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venerdì 30 novembre 2018

“Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa” di Luis Sepúlveda: una storia dal lontano Cile tra leggenda e realtà


“Mi sembrò molto strano il comportamento degli uomini in questo loro incontro in mare. La minuscola sardina non attacca un’altra sardina, la lenta tartaruga non attacca un’altra tartaruga, il vorace pescecane non attacca un altro pescecane. A quanto pare gli uomini sono l’unica specie che attacca i propri simili, e non mi piacque questa cosa che imparai da loro.”
Solamente Luis Sepúlveda poteva far parlare una balena bianca e che voce le affida! Una voce che viene da lontano, dal Cile, lo Stato che lo vide nascere e crescere, il Paese che gli trasmise antiche leggende e tradizioni mai dimenticate.

Grazie al nonno e allo zio sviluppò l’amore per la lettura che l’ha portato ad essere uno splendido scrittore ed è da una delle letture più amate, il “Moby Dick” di Melville (pubblicato nel novembre del 1851) che a sua volta prende spunto da una storia vera, che nasce la storia di cui vi voglio parlare.

Avete mai sentito parlare dell’isola cilena Mocha? E di Mocha Dick?

Mocha Dick era un capodoglio albino ed è il protagonista narrante di “Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa” (Guanda, novembre 2018), l’incredibile storia dell’incredibile balena che viveva nei mari circostanti l’isola dalla quale prende il nome. 

Una balena unica nel suo genere, molto intelligente e curiosa. La Gente del Mare la conosceva bene e rispettava e tutto andava bene prima che arrivassero i balenieri da ogni parte del mondo. La vita degli abitanti del mare cambiò in quel momento e Mocha Dick, che proteggeva il suo mondo, non capiva cosa accadesse ma dovette ricredersi sugli uomini e rispondere con la stessa aggressività e crudeltà con la quale agivano loro, con tutto il dolore che questo le portò.

Mocha Dick è la voce di racconti senza tempo, di un presente doloroso, di un futuro incerto. La sua voce è lontana e saggia, ci parla con amore e dolcezza per voi divenire triste, sconsolata, arrabbiata. 

“Gli uomini: così piccoli eppure così implacabili come nemici, pensai, ma nell'occhio dell’anziano capodoglio vidi che sulla costa, oltre l’isola Mocha, c’erano uomini diversi, chiamati lafkenche o Gente del Mare. Loro prendono dalla riva il necessario per vivere e ringraziano la generosità del mare celebrando un rito antico.”
Luis Sepúlveda, © Rebecca Mais

All'improvviso la rivoluzione, la rabbia travolge tutto e tutti, impossibile provare un sentimento differente di fronte alla ferocia dell’uomo.

Ma ci sono anche il mare con i suoi spettacolari abitanti, le altre balene e quegli occhi, così piccoli rispetto al resto del corpo, che racchiudono tutte le memorie del mondo.

Un inno alla natura, alle sue creature, una storia che insegna il rispetto nei confronti di coloro che abitano questa nostra Terra, compresi noi stessi.

Solo pochi giorni fa si parlava di una baleniera giapponese in viaggio verso l’Antartide con l’obiettivo di catturare e uccidere oltre trecento balene. E allora ci chiediamo: perché? Per una inesistente ricerca scientifica? Per proporre piatti a base di carne di balena o strani intrugli frutto della superstizione? Perché dare vita a continue sanguinose stragi senza senso?

Ancora una volta Sepúlveda ci regala una storia bellissima, con la sua scrittura sempre delicata ma incisiva, una favola, purtroppo reale, che spero doni una sensibilità nuova ai più piccoli e nuove consapevolezze ai lettori più grandi.

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martedì 25 aprile 2017

Tempo di Libri 2017: evento riuscito o flop clamoroso? Considerazioni e anteprime libresche


“Fino al giorno in cui mi minacciarono di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura: si ama, forse, il proprio respiro?” (Harper Lee)

Tempo di libri, la prima edizione della fiera dell’editoria svoltasi dal 19 al 23 aprile 2017 alla fiera di Milano Rho si è conclusa, ma cosa ne resta ora? Solamente polemiche, aspre e non sempre motivate, o possiamo parlarne anche in positivo?

Innanzitutto va ricordato che quella di Milano è stata la fiera dell’editoria mentre a Torino si svolge annualmente il Salone del Libro, due cose diverse, per quanto strettamente collegate e con entrambe protagonisti i libri e i loro autori (e naturalmente le relative case editrici), e voglio precisare che la mia esperienza è relativa alla giornata di sabato 22 aprile, una delle due giornate con maggiore affluenza di pubblico.

Tempo di Libri

Ciò che ho visto, in quanto possessore di Press Pass, è che all'entrata (avvenuta in anticipo rispetto agli altri) non c’era il minimo controllo, se non quello relativo al pass, e una volta dentro i padiglioni sarebbe potuto accadere di tutto. C’erano poliziotti che giravano ma sarebbe stato possibile introdurre qualunque cosa. Vuoi che i terroristi si siano accorti della fiera dell’editoria? – direte voi. E in effetti no, non lo credo, ma oggi come oggi non si sa mai.

