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sabato 21 dicembre 2024

“Vedo gente” di Francesco Muzzopappa: il nuovo divertente romanzo prodotto da Storytel

Vedo gente, Francesco Muzzopappa

Lorenzo Scianna, giovane veneto destinato, secondo i genitori, ad occuparsi della pasticceria di famiglia, è in realtà uno scrittore, amante di Kafka, con piccole pubblicazioni pregresse che gli hanno dato delle soddisfazioni ma non quella fama che gli permetterebbe di essere riconosciuto tra gli scaffali delle librerie.

Nonostante ciò, decide che scriverà il romanzo della vita ma dovrà prima lasciar andare la pesantezza che da sempre lo contraddistingue. 

La crisi esistenziale è dietro l’angolo e decide di riesumare l’amico immaginario della sua infanzia, Franz, che incontrava sempre mentre faceva il bagno nella vasca. Franz non è però più un bambino, è cresciuto e ha anche lui un problema: è innamorato di Anima, l’amica immaginaria di Nina, una famosa influencer. 

Lorenzo non è interessato a quel mondo ma ci si ritrova suo malgrado per aiutare quell’amico che in passato è stato così importante. Ne verrà fuori una storia paradossale nel quale tutti dovranno imparare qualcosa di nuovo contaminando le proprie vite e imparando a prendersi un po’ meno sul serio.

Le nuovissime serie comedy "Vedo gente" a firma di Francesco Muzzopappa, è una produzione Storytel Original disponibile dal mese di giugno: una commedia sentimentale, in forma di serie comedy, letta e interpretata dall’attore e doppiatore Alessandro Tiberi.

Dieci puntate per un totale di 8 ore e 58 minuti, un ascolto molto piacevole che parte da una trama non troppo originale ma prosegue in modo divertente e con un linguaggio che ricorda quello tipico delle commedie inglesi e americane, mette in scena la psicologia dei personaggi in dialoghi credibili e serrati, con un registro profondamente ancorato alla realtà, ma allo stesso tempo ironico, in alcuni tratti stile Woody Allen.

Lorenzo è un personaggio al quale ci si affeziona e con il quale ci si ritrova a riflettere su diverse tematiche: l’amicizia, il rapporto con i genitori, i social e ciò che gira intorno, i libri e la qualità di ciò che viene pubblicato.

Francesco Muzzopappa
Di base ritroviamo il rapporto tra uomo e donna e quanto di esilarante ci possa essere nelle situazioni che si possono, più o meno consapevolmente, creare.

L’inaspettato colpisce e diverte e quasi senza accorgersene ci si ritrova in una storia piacevole, ironica e con una dose di profondità che non guasta.

Ascoltare un libro, anziché leggerlo fisicamente, può comunque essere piacevole, soprattutto se, come me, se ne ha l’abitudine fin da piccoli. O se lo si fa per esigenze particolari.

Mi sono ritrovata ad ascoltare “Vedo gente” tra una faccenda domestica e l’altra e mi ha fatto trascorrere ore piacevoli, incuriosita da una storia che volevo capire come sarebbe andata a finire. Complice il fatto di aver, in passato, letto, ed amato, altri libri di Muzzopappa. 

L’ascolto perfetto per questo periodo, senza troppe pretese, per andare oltre la malinconia del Natale e farsi qualche bella e salutare risata. 

Ascoltalo su Storytel qui

martedì 17 dicembre 2024

“Il villaggio perduto” di Camilla Sten: brividi ed orrore alla ricerca di un passato misteriosamente occultato

Il villaggio perduto, Camilla Sten

“Un suono mi sale in gola. Porto la mano alla bocca per soffocarlo. Una risata folle mi graffia e mi lacera il petto, tentando di farsi strada tra le dita. Ho paura di quello che potrà succedere se tolgo la mano. Se la lascio uscire.”

Alice Lindstedt è una giovane regista di documentari precaria convinta che quella storia che da sempre la ossessiona possa essere la via per il successo.

