lasciati con Giampiero Carta e la sua splendida Libreria Paese d’ombre, a Villacidro, cittadina sarda del Medio Campidano, tra cascate marmoree e verdeggianti montagne

Questa volta andiamo invece al mare, più precisamente a Lavinio, frazione di Anzio, a circa cinquanta chilometri da Roma, in via Ardeatina 460.

Le spiagge di sabbia chiara e sottile e il mare cristallino fanno da sfondo alla Libreria Magna Charta, a conduzione familiare, con titolare Stefano Ricci. La libreria, naturalmente indipendente, nasce a Lavinio nell'aprile del 2007 e si contraddistingue per la passione di chi ci lavora. 
Si tratta di un luogo in cui acquistare libri ma non solo. Nasce infatti con l’idea di diventare uno spazio di aggregazione, di scambio di idee, un luogo in cui la cultura è la vera protagonista.

Chi ci è stato ne parla come di una libreria accogliente, con un libraio gentile e competente, e nella quale vi è anche la possibilità di acquistare libri usati in buono stato.
Sono poi molto amati gli incontri che si svolgono con personaggi del panorama culturale. Eventi all'insegna dei libri in grado di coinvolgere piccoli e grandi.

Un nome importante, Magna Charta, per un’attività che promuove quel patrimonio mondiale di conoscenze che fanno sì che le persone continuino a leggere, ad informarsi e che aprano le loro menti a nuove culture, luoghi incredibili e alla condivisione.

Ma lasciamo parlare ora lo stesso Stefano Ricci. Conosceremo meglio questa libreria attraverso le sue parole e sono sicura che al termine della lettura gli sarete grati, se già non lo siete, per l’impegno che quotidianamente assume in questa non semplice, ma fondamentale per tutti noi, impresa.


Benvenuto nel mio blog Stefano. Quando e per quale motivo hai deciso di intraprendere il mestiere di libraio?

Sono sempre stato un amante della lettura e, dieci anni fa, andando in libreria per acquistare dei libri, il proprietario (che conoscevo da vari anni) mi propose di rilevare la sua attività: “Sei il mio miglior cliente e ti vedo bene come libraio”. Io ero in un momento di passaggio; si era appena chiusa un’esperienza lavorativa e così ne parlai a mia moglie la quale, invece di dirmi “Tu sei matto” mi disse “Prova, ti vedo bene come libraio”. A questo punto non rischiando il divorzio mi buttai nell'impresa. Il motivo, come puoi immaginare, è la passione per i libri e la lettura.


Parlaci della tua Magna Charta. Come è, fisicamente, come nasce questo nome e cosa rappresenta per te?

La libreria Magna Charta nasce il 31 marzo 2007 in un piccolo locale di circa 30 m. quadri; dopo nove anni esatti, il primo aprile 2016 la libreria si trasferisce in un ambiente di circa 90 m. quadri, fronte strada e con cinque vetrine; un bel salto in avanti in termini di visibilità e di potenzialità; è un ambiente abbastanza irregolare formato da tre zone rettangolari angolate tra loro più un piccolo soppalco; l’aspetto della libreria, così come è oggi è il frutto di un lavoro di gruppo effettuato con l’intero gruppo familiare. L’idea del nome è venuto a mia moglie; La Magna Carta costituì un importante simbolo di libertà; quella libertà ed indipendenza mentale che la lettura può donare.


Tu e la tua libreria vi trovate a pochi passi dal mare. Tra i clienti vi sono anche turisti? E tra questi vi sono richieste di libri in lingua straniera?

Trovandoci in un posto di mare il nostro lavoro si svolge prevalentemente in estate, ma da dieci anni a questa parte stiamo lavorando per offrire anche nei mesi invernali, alla popolazione locale, l’occasione di scegliersi un buon libro tra gli ultimi usciti o magari una copia di un titolo uscito 40/50 anni fa ed ormai fuori catalogo che il lettore appassionato si va a cercare nella sezione dei libri usati.
Il turismo straniero è abbastanza scarso ho comunque una discreta scelta di titoli fondamentalmente in inglese e sempre nella sezione dei libri d’occasione.


 C’è un genere più richiesto tra i lettori adulti?

Le richieste sono abbastanza diversificate, ma il genere giallo/thriller/noir è senz'altro il più richiesto nella narrativa; nella saggistica direi che si vendono bene testi a carattere psicologico e quelli che si rifanno alle filosofie orientali.



Immagino ti arrivino richieste di ogni tipo ma qual è la più assurda che ricordi?