A parte questo la giornata è stata fitta di eventi, dalle ore 10:30 fino alle 19:30, circa un centinaio, con l’imbarazzo della scelta per i lettori di ogni età, e divisi tra le varie sale dei padiglioni 2 e 4, e i fuori fiera. Le sale erano piene per ogni scrittore ma nonostante ciò la gente in giro non è che fosse poi tanta.

L’Ufficio Stampa di Tempo di Libri ha infatti ieri indicato che chiude con 60.796 presenze in Fiera, cui se ne aggiungono 12.133 nelle 100 sedi del Fuori Fiera. […] Il mondo delle storie attraversate dall’alfabeto si è dipanato su 35mila mq e ha visto la partecipazione di 552 editori, grazie ai quali personaggi, racconti, testimonianze e voci si sono distribuiti in 720 eventi con 2.000 ospiti in Fiera e oltre 100 appuntamenti Fuori Tempo di Libri, tra Milano, Rho, Sesto San Giovanni e Monza.

C’è chi dice si tratti di dati falsati, altri se la ridono ricordando che i numeri del Salone del Libro di Torino sono di oltre il doppio, altri ancora la rigirano sulla questione politica.

Va anche ricordato che protagonista della fiera è stato anche il MIRC (Milan International Rights Center) che ha visto oltre 500 partecipanti, da 34 Paesi, e più di 6.500 appuntamenti. Significa nuove traduzioni, nuovi scambi editoriali che porteranno gli scrittori italiani all'estero e altri dall'estero in Italia.
Tempo di Libri, Il GGG

Diciamolo, il periodo della manifestazione non è stato dei migliori, pochi giorni dopo la Pasqua e a cavallo del ponte del 25 aprile. 

Anche l’organizzazione degli eventi non è stata delle migliori. È innegabile che non si sia trattato di un lavoro semplice ma i tempi tra un incontro e l’altro sono stati troppo stretti, tanto da ritrovarsi a dover interrompere a metà interessanti discussioni con personaggi del mondo della cultura che non si incontrano ogni giorno e togliendo tempo al pubblico che avrebbe amato poter fare domande allo scrittore/ice preferito/a.

E sì, la Mondadori (che oggi è un gruppo che racchiude buona parte delle case editrici più note italiane) ha senza dubbio predominato su tutto, ma si tratta pur sempre del gruppo editoriale milanese per eccellenza e non ci si poteva aspettare diversamente.

Ma questi particolari sono davvero importanti? Vogliamo parlare del piacere provato dai lettori (i veri protagonisti, purtroppo ancora in numero troppo basso in Italia) nell’incontrare scrittori e personaggi del panorama culturale internazionale in ogni angolo della fiera? Da Peppe Vessicchio a Francesco Piccolo, da Fabio Genovesi a Abraham Yehoshua, e poi Luca Bianchini, Licia Troisi, Bertil Marklund, Michela Murgia, La Pina, Giuseppe Lupo, Alan Friedman, Gigi Marzullo, Mauro Corona e Luigi Maieron, Jamie McGuire, Geronimo Stilton e tanti altri!

Sarebbe stato bello seguire ogni singolo incontro ma non è stato possibile, logisticamente parlando.
Ecco però i tre che ho seguito per intero e che non potevo perdermi!

  • L'importanza delle favole oggi - Chiara Gamberale e Luis Sepúlveda con Pietro Cheli (Sala Tahoma, ore 10:30)

Poter vedere e ascoltare Luis Sepúlveda, e da così vicino, è stato davvero emozionante. La semplicità è ciò che colpisce da subito dell’autore cileno (oggi residente in Spagna) che nonostante i milioni di copie vendute in tutto il mondo ha continuato a rimanere fedele a sé stesso e alle sue origini. Sepúlveda ha raccontato la nascita del suo “Storia di una lumaca che scoprì l'importanza di essere lenta” (Guanda, 2013) accentuando l’eccessiva importanza che tendiamo ad attribuire alla velocità.

Luis Sepúlveda
<< Possiamo acquistare una Lamborghini che va a 300 l’ora ma cosa ce ne facciamo se nessuna strada europea permette di andare a questa velocità? >>

Più importante, sempre per Sepúlveda, è invece comprendere la diversità perché il vero protagonista delle favole è la solidarietà, un valore universale ce non ha corporeità ma che è sempre presente.

Chiara Gamberale ha poi proseguito affermando che oggi non c’è più tempo per annoiarsi, dalla noia, dal tempo libero, persino dai cartoni animati, nascevano nuove storie. Il suo ultimo libro, “Qualcosa” (Longanesi, 2017) è una favola dedicata al non fare qualcosa di importante, al rischio che corriamo di subire la vita senza viverla.  

