lunedì 21 maggio 2018

Aspettando il Premio Strega 2018: “Come un giovane uomo” di Carlo Carabba - la fatica del vivere tra le impetuose emozioni dell’anima

Come un giovane uomo, Carlo Carabba

“Nel corso degli anni, ormai cresciuto, avrei tentato più volte, passeggiano o correndo, di risalire a quel tempo smarrito, sperando che il contatto con lo stesso suolo che avevo visto coperto di bianco – come nelle fiabe la ripetizione di un gesto che era stato familiare rivela alla principessa smemorata che è tornata a compierlo le sue nobili origini e che non è quella che sta vivendo l’esistenza a cui è destinata – sapesse ritrovare la vibrazione originaria che aveva prodotto l’eco di ricordi che da tanti anni risuonava nella mia mente, restituendomi il centro perduto della reminiscenza e dell’oblio di cui ignoravo tanto e da cui tanto di quello che ero e sono dipende: la mia infanzia.”
Ci sono libri che ci vengono regalati, altri che troviamo in libreria, altri ancora che scopriamo per caso. Questo in particolare l’ho scoperto con la pubblicazione dei dodici candidati al Premio Strega 2018, la trama mi ha subito incuriosito e la copertina ancora più.

“Come un giovane uomo” (Marsilio, 2018) è la storia di Carlo, o meglio di parte della sua vita, narrata a partire da due coincidenze: la caduta della neve a Roma (dopo vent’anni dalla prima volta in cui la vide) e l’incidente di Mascia, caduta a causa della neve che si scioglieva, ora in coma. Quella stesse neve che una volta fu fonte di felicità ora diviene presagio negativo di un futuro incerto. Nasce così una lunga riflessione che parte dall’infanzia di Carlo, che altro non è che l’autore stesso, tra amicizie trovate e altre perdute, questioni familiari complicate e desideri inespressi a causa di un animo fragile e troppo spesso incerto.
Carlo Carabba


Per gran parte del libro le frasi si trascinano lunghe e a tratti pesanti ma c’è qualcosa in profondità, qualcosa di forte e poetico, che fa andare avanti nella lettura, per la curiosità di conoscere l’intera storia, per la voglia di scoprire se quell'agognata serenità e quel desiderato sfogo dell’anima abbiano poi preso vita.

Non è un libro semplice da leggere, manca forse un po’ di leggerezza a smorzare i toni cupi forieri di dolore, una sofferenza labirintica che si muove tra infanzia e adolescenza, verso un’età adulta che si impone con prepotenza. 

L’elaborazione del lutto è la vera protagonista, attorno ad essa si dipanano i dubbi e le insicurezze dell’autore, Carlo Carabba, – ragazzo e uomo, e soprattutto la paura di non riuscire a gestire le emozioni. Ma va letto per lo stile riconoscibile e sentito, per ricordare che non tutto va come ci aspettavamo ma che nonostante il dolore la vita ha un senso, sta a noi la decidere da che parte dell’esistenza stare.


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giovedì 17 maggio 2018

“Io e Fata Mammetta” di Sophie Kinsella: quattro storie all’insegna della magica fantasia dei bambini


Io e Fata Mammetta, Sophie Kinsella
“E questa è la mia mamma. Sembra una mamma come tutte le altre… ma non lo è, perché può trasformarsi in una fata. Le basta pestare tre volte i piedi per terra, battere le mani, agitare i fianchi, dire <<Marshmallow>> e… PUF! Eccola trasformata in Fata Mammetta. Mi piace tanto quando è Fata Mammetta, perché le sue ali scintillano come cento arcobaleni. In testa ha una corona d’argento che brilla come le stelle. Può volare e diventare invisibile e fare veri incantesimi. E poi ha appena comprato una nuova bacchetta magica che è davvero fantastica.”
Nessuno sa che Ella da grande diventerà una fata, proprio come la mamma! Sì, la madre a volte è un po’ pasticciona e fa confusione con gli incantesimi ma c’è sempre Ella a darle una mano e alla fine tutto si risolve nei migliori dei modi. La loro vita è piena di magia e le avventure non hanno mai fine: una volta Ella e la madre, Fata Mammetta, sono persino finite sul tetto di una casa e non immaginate come sono riuscite a tornare a casa!

