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martedì 19 gennaio 2021

“Non è mai troppo tardi” di Stefania Russo: un inno alla speranza, all’amore universale e alla vita

Non è mai troppo tardi di Stefania Russo

“È quando sei giovane che la morte ti mette paura. Da vecchia non ha più alcun potere su di te. Quando sei rimasta sulla Terra abbastanza a lungo da poter vedere tutto quello che c’era da vedere, e forse anche un po’ di più, la morte assume un significato del tutto diverso, quasi liberatorio. Non è altro che il flusso naturale delle cose, una prospettiva fisiologica.”

Buon anno nuovo lettrici e lettori! Questa è la mia prima recensione del 2021 e spero che anche per voi l’anno sia cominciato con tante nuove letture interessanti! Le tensioni e le preoccupazioni dell’anno precedente non hanno favorito la lettura, nonostante il tempo trascorso a casa, ma proviamo a lasciarci alle spalle i brutti periodi e pensiamo solamente ai libri!!

Ho deciso di iniziare con un libro letto nel 2020 e sul quale non avevo ancora scritto, un libro che ho amato e che trovo ideale per un nuovo inizio ricco di speranza e buoni sentimenti.

Avete presente quei palazzoni di cemento grigi che vi accolgono all’entrata di Milano o che avete visto tante volte in televisione? Avete mai provato ad immaginare chi ci vive? Se pensate a persone che non se la passano troppo bene economicamente non siete lontani dalla realtà mentre vi siete sbagliati se avete immaginato malviventi o persone simili.

“Non è mai troppo tardi” racconta la storia di Annarita che in quello che chiama Mostro di cemento ci abita da una vita. Ha ottantaquattro anni, è costretta a muoversi in sedie a rotelle e potete immaginare l’accessibilità di simili strutture. Da alcuni anni non è più autosufficiente e Olga le da una mano alcune ore ogni giorno. 

La figlia Katia vive a pochi passi da lei ma sembra non avere più tempo per la madre; per fortuna c’è anche Stella che della nonna si prende cura e le fa compagnia ogni volta che le è possibile. Le giornate trascorrono così, tra affetti, amicizie, un caffè al bar sotto, le messe e le iniziative di don Antonio, le scorribande di Totò e i suoi amici. E poi la Banca del Tempo, l’idea di Stella che potrebbe essere la salvezza per la sorella di Olga gravemente malata.

“Non è mai troppo tardi” (Sperling & Kupfer, 2020) è il primo romanzo della giovane milanese (ora residente in provincia di Modena) Stefania Russo. Un romanzo del quale si è parlato tanto e ovunque, motivo per il quale ho deciso di leggerlo e posso ora dire di non essermene pentita.

La storia è molto bella, molto più di quanto potreste pensare dopo averne letto la trama.

Stefania Russo

Annarita è una protagonista perfetta e non vi fate ingannare dall’età, la sua vita è ricchissima, la sua esperienza è da esempio per i più giovani, e per noi lettrici e lettori, e ciò che le accade non è poi così lontano dalle nostre realtà.

“È bizzarro: a volte hai la sensazione di vivere l’ennesima giornata inutile della tua vita, poi un paio di amici ti portano due fette di torta e un bricco di caffè, e allora il mondo ti sembra subito migliore.”

Ogni personaggio di questa storia riveste un ruolo preciso ed è impossibile non affezionarsi a ciascuno di loro; cadauno portatore di racconti, di esistenze non semplici ma con la speranza e la voglia di mettersi in gioco sempre presenti.

Annarita, Stella e tutti gli altri ci insegnano ad andare avanti nonostante tutto e tutti, a mostrare considerazione per chi è più grande di noi senza dimenticare che, se avremo fortuna, un giorno noi stessi arriveremo a quell’età troppo spesso denigrata e spregiata. Nessuna età è troppo in là per meritare rispetto e felicità.

“Sta per arrivare la mia felicità e, scusatemi, ma adesso devo andare ad accoglierla.”

“Non è mai troppo tardi” è dolce, spietatamente reale, emozionante, pregno di solidarietà, di cooperazione e di quel fine sentimento che ci porta in mondi altri e che ci fa riflettere sul fatto che forse ciò che chiamiamo umanità ancora esiste, sta solamente a noi ritrovarla e farla nostra.

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martedì 28 gennaio 2020

“La giusta distanza” di Sara Rattaro: perché la vita altro non è che una giostra di emozioni

La giusta distanza, Sara Rattaro

“Era questa la verità? O eravamo anche altro? Due sopravvissuti al tempo e alla vita che ti attacca come un cane rabbioso?”
Chi, come me, legge da sempre Sara Rattaro sa che sfogliare le pagine dei suoi libri significa addentrarsi in un intrico di emozioni forti, tra storie realistiche nelle quali l’amore, in tutte le sue forme, è il protagonista incontrastato.

“La giusta distanza” (Sperling & Kupfer, gennaio 2020) è fresco di stampa e ho provato a farlo durare il più possibile ma anche questa volta le quasi 250 pagine sono volate.

Questa è la storia di un uomo e una donna seduti uno accanto all’altra su un volo internazionale. 

Improvvisamente una serie di turbolenze scuotono il velivolo, la paura dilaga e i due si stringono la mano, come se lo avessero sempre fatto, come se quel momento fosse l’ultimo della loro vita

L’aereo, con una manovra di fortuna, riesce ad atterrare, ma qualcosa ha legato i due irrimediabilmente e trascorrono insieme la notte. Ma chi sono quest’uomo e questa donna che sembrano non avere nessuno da avvisare e solo loro stessi per consolarsi? Quali le loro storie e i loro tormenti?