Nell’estate del 1959 il piccolo villaggio minerario di Silvertjärn è stato teatro di un evento inspiegabile: i suoi novecento abitanti sono svaniti nel nulla, lasciandosi dietro soltanto una città fantasma, il cadavere di una donna lapidata nella piazza del paese e una neonata di pochi giorni abbandonata sui banchi della scuola. 

Nonostante le indagini e le perlustrazioni a tappeto della polizia, non si è mai trovata alcuna traccia dei residenti, né alcun indizio sul loro destino. La nonna di Alice viveva nel villaggio, e tutta la sua famiglia è scomparsa insieme a loro. 

Le domande senza risposta sono troppe, e Alice decide di realizzare un documentario per ricostruire ciò̀ che è realmente accaduto. Raggruppa una troupe di amici fidati, o presunti tali, e si reca sul posto per i primi sopralluoghi: ben presto capiranno che non tornare indietro sarà più complicato di quanto avrebbero mai immaginato.

“Il villaggio perduto” (Fazi Editore, luglio 2024, traduzione Giuseppe Marano) è il coinvolgente thriller di Camilla Sten, autrice svedese classe 1992, figlia della famosa scrittrice di gialli Viveca Sten.

Una storia che parte con un mistero per sfociare poi in una serie di vicende terrificanti che ci accompagnano in un crescendo di tensione all’interno delle case diroccate di questo piccolo villaggio abbandonato la cui storia surreale nasconde un passato spaventoso.

Un inizio alla The Blair Witch Project che vira presto verso uno scenario inquietante con quel legame con il reale e vicende del passato che aiuta a rendere il tutto più credibile e veritiero.

“Eccola, finalmente. Ecco la svolta che stavo cercando. Uno scoop incredibile. Solo che non avrei mai potuto immaginare quale sarebbe stato il prezzo da pagare.”

Camilla Sten
Trecentosessanta pagine durante le quali è difficile staccarsi, attirati dalla narrativa della scrittrice, dalla tensione crescente che ci conduce in uno scenario dal fascino macabro.

Quando tra i libri ritroviamo l’orrore della vita reale e quotidiana non possiamo non pensare a Stephen King e questa storia lo ricorda tanto, con in più l’atmosfera scandinava che già di per sé risulta cupa ed affascinante al tempo stesso.

“Sente il rumore già quando superano la schiera di case. È un rumore orribile, come di un animale che soffra di un dolore insostenibile. È un mugghio sordo che non sembra poter giungere da una gola umana.”

Il romanzo perfetto per questo freddo periodo dell’anno e per un regalo di Natale sentito e da brividi. 

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mercoledì 21 dicembre 2022

Mio fratello Vincent – Ricordi personali di Elisabeth van Gogh: la storia del genio olandese vista con gli occhi della sorella

Mio fratello Vincent - Ricordi personali, Elisabeth van Gogh

“La fronte prominente e già solcata di rughe leggere, con le sopracciglia contratte per l’intensità delle sue riflessioni, sopra occhi piccoli e infossati di colore cangiante, fra il blu e il verde, a seconda della profondità dell’impressione che suscitava in lui la presenza di tutto ciò che lo circondava. Già in così giovane età, dal suo aspetto sgraziato emergeva la profondità di tutto il suo essere. I suoi fratelli e sorelle gli erano estranei; la sua stessa persona gli era estranea, come lo era la sua giovinezza. Non ancora adulto, il suo genio era già totalmente presente in lui, ma lui non ne era consapevole, come un neonato che non sa che cos’è una madre, benché ne riconosca la voce.”

Forse pensavate di aver letto tutto su Vincent van Gogh ma il materiale su di lui è veramente tanto. Inoltre, si parla spessissimo del fratello Theo ma quasi mai della sorella Elisabeth, quarta di sei fratelli della famiglia Van Gogh. Quest’ultima scrisse un testo che riassumeva la vita del fratello toccando le varie tappe del suo percorso esistenziale e artistico.

