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lunedì 11 maggio 2020

“Finché il caffè è caldo” di Toshikazu Kawaguchi: una magica storia di amore e speranza tra passato e futuro

Finché il caffè è caldo, Toshikazu Kawaguchi

“Ma se in realtà cambiare il presente era impossibile, allora Gorō sarebbe partito comunque e loro due si sarebbero lasciati. Eppure Fumiko desiderava ancora con tutto il cuore tornare il passato: tutto quello che voleva era tornare indietro e dare un’occhiata. Era focalizzata sul processo in sé di tornare indietro e non vedeva l’ora di sperimentare questo fenomeno incredibile.”
Non sempre i libri che leggiamo ci catturano dalla prima pagina. Avevo superato le dieci e stavo cominciando a chiedermi perché si parlasse tanto di questo romanzo sul web. 

Poi è accaduto un fatto curioso, una delle protagoniste si è seduta su quella sedia nel piccolo caffè giapponese e si è ritrovata nel passato nel quale sperava di incontrare il marito che nel presente è malato. In quel momento è scattato quel qualcosa che mi ha permesso di andare avanti con curiosità e ora posso dire di essermi innamorata di questa storia!

“E se quella sedia ha il potere di cambiare il cuore delle persone, di sicuro un senso deve averlo.”

“Finché il caffè è caldo” (Garzanti, marzo 2020) è il romanzo di esordio (con il quale ha vinto il Suginami Drama Festival) dello sceneggiatore e regista giapponese, classe 1971, Toshikazu Kawaguchi

Tutto accade in un caffè, uno di quelli piccoli e accoglienti nei quali tutto potrebbe accadere e nel quale potremmo incontrare chiunque. È un luogo molto particolare, non tutti lo sanno ma se ci si siede su quella sedia e si rispettano alcune semplici regole si può tornare indietro nel passato o persino viaggiare in avanti nel futuro
Toshikazu Kawaguchi

I rischi non mancano, tutto comincia nel momento in cui il caffè caldo viene versato nella tazza ma se non lo si beve prima che si raffreddi tutto potrebbe tramutare in un incubo.

Ma a rendere così bello questo romanzo non sono tanto i viaggi nel tempo ma le storie che questi raccontano, tutte molto forti, commoventi, pregne di amore e sofferenza.

“L’acqua cade dall'alto al basso, è la forza di gravità. Anche le emozioni forse agiscono secondo la stessa legge. Di fronte a una persona con cui si ha un legame profondo e a cui si sono rivelati i propri sentimenti, è difficile mentire e lasciar perdere.”

Le emozioni non mancano ed è difficile non farsi trascinare da Fumiko che rimpiange di aver lasciato partire il ragazzo senza dirgli cosa pensava veramente, da Kòtake che cerca se stessa e il marito che sembra ormai essersi perso, da Hirai che spera di poter rimediare con la sorella e da Kei che desidera solo essere una buona madre.

Poco più di centosettanta pagine da leggere con piacere, ricordando che il presente è ciò che abbiamo ora e che dobbiamo coltivarlo a dovere, sorseggiandolo con calma, perché nella realtà non ci è possibile viaggiare nel tempo e se anche si potesse non è detto che i risultati sarebbero quelli attesi.

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lunedì 1 aprile 2019

Il gufo e la bambina di Beppe Tosco con illustrazioni di Zosia Dzierzawsk: quando il tempo è tutto

Il gufo e la bambina, Beppe Tosco

“Il gufo e la bambina vivevano in un grande bosco. La bambina era rimasta sola, e il gufo le teneva compagnia. La bambina si chiamava Stella. Il gufo era assai vecchio e la bambina sapeva che un giorno sarebbe morto, e lei sarebbe rimasta per sempre da sola. Questo pensiero la accompagnava tutti i giorni e la bambina era triste.”
Un altro libro illustrato davvero carino con la particolarità che scrittrice e illustratore interagiscono creando una storia divertente, dolcissima e unica nel suo genere.

Stella è una bambina che ha come amico un gufo, un merlo e un porcello. Il gufo sta invecchiando rapidamente ma né lei né gli altri amici vogliono che muoia e quando incontrano lo strano mago scoprono che il problema è il tempo che scorre inesorabile e che troppo spesso viene sprecato. I quattro decidono così di intraprendere un incredibile e pericoloso viaggio alla ricerca del tempo perduto che potrà allungare la vita dell’amico gufo.

Detto così non rende abbastanza, ma immaginate questa trama intramezzata da situazioni divertenti, quasi comiche, e dai litigi tra scrittore e illustratrice con pagine che di tanto in tanto rimangono bianche.

L’età di lettura è dai 5 anni in su, sarà divertente leggerlo con i più piccoli ma non è male neppure per un adulto che si trova a riflettere sulla difficoltà che può subentrare nel corso di
Beppe Tosco
una collaborazione simili.

Non sempre le esigenze dello scrittore incontrano quelle dell’illustratore e chissà quante discussioni possono nascere per lavori simili.

"I quattro erano felici, in casa c'era allegria, e i soldi in più che guadagnava il porcello servivano per comperare quelle che cose che prima Stella, quando era sola col gufo, non si poteva permettere."

Al tempo stesso è davvero divertente perché quando l’illustratore non segue le indicazioni dello scrittore nascono personaggi assurdi che a volte si inseriscono addirittura nella storia e lo scrittore è obbligato ad aggiungere, levare, creare nuove avventura improvvisamente.

“Il gufo e la bambina” (Bompiani, 2018) è l’originale creazione di Beppe Tosco (scrittore e autore televisivo, creatore di numerosi testi comici) e Zosia Dzierzawska (polacca classe 1983 che si è innamorata del corso di illustrazione editoriale di MiMaster che l’ha portata a disegnare fumetti e libri illustrati in tutta Europa), alias Leandro, una fiaba per piccoli per grandi con tanto di morale.

Un libro imprevedibile, un po’ come la vita nella quale non sai mai cosa potrebbe accadere, illustrazioni bellissime, una storia di amicizia e di consapevolezza della preziosità del tempo.

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