“Io e Fata Mammetta” (Mondadori, marzo 2018, traduzione di S. Bertola) è il primo libro per bambini di Sophie Kinsella (pseudonimo di Madeleine Wickham, che tutti conosciamo come autrice di romanzi rosa e chick lit), scritto ispirandosi ai suoi figli.

Le storie, legate l’una all’altra come fossero un’unica, sono molto carine e il lettore, più o
Sophie Kinsella
meno giovane (l’indicazione della lettura è dai sei anni in su), rimane immediatamente conquistato da Ella, dalla sua magica madre, dalla nonna che accorre quando i guai sembrano irreparabili, e dagli amici Tom e Lenka. 
Ad accompagnare le parole le bellissime illustrazioni di M. Kissi.
Al termine della storia troviamo poi una serie di pagine dedicate ai più piccoli con le ricette delle fate, spazi per disegnare e altre divertenti e magiche attività davvero carine e coinvolgenti. 

Pare che presto arriveranno nuove avventure con le due protagoniste, ancora più magiche, e sono certa che ci sarà da divertirsi! 

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giovedì 10 maggio 2018

“Absence. L’altro volto del cielo” di Chiara Panzuti: il secondo capitolo della trilogia young adult più affascinante e distopica degli ultimi anni


“Ma chi era lei per cancellarmi? Il suo capo si era già preso la briga di uccidermi una volta, e lo aveva fatto nel modo peggiore. Ero morta, non esistevo nei ricordi di nessuno, avevo perso identità, forma, spessore. L’illusionista lo aveva premuto quel grilletto, senza neppure preoccuparsi di chiedere, e i suoi tirapiedi dovevano smetterla di tormentare quella ferita. Perché c’era un effetto collaterale dentro di me, qualcosa che assomigliava alla follia di un topo in gabbia. Qualcosa che mi rendeva pericolosa. Capace di distruggere ogni frammento della vita di prima."
Un anno fa usciva nelle librerie “Absence. Il gioco dei quattro” e oggi, 10 maggio 2018, finalmente possiamo leggere l’attesissimo proseguo. 

Da mesi attendevo di scoprire che fine avessero fatto Faith e gli altri e se finalmente avrebbero potuto riavere indietro le loro identità.

Ora posso dire che le cose si sono complicate ulteriormente. Ma non solo. Dopo aver viaggiato da Londra per San Francisco de Quito, in Ecuador, per poi toccare la punta più estrema del Cile stavolta gli Alfa, i Beta e i Gamma si ritrovano in Asia, con un caldo umido e poco sopportabile. L’attesa sta mandando tutti fuori di testa e il siero NH1 loro iniettato a inizio gioco sta mostrando effetti collaterali per nulla piacevoli. 

C’è chi allena il fisico, chi trascorre le giornate studiando i possibili prossimi luoghi di scontro e chi cade nello sconforto più profondo. Faith, Jared, Scott e Christabel non se la passano troppo bene e sanno che i prossimi combattimenti saranno ancora più terribili dei precedenti. Tutti loro sono cambiati ma Faith in particolare sta scoprendo di avere dentro sé una forza sconosciuta, una seconda personalità, un po’ come Dr. Jekyll e Mr. Hyde. 

Riuscirà Faith a controllare tutto questo e a gestire le emozioni derivanti da alcuni fatti terribili ad opera dell’illusionista? E la storia tra lei e Jared avrà i tanto attesi romantici risvolti?
Chiara Panzuti

Nel primo capitolo della trilogia young adult, una delle più belle e appassionanti del momento, aleggiava un’atmosfera di smarrimento data dalla perdita di identità dei protagonisti, questa ora prosegue insieme ad un pizzico di rassegnazione a tale condizione. 

L’immedesimazione è dolorosa ma fortemente realistica ed attuale: come ci si sentirebbe ad essere invisibili e non essere più riconosciuti dai nostri cari? Dove finirebbe la voglia di andare avanti senza uno scopo concreto e certo?

“Io ero al di là della linea di demarcazione, oltre il limite
che divideva la vecchia Faith da quella nuova, ero furia opaca e svelta, unghie e morsi, ero tutto quello che lui non poteva togliermi.”