“Mio fratello Vincent – Ricordi personali” (Via del Vento Edizioni, collana <<I quaderni di Via del Vento>>, seconda edizione, ottobre 2022) di Elisabeth van Gogh (1859-1936), libretto di pregiata fattura, edito in soli mille esemplari singolarmente numerati rappresenta una selezione dal testo originale tradotto direttamente dall’olandese da Francesca Degani.

La narrazione ha inizio ai diciassette anni di Vincent che già allora mostrava la sua profondità e quella timidezza che si diradava nelle numerose lettere che scriveva ai genitori. 

L’arte l’aveva nel sangue e qualunque lavoro intraprese andò avanti solamente se vi era la possibilità di svolgerlo con passione e creatività.

Finì persino in una regione di minatori del Belgio a fare il missionario.

Frequentava i quartieri meno abbienti, osservava la gente comune, amava la natura, i suoi colori, imparava lingue straniere con facilità impressionante, e combatteva con i mostri della malattia che poi un giorno lo portarono via fisicamente da questo mondo.

Elisabeth van Gogh
I genitori non apprezzavano la sua arte ma non gli negarono mai il loro aiuto e non lo fece neppure il caro fratello Theo.

Colpisce il distacco di Elisabeth nel raccontare quel fratello così particolare ma ogni parola trasuda di amore per lui, di rispetto e ammirazione per quello che già allora aveva (e non solamente lei) intuito essere un genio.

Un libretto prezioso, da conservare con cura, che ci mostra un Vincent van Gogh inedito, da leggere e rileggere e del quale godere appieno grazie ai numerosi e significativi (oltre che bellissimi) disegni qui presenti.

Ci sono piccole case editrici che si occupano di grandi autori e pubblicano perle della letteratura mondiale. Una di queste è proprio l’italiana, o meglio pistoiese, Via del VentoEdizioni, fondata nel 1991 da Fabrizio Zollo con l’intento di pubblicare testi inediti e rari di grandi letterati italiani e stranieri del Novecento. Da allora sono innumerevoli i testi pubblicati, le collane sono oggi ben quattro, e quale migliore occasione, queste feste natalizie, per dedicarci a simili preziose letture?

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martedì 20 dicembre 2022

“Un Natale” di Truman Capote: i ricordi d’infanzia di Natali felici tra aquiloni colorati e padri ritrovati

Un Natale, Truman Capote

“Ma certo che Babbo Natale esiste. Solo che non c’è nessuno che possa fare da solo tutto quello che deve fare lui. E allora il Signore ha distribuito i suoi compiti tra tutti noi. Per questo noi siamo tutti Babbo Natale. Io. Tu. Persino tuo cugino Billy Bob. E adesso dormi. Conta le stelle. Pensa a cose più serene. Alla neve, per esempio. Mi dispiace che tu non abbia potuto vederla. Ma ora la neve sta cadendo attraverso le stelle.”

Non so se conoscete I Piccoli Grandi Libri Garzanti, se così non fosse andate a cercarli: i titoli pubblicati sono davvero tanti, tutti molto particolari ed interessanti e il formato, tascabile, permette di portarli davvero ovunque. Oltre al prezzo, accessibilissimo.

“Natale” (2019, traduzione di Ettore Capriolo e Bruno Tasso) di Truman Capote fa parte di questa collana e comprende due racconti autobiografici (“Un ricordo di Natale” e “Un Natale”) nei quali l’autore rievoca alcuni fatti e ricordi della sua infanzia.

Nel primo, risalente al 1956, il piccolo Buddy, di sette anni, ricorda i giorni trascorsi con una lontana cugina sessantenne che lui descrive come ‘ancora bambina’: insieme vanno nel bosco a cercare un albero di Natale da addobbare insieme, preparano gli ingredienti per preparare le focacce e si scambiano semplici regali che li rendono molto felici. L’atmosfera è quella più bella che si potrebbe immaginare, con i ricordi di un bambino che viveva quei giorni in modo magico.