Francamente non ricordo di aver ricevuto richieste assurde; a volte è capitato di dover cercare testi di difficile reperibilità, ma questo fa parte del gioco ed è anche il bello di questa attività.


Tra le varie attività della tua libreria vi è l’organizzazione di incontri dedicati a scrittori, a periodi della letteratura ben precisi e persino ai bambini. Per citare alcuni eventi di recente Giuseppe Scalici si è occupato di fantasia e disegno, mentre il Prof. Paccagnani ha parlato di letteratura irlandese. Come è nata questa idea e quale riscontro hai al riguardo?

La conoscenza con il Prof. Paccagnani è avvenuta per caso; una mia cliente/amica lavora al Comune di Anzio e seguiva degli eventi sulla letteratura americana organizzati dal professore; ha parlato della mia libreria con Paccagnani il quale si è detto interessato a conoscermi; è iniziata, così una collaborazione che si è concretizzata in due cicli di tre incontri ciascuno sulle Letterature Americana ed Irlandese; dopo la pausa estiva riprenderemo con i grandi autori della Letteratura Francese, Russa e Tedesca. Con Giuseppe Scalici ed Ivana Calabrese abbiamo organizzato dei laboratori di disegno per bambini e adolescenti non dimenticandoci degli adulti che hanno potuto seguire un corso di disegno a loro dedicato. E poi presentazioni di libri, corsi di fotografia, incontri con psicologi e tante altre iniziative per rendere la libreria sempre di più non solo un luogo dove ci sono degli scaffali con dei libri, ma un luogo di incontro e socializzazione dove magari scambiarsi delle idee davanti ad un caffè.



Quanti libri leggi in media in un anno?

Circa uno al mese per me seguendo i gusti personali; per lavoro ne leggerò circa una ventina l’anno in maniera completa più quelli che leggo solo parzialmente per farmi un’idea di quello che vado a vendere per poter dare un consiglio, se richiesto.


L’ultimo libro letto?

“SPQR” un saggio molto interessante sulla storia di Roma e nella narrativa “I fantasmi dell’Impero” un libro molto ben scritto ambientato nell'Etiopia italiana del 1936/37.



Come il diffondersi delle nuove tecnologie ha influenzato il tuo mestiere di libraio?

Ogni mezzo è valido per far leggere le persone, quindi ben vengano gli audiolibri e riconosco la comodità degli e-book, anche se personalmente non mi piacciono, io sono troppo amante della carta, del piacere che provo dal contatto con il libro. Li troverei utili per l’utilizzo scolastico.



Qual è il tuo cliente ideale?

Quello che entra in libreria per il gusto di stare in mezzo ai libri, trascorre del tempo tra gli scaffali con il piacere della ricerca e poi, quando ha trovato qualcosa di interessante (se ha trovato) si ferma a commentare la sua scelta; insomma l’esatto opposto di quello che entra di corsa, chiedendoti “scusi mi dà il libro che si vende di più?”
Purtroppo capita anche questo!



Per quale motivo un lettore dovrebbe preferire una libreria indipendente ad una grande catena?

Per il servizio e la competenza; il mestiere del libraio lo puoi fare se sei un appassionato del tuo lavoro; non è un mestiere semplice, anche se spesso non viene considerato; devi avere una conoscenza di massima di ciò che offri al cliente, spesso ti chiedono dei consigli su cosa leggere o cosa regalare e quindi devi cercare di capire chi hai davanti per scegliere il titolo giusto e fare in modo che il lettore rimanga soddisfatto e magari, come qualche volta capita, torni a dirti quanto è stato apprezzato quel libro che tu hai consigliato; devi, inoltre, essere disposto ad impiegare del tempo nella ricerca di libri non facilmente reperibili. Quindi riassumendo: preparazione e servizio alla clientela, due cose che nelle librerie di catena non sempre si riescono a trovare.



Cos'è ciò che più ami dell’essere libraio, nello specifico di una libreria indipendente?

Il contatto con la clientela, la socializzazione, il piacere di vedere la soddisfazione nel cliente quando riesci a venire incontro alle loro esigenze, il gusto nell'organizzare eventi entrando in contatto con gli autori.



Un augurio per il libraio che ti succederà in questa rubrica?

Che riesca a mantenere sempre alto il livello di entusiasmo necessario per svolgere questo mestiere.


Ti ringrazio Stefano per la tua disponibilità e per ciò che quotidianamente fai con la tua libreria e la tua passione. Non posso che invitare i lettori a farti visita e chissà che prima o poi non capiti anche a me di passare da quelle parti!

Alla prossima libreria italiana indipendente! 

Sito Internet Libreria Magna Charta