Nella parte finale dell’incontro, su suggerimento del giornalista e scrittore Pietro Cheli, Sepúlveda e la Gamberale hanno inventato una favola, un momento davvero bello e unico, soprattutto per Lorenzo, un bambino seduto in prima fila che ne è divenuto il protagonista inconsapevole.  




  • I milanesi uccidono il sabato - Rosa Teruzzi, Stefano Jacini, Biagio Goldstein Bolocan, Lorenzo Beccati e Luca Crovi (Sala Gotham, ore 13:30)

I cinque scrittori milanesi hanno raccontato i loro ultimi libri, tutti di ambientazione noir: Rosa Teruzzi con “La sposa scomparsa” (Sonzogno), Stefano Jacini con “L’invidia degli dèi” (Bompiani), Biagio Goldstein con “Il traduttore” (Feltrinelli), Lorenzo Beccati con “Aenigma” (Nord) e Luca Crovi con “Noir. Istruzioni per l’uso” (Garzanti).

La discussione è partita dalla ragione che ha portato loro ad amare il giallo come genere letterario e di quanto, per alcuni di essi, sia importante inserire un po’ di fantasia tra uno spezzone e l’altro di realtà, Jacini in particolare lo ha affermato in contrapposizione al rischio di cadere nel verismo troppo spiccato.

Rosa Teruzzi, Lorenzo Beccati, Stefano Jacini
Goldstein ha inserito nel suo libro anche un po’ della Milano calcistica, inserendo un protagonista imponente, sia fisicamente che in quanto a carattere, ricordando che la scrittura permette di immaginare l’invisibile o di ricostruire ciò che ormai è stato distrutto.

Beccati ha narrato il suo romanzo ambientato proprio nella sua banca e nato da una vicenda che vide la nonna protagonista, truffata da due loschi figuri con una sorta di inconsapevole ipnosi che la portò a consegnare ai due tutta la sua pensione in cambio di un orologio farlocco.

Rosa Teruzzi ha invece raccontato di come si sia divertita a mettere insieme tre donne nel suo “La sposa scomparsa”, introducendo così quella parte della sua famiglia composta da due sorelle, sua madre e una cagnolina, come volendo sperimentare cosa potesse accadere nel farle incontrare – scontrare mettendole tutte e tre di fronte ad un non semplice caso di cronaca da risolvere. 

Interessante poi scoprire che l’affascinante casello ferroviario del romanzo esiste realmente a Milano e che Rosa Teruzzi, con la creazione di quattro associazioni di quartiere, stiano tentando di riqualificarlo così da farlo diventare un luogo in cui leggere ed incontrarsi.



  • La verità è quasi sempre una storia raccontata a metà - Sara Rattaro e Annarita Briganti (Sala Arial, ore 16:30)

A questo incontro è stata assegnata la J di Jane Austen e in effetti quale lettera migliore per un’autrice che come la Austen si diletta a scandagliare l’animo umano, femminile in particolare?
Sara Rattaro

In compagnia della scrittrice Annarita Briganti, Sara Rattaro ha introdotto il suo “L’amore addosso” (Sperling & Kupfer) e per i presenti in sala è stato come rivivere la storia di Giulia, la protagonista, e delle sue mille insicurezze. 

Quelle indecisioni e incertezze che la stessa autrice, così come tutti noi, viviamo quotidianamente.

<< Sono un’autrice rivolta ai lettori. >>

Si è parlato poi dell’attualità della sua storia, della difficoltà nelle relazioni, dello scalpore che può suscitare ciò che non si sa, portando talvolta a conseguenze imprevedibili, e anche di maternità. La Rattaro, nonostante sia madre, o forse proprio n ragione di ciò, è fermamente convinta che si possa essere felici anche senza figli, fonte di gioia e occasioni uniche ma anche di infinite preoccupazioni.



Potrei continuare per pagine e pagine perché ci sarebbe ancora tanto da dire sugli stand, sull'infinità di libri presenti in ogni angolo della fiera, sulle bloggers che giravano per i padiglioni, sull'atmosfera gioiosa e rivolta alla cultura che si respirava ovunque.

A maggio ci sarà il Salone del libro di Torino ma è già stata annunciata la seconda edizione di Tempo di Libri, della quale tra un mese circa verrà comunicata la data.

Perché polemizzare tanto quando si parla di cultura? Chi di voi c’era? Anche la vostra è stata un’esperienza positiva? Mi piacerebbe poter avere le vostre opinioni, che ci foste o meno!


ANTEPRIME!

Segnatevi queste date: 
18 maggio 2017: in uscita sempre per la Sonzogno il seguito de “La sposa scomparsa” di Rosa Teruzzi che pare stia già lavorando al terzo capitolo!
5 settembre 2017: è la data ufficiale di uscita del nuovo atteso libro di Fabio Genovesi! Tutto il resto è top secret ma uscirà per Mondadori e Carlo Carabba, attuale responsabile della narrativa italiana della casa editrice, ne sarebbe rimasto incantato. 


Photos and videos ©Rebecca Mais