Nel secondo racconto, del 1982, Buddy si ritrova a viaggiare solo dall’Alabama a New Orleans per trascorrere le feste natalizie con quel padre che ricordava in modo sbiadito. Viene catapultato in un mondo nuovo lontano dalle sue abitudini e dalla famiglia conosciuta fino a quel momento. 

Truman Capote
Cerca di conoscere e comprendere il mondo del padre appena conosciuto ma non dimenticata gli insegnamenti della cugina Sook e attende l’arrivo di Babbo Natale con ansia.

E sulla scia di questi ricordi accenna la storia della giovanissima madre e quella del padre con terribili retroscena.

Il clima è quello dei giorni più belli dell’infanzia con la nostalgia per quei momenti e la consapevolezza che non torneranno più.

Racconti bellissimi e toccanti che restano nel cuore e per i quali è impossibile non chiedersi se e come quel passato possa aver influito sull’esistenza tutt’altro che semplice del talentuoso scrittore, drammaturgo, sceneggiatore e attore statunitense.

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sabato 17 dicembre 2022

Il libro nipponico del mese di Serena Lavezzi: “La croce buddista” di Tanizaki Jun'ichirou

“La vita è una danza nel cratere di un vulcano: erutterà, ma non sappiamo quando.” Mishima Yukio 

Eccoci al secondo appuntamento con la rubrica, inaugurata un mese fa, dedicata al Giappone ed in particolare ai libri di autori ed autrici giapponesi: il libro nipponico del mese di Serena Lavezzi!

I giorni che mancano al Natale sono davvero pochi e questo potrebbe essere un consiglio per
i vostri regali, quelli che farete alle vostre persone care e, perché no, a voi stessi/e. 

Serena Lavezzi
A consigliarci questo secondo libro è Serena Lavezzi, scrittrice piemontese autrice di diversi romanzi e saggi ambientati in Giappone e nell’Asia orientale, colei che gestisce un Profilo Instagram sempre ricco di attività e che di recente si è arricchito grazie ad un Gruppo di Lettura, che si riunisce una volta al mese, dedicato al Giappone. 

“La croce buddista” di Tanizaki Jun'ichirou è il libro di oggi e i sentimenti e la sessualità, in particolare quella femminile, sono i veri protagonisti.

Attenzione: per mantenere l’atmosfera della cultura giapponese Serena Lavezzi ha scelto di mantenere l’ordine cognome – nome anziché adattarlo all’uso italiano.

 

BREVE TRAMA: il romanzo si presenta come un lungo racconto che la protagonista fa allo scrittore. Gli narra le vicende amorose che hanno sconvolto di recente la sua vita. Sonoko, infatti, conosce la giovane Matsuko alla scuola di pittura. Tra le due donne nasce un’intesa proibita che va ben oltre l’amicizia e questo stravolgerà la vita dei loro due compagni, creando un intreccio inestricabile di verità non dette e bugie pericolose. Passione, sesso, amore e desiderio si mescolano in questa vicenda ad alto contenuto sentimentale.

PERCHÉ DOVRESTI LEGGERLO: perché si tratta di un capolavoro sentimentale e malizioso di Tanizaki.

CURIOSITÀ SULL’AUTORE: fu uno dei maggiori maestri letterari del ‘900. Famoso per aver affrontato i temi impuri come la sessualità femminile, il sadomasochismo, il feticismo. Scrisse anche romanzi biografici e storici di grande importanza.

   

La croce buddista, Tanizaki Jun'ichirou

TITOLO: LA CROCE BUDDISTA

AUTORE: TANIZAKI JUN'ICHIROU (1886, Nihonbashi – 1965, Yugawara)

CASA EDITRICE: GUANDA

N° PAGINE: 160

ANNO PUBBLICAZIONE: 2019

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PREZZO CARTACEO: € 11

PREZZO E-BOOK: € 6.99