“Absence. L’altro volto del cielo” (Fazi Editore, collana laynYA maggio 2018), della giovane e talentuosa scrittrice milanese Chiara Panzuti, dopo una prima parte relativamente tranquilla vede un susseguirsi molto rapido di eventi, accade veramente di tutto e si assiste ad una evoluzione molto particolare dei protagonisti. 

Si intensifica anche la storia d'amore tra Faith e Jared e conosceremo meglio Ephraim che… beh, non vi svelo altro!

Non vi resta che acquistare il libro e immergervi in nuove e ancora più coinvolgenti pagine ricche di emozioni sperando, come me, di arrivare il più tardi possibile all'ultima pagina! 

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lunedì 7 maggio 2018

“Il diavolo dentro” di Roberto Ottonelli: un viaggio tra gli abissi, la paura e le atrocità dell’uomo



“Una volta in piedi, con le braccia ancora imprigionate, mi ritrovai a osservarvi nel piccolo specchio che avevo di fronte: il sangue mi colava dalla bocca lungo il collo inzuppando la maglietta arancione, il naso era tumefatto e avevo l’espressione di una appena uscita da un incontro col diavolo. Se anche fossi riuscita a liberarmi, dove mai sarei potuta andare conciata in quel modo? Abbassando il capo mi resi conto di essere ancora nude, dalla vita in giù; lo strano era che non ne fossi a conoscenza. Mi scorticai per tagliare il nastro adesivo contro l’angolo del tavolo, ma me ne resi conto solo osservando i rivoli di sangue lungo le braccia. Non avevo percepito nulla.”
Mi ero promessa di leggere questo libro mesi fa e in effetti cominciai ma non era il periodo giusto. Dopo una trentina di pagine circa, belle intense, desistetti, indirizzandomi verso qualcosa di più leggero. Immagino sarà capitato ad ogni lettore di ritrovarsi a dover cambiare libro, e non certo perché quel testo non fosse valido. 

Sono ritornata sulle pagine de “Il diavolo dentro” (Delos Digital, 2017) pochi giorni fa e mi sono bastati due pomeriggi per divorarlo.

Non avevo scordato la prima parte ma volevo ricominciare dall'inizio, per avere bene in mente ogni dettaglio, per conoscere meglio Manuela e Andrea, due bambini che si conoscono in un istituto per minori
Roberto Ottonelli

Un incontro come tanti lì dentro e non ci vorrà molto perché le strade dei due si dividano. Manuela passa da una famiglia all'altra, ambientarsi non è semplice, così come non lo è trovare una serenità personale. L’abisso è più facile da raggiungere e quando conosce Michele non capisce subito dove presto finirà. Poi c’è Pietro, carismatico ed enigmatico, ci sono i Doors e Marylin Manson, la religione, la droga, il sesso, quello malato e la voglia di andare sempre oltre.

Roberto Ottonelli (network engineer milanese classe 1978) si è liberamente ispirato alle Bestie di Satana per la stesura di questo suo primo romanzo. Un esordio davvero crudo, un romanzo che non conosce i giri di parole e che racconta i fatti con i relativi protagonisti con feroce realismo.

Sarebbe bello pensare che nulla di quanto leggerete (o avete già letto) sia frutto della fantasia dell’autore, e in effetti così è, ma il ricordo delle vicende dei ragazzi arrestati nel 2004 per gli efferati omicidi (compiuti in nome di Satana) fa davvero rabbrividire e ci ricorda che i meno sospettati, i nostri vicini più cheti, potrebbero compiere simili fatti. 

“Lui non aveva amici, non frequentava nessuno, così forse si convinse che quel genere di persone lo potesse in qualche modo capire, condividendo con lui la sua necessità via via più forte di sfogarsi. Manifestava infatti sempre più spesso degli scatti incontrollabili di violenza gratuita. Aveva il diavolo dentro.”

Lo stile asciutto e diretto di Ottonelli arriva al cuore del lettore, le pagine si fanno divorare ma non mancano i momenti nei quali si preferirebbe sollevare gli occhi dalle pagine per 'non vedere’ ciò che sta accedendo.

Diventa davvero interessante, al di là dell’efferatezza, capire come siano giunti a determinati comportamenti. 

Non si parla solamente dei protagonisti ma anche dei genitori, dell’interesse per l’occulto e di tutte quelle mancanze che hanno contribuito ad isolarli e a farli precipitare negli abissi più profondi.

“Il diavolo dentro” è l’eterna lotta tra il bene e il male con la supremazia di quest’ultimo, è un salto dentro quella parte più nascosta di ognuno di noi, è lo smarrimento totale dell’uomo, e in questo caso del lettore, che teme di rimanere avvinghiato ad una realtà che, una volta abbracciata, potrebbe divenire l’unica possibile.  

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giovedì 26 aprile 2018

“Un ragazzo normale” di Lorenzo Marone: quando la verità e la cultura sono i veri supereroi di questo mondo

Un ragazzo normale, Lorenzo Marone
“A ogni modo, questa è stata la mia infanzia, la mia vita da adolescente: uno stare tutti insieme, il respiro di uno sulla guancia dell’altro, senza alcuna possibilità di avere un momento e un luogo che fossero davvero miei. Fu proprio quella situazione di eterna condivisione a spingermi a isolarmi, a farmi rifugiare in un mondo solo mio che viveva di vita propria, e in quel mondo, in quei frangenti, imparai a non avvertire più il russare di papà, a non sentire le telenovele della nonna, i dibattiti politici del nonno o il ruminare rumoroso con il quale Bea masticava il solito chewingum. Il giorno che pensai di diventare un supereroe, non sapevo che, in realtà, io supereroe in parte già lo ero.”
Mimì ha dodici anni e vive in un condominio del Vomero, a Napoli, con i genitori, la sorella e i nonni. Lì va a scuola, gioca con l’amico Sasà, colleziona annunci funebri (attirato dai soprannomi che i morti avevano in vita), si innamora di Viola e conosce Giancarlo, il suo supereroe che gira con una Mehari verde. 

Quello non è un anno qualunque, è il 1985 e Giancarlo è Giancarlo Siani, giovanissimo giornalista de “Il mattino” ucciso dalla Camorra davanti al palazzo di Mimì. Ma non finisce qui, ci sono anche i libri, quelli dentro i quali Mimì ama perdersi, che si tratti di romanzi, di enciclopedie o di fumetti.

Ho scoperto Lorenzo Marone con “Magari domani resto” e mi sono innamorata di Luce e di quella prosa così riconoscibile e intima. Non potevo quindi non leggere “Un ragazzo normale” (Feltrinelli, febbraio 2018) e, come avevo previsto, ancora una volta mi sono innamorata del protagonista, Mimì. Un bambino come tanti in possesso di una spiccata intelligenza e di una passione per la cultura, nonostante la giovane età.

“Quei libri sono stati il mio prima mattone, la struttura sulla quale ho appoggiato la costruzione della mia vita, la mia pietra angolare. È merito di quei cinquanta volumi se sono diventato ciò che sono, merito di quelle sere passate con gli occhi infilati nelle pagine.”

Lorenzo Marone
Ci sono i grandi classici della letteratura, i fumetti più conosciuti, la musica, i film e i cartoni animati degli anni Ottanta. Ci sono ragazzi che hanno voglia di vivere un’estate spensierata, rimanendo aggrappati ad un qualcosa che non si sa quanto durerà.

“Allora non potevo saperlo, ma in seguito ho capito che le cose straordinarie, quelle che resteranno per sempre nella tua vita, arrivano spesso in punta di piedi e all'improvviso, senza tuoni e particolari avvisaglie. Proprio come una nevicata.”

È vero, è un romanzo in cui non accade tanto ma è forse proprio questo a renderlo così bello, con quell'atmosfera sospesa nella quale tutti possono sognare e durante la quale tutto potrebbe accadere.

E poi Mimì è tutto nel romanzo, nonostante gli accenni alla camorra e il ricordo di Siani questo non vuole essere il classico libro sulla Napoli bagnata dal sangue delle cosche ma una storia di formazione con protagonista un ragazzino che si rende conto di dover presto dire addio all'ingenuità aprendosi al mondo degli adulti, con tutti i pro e i contro.

“Un ragazzo normale” è tanto reale quanto trasognato, è forte, crudo quando deve esserlo e commuove dal profondo del cuore, un po’ per la storia di Siani e un po’ per il ricordo dei dolori dell’infanzia ormai trascorsa e di quelli dell’età adulta ancora in corso.


“Ho sentito dire che i dolori ti restano sul volto e ti rubano il sorriso, invece io credo che siano molto più riconoscibili le rinunce. Sono loro a deformare i lineamenti, spesso a incattivirli, loro a prendersi un pezzetto di pelle ogni volta.”

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lunedì 23 aprile 2018

“L’ostaggio” di Nicola Rocca: un nuovo intrigante racconto noir dal finale imprevedibile

“Rino Falcone aveva le idee chiare, sapeva dove sarebbe arrivato. In breve tempo passò da bottini di poche centinaia di euro a furti da professionista, che gli rendevano ogni volta qualche migliaio di euro. Ma lui, che nel frattempo si era guadagnato il soprannome di Boss, voleva di più. Due o tre mila euro a colpo era ancora roba da miserabili. Così, si era buttato nel mondo delle gioiellerie e infine delle grosse banche. Era stato con quelle che aveva sentito calzargli a pennello il soprannome. Il boss.”
Rino Falcone poteva avere una vita semplice e tranquilla, come quella del padre che lavorava onestamente da una vita e amava estinguere i propri debiti in tempo. Ma il figlio no, lui non aveva mai voluto sentir parlare di sporcarsi le mani e di duro lavoro. L’ideale era un lavoro poco faticoso ma dalle grandi soddisfazioni economiche. Perché non buttarsi quindi nel mondo della droga e poi in quello delle rapine? Rino era furbo ma un colpo gobbo di un nemico lo fece finire in prigione, perdendo tutto. 

Scontata la pena Rino è solo e soprattutto senza un soldo, il boss ormai non c’è più. Fino a
L'ostaggio, Nicola Rocca
quando un giorno non riceve un pacco indirizzato proprio a lui, qualcuno gli chiede di ‘seguire le istruzioni’. Chi sarà mai? E cosa vuole da lui? Certo, se si trattasse di poter guadagnare un bel gruzzoletto… Ma se invece fosse una trappola?

L’ostaggio” (ENNEERRE, aprile 2018) è il nuovo racconto noir di Nicola Rocca, scrittore bergamasco che ha abituato i suoi lettori a storie intriganti e caratterizzati da colpi di scena quasi sempre inaspettati.

Il cognome Falcone ci riporta immediatamente al noto magistrato antimafia italiano ma qui di legale non c’è nulla. Quella di Rino è una vita spesa in affari poco leciti, il cui unico intento è arricchirsi. Ma la ruota prima o poi gira per tutti e tutti noi, primo o dopo, abbiamo l’occasione per redimerci o di tentare di modificare il nostro cammino.

Una narrazione veloce, intrigante, un personaggio interessante e ben delineato, un finale che lascia un sorriso di complicità sul viso del lettore.

E in attesa di vedere pubblicato il prossimo romanzo, che sono certa arriverà presto, non ci resta che rileggere qualche suo vecchio racconto e i primi romanzi.  


A breve ci saranno infatti piacevoli novità, parola di Nicola Rocca!

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Biografia di Nicola Rocca:



Nicola Rocca
Nicola Rocca nasce a Bergamo il 23 settembre 1982 e vive a Sotto il Monte. 

Esordisce nel mondo della narrativa, nel dicembre del 2013, con “FRAMMENTI DI FOLLIA” (Editrice GDS), un’antologia di racconti thriller/noir (finalista al Premio Giuseppe Matarazzo 2013). Nell’estate del 2014 pubblica “CHI ERA MIO PADRE?” (Silele Edizioni), il suo primo romanzo thriller, che nel gennaio del 2015 scala le classifiche di Amazon, rimanendo in vetta per più di tre settimane.

A quel punto decide di autopubblicarsi, e lo fa con alcuni brevi racconti in formato digitale (Cold Case; L’unica soluzione possibile; Un ragazzo sveglio; Un impellente bisogno, Prato Gol (Un maledetto figlio di Puttana). 

Soddisfatto, crea il marchio Enneerre, con il quale pubblica LA MORTE HA L’ORO IN BOCCA (2015), il suo secondo romanzo e DUE GOCCE D’ACQUA (2016), il suo terzo romanzo. Nel giugno del 2017 esce la seconda edizione di CHI ERA MIO PADRE?, con il marchio Enneerre.
IL BURATTINAIO, che l’autore ama definire un esperimento, è il suo quarto romanzo. 


venerdì 20 aprile 2018

Novità editoriale: “Burning” (Amethyst #2) di Silvia Castellano: un paranormal romance tra misteri, amore e pericoli di morte




“Se un cuore spezzato continua a bruciare significa che è ancora vivo”

Angel Watson credeva di essere una normale sedicenne e quando conobbe e si innamorò di Josh Cohen, bellissimo ragazzo metà vampiro metà licantropo, non immaginava tutto ciò che sarebbe accaduto dopo. Vampiri assetati del suo sangue e mutazioni fisiche faranno capire ad Angel che qualcosa di molto più grande l’attende perché lei è l’Ametista e un destino ben preciso la attende.

Questo era il primo capitolo della trilogia di “Amethyst”, il genere è Paranormal Romance, e per chi attendeva il prosieguo delle vicende di Angel, eccovi accontentati.

Il 9 aprile 2018 è infatti uscito, in formato digitale, Burning” (Amethyst #2), della giovanissima bolzanina Silvia Castellano, presto disponibile anche in cartaceo. Cosa vi aspetta in questa nuova avventura? 

Ecco una piccola anteprima:

Angel Watson non è più una ragazza normale. Ha scoperto di essere oggetto di una profezia, il suo corpo ha subito diversi mutamenti, molte sue certezze sono state messe in discussione. Dopo aver rischiato di morire in un'imboscata organizzata dal re dei vampiri, inoltre, ha capito di non potersi fidare di nessuno. Purtroppo, però, questo è solo l’inizio: la ragazza deve superare molti altri ostacoli, perché il pericolo è dietro ogni angolo. Le sue certezze, inoltre, vengono messe in discussione da alcune rivelazioni inaspettate. Ad aiutarla, però, ci sono i suoi fratelli e gli alleati di sempre, come il suo amato Josh e l’irruente Aaron, ma anche nuovi amici.

Tra viaggi, sfide e avversità, Angel dovrà dimostrare di essere forte e degna del proprio destino, ma anche di saper fare scelte importanti. Di vita o di morte.

Curiosi? Bene, non resta che cliccare sui riferimenti qui sotto e scaricare la vostra copia digitale! E qualora preferiste il cartaceo non ci sarà ancora tanto da attendere.
Buona lettura!



TITOLO: Burning (Amethyst #2)
AUTORE: Silvia Castellano
GENERE: Paranormal Romance
EDITORE: Self Publishing
NUMERO DI PAGINE: 448
PREZZO ED. DIGITALE: 1,99 €
PRESTO IN EDIZIONE CARTACEA!
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Biografia di Silvia Castellano

Silvia Castellano è nata nel 1991 a Bolzano, dove vive tuttora con i genitori e il fratello minore. Si è laureata in Anglistica e Italianistica all’Università di Innsbruck, in Austria, e ora sta frequentando la laurea magistrale in Letteratura Comparata nello stesso istituto. È da sempre una lettrice accanita e il primo libro di cui si è innamorata è “Matilde” di Roald Dahl. Ha iniziato a scrivere racconti di genere fantastico a dieci anni, ma, prima del 2012, i suoi scritti sono stati pubblicati solo su alcuni forum. Il suo romanzo d’esordio è “Amethyst”, primo volume di una trilogia paranormal romance, uscito nel 2014. Nello stesso anno ha pubblicato la raccolta di racconti “See Who I Am”. Ha anche partecipato come autrice alle antologie “Solo una goccia”, “Lettere d’amore” e “1000 parole”, tutte edite dalla casa editrice Montecovello, e all’antologia benefica “Only Hope”, di cui è stata anche promotrice. Il testo con cui ha partecipato al concorso legato a “Lettere d’amore” si è classificato al secondo posto.
Oltre a dedicarsi allo studio e alla scrittura, fa parte dello staff del blog “A Rainbow of Passions”. Nel tempo libero le piace cantare, ascoltare musica country e guardare serie televisive. In passato ha studiato anche danza e recitazione.


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