“La giusta distanza” non è solo questo, va ben oltre la storia di due sconosciuti che si avvicinano per il timore di non avere altri giorni a loro disposizione.

Non voglio svelare troppo ma è una storia di sofferenza, di amore, di opportunità mancate, di vita quotidiana fatta di soddisfazioni, di perdite, di conquiste e di decisioni difficili.

“Ma se non si può appartenere a un mondo che non
Sara Rattaro
esiste, allora perché avevo la sensazione che tutta quella follia mi sarebbe mancata?”

È anche la storia di una giovane ragazza, poi donna, la cui vita è circondata dalla matematica, l’unica sua certezza. È questa che l’aiuta a prendere le scelte più difficili e con questa paragona ciò che le accade.

“In matematica, per definire la distanza dobbiamo sapere quanto misura la lontananza tra due punti. In una relazione umana, la distanza è il più breve percorso intrapreso tra due persone per incontrarsi.”

Ma soprattutto è un groviglio di storie d’amore, quelle tra genitori e figli, tra amanti, tra persone che si conoscono casualmente e altrettanto casualmente tentano di andare avanti.

“La bellezza di un amore non è né all'inizio né alla fine, è nel mentre.”

Un romanzo ancora una volta profondo, commovente, storie nelle quali riconoscersi, frasi da ricordare, speranze da tenere nel cuore, pagine da leggere e rileggere ogni volta con nuova emozione.

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venerdì 22 marzo 2019

“Elevation” di Stephen King: un viaggio a Castle Rock tra pregiudizi e voglia di rivincita

Elevation, Stephen King

“Sappiamo perfettamente che cosa fanno i buoni vicini da queste parti, si ripeté mentre tornava verso casa, scendendo dalla collina. Che diavolo significavano, quelle parole?”
Scott Carey, un quarantenne di costituzione robusta, si è accorto che il peso diminuisce di giorno in giorno, inspiegabilmente. Non ha una moglie con la quale parlarne perché se ne è andata ma proverà a riferire la situazione all'amico Bob, medico in pensione. 

Ma c’è un problema, nonostante il peso scenda il suo corpo non cambia di una virgola e mostrarlo a Bob potrebbe essere imbarazzante. Si tratta forse di una questione di gravità? Come è possibile che qualunque abito o oggetto tenga addosso il peso sia sempre lo stesso? 

Inoltre Scott si sente felice, e la paura iniziale si è trasformata in serenità. Proprio sull'onda di questo sentimento cerca di rimettere a posto alcune situazioni poco simpatiche che si sono create nella sua città, Castle Rock, e chissà che non riesce proprio ad ottenere ciò che desidera.

Non vi aspettate il classico romanzo di Stephen King. Innanzitutto più che romanzo lo si può definire racconto lungo, inoltre l’orrore che troviamo non è quello che vi aspettereste ma si rifà all'attualità, alle menti chiuse delle persone, alla facilità con la quale si tende ad emarginare qualcuno solamente perché in qualche modo differente dallo standard comune.

Ci si sarebbe aspettati qualcosa di più da “Elevation” (Sperling & Kupfer, febbraio 2019) ma non è certo da buttare via.

Lo definirei tragicomico: l’idea che una persona possa perdere peso senza subire modifiche al proprio corpo è piuttosto buffo ma diventa spaventoso quando gli effetti negativi si
Stephen King
manifestano e ci si avvicina al peso minimo possibile.

Ritrovarsi nell'immaginaria cittadina di Castle Rock è sempre un piacere e lo sono anche i rimandi a romanzi mitici del Maestro.

“I ragazzi delle superiori si preparavano per il ballo in maschera nella palestra del liceo, e la rock band locale, i Big Top, aveva deciso di ribattezzarsi Pennywise and the Clowns per l’occasione.”

“Elevation” è un’elevazione in ogni senso, non solo fisica ma anche, e soprattutto, spirituale. È la dimostrazione di come talvolta basti poco per andare oltre i pregiudizi, oltre quelle strutturazioni mentali che si è solito credere non debbano e non possano essere intaccate.

Divertente, scorrevole, l’ideale per trascorrere un’ora piacevole di lettura senza però troppe pretese.

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venerdì 11 gennaio 2019

“Il libraio magico” di Shinsuke Yoshitake: un must per veri ed accaniti bibliofili


"La libreria dei desideri si trova all'altro capo della città. Qui si vendono solo libri che parlano di libri. Oggi, come ogni giorno, la libreria sarà un viavai di clienti in cerca di libri unici e speciali. "
Alcuni libri vanno digeriti con calma per poi non essere più dimenticati, altri ci conquistano da subito, è un vero e proprio amore a prima vista. “Il libraio magico” fa parte di questi ultimi e lo avrete capito guardando la copertina.

L’ho scoperto per caso facendo una ricerca su Amazon, l’ho preso in libreria e ben presto farà parte della mia collezione privata per non andarsene più.

“Il libraio magico” (Sperling & Kupfer 2018, traduzione di Sara Grazioli e Claudia Converso) è l’ultimo libro dell’autore e illustratore Shinsuke Yoshitake, classe 1973, vincitore del prestigioso Sankei Children's Book Art Award per “Ringo Kamo Shirenai” (“Potrebbe essere una mela?”), mentre con “Non si toglie!” ha ricevuto una menzione speciale al Bologna Ragazzi Award 2017.

Il suo è un libro unico nel suo genere, principalmente composto da immagini racchiude l’essenza dei libri. Il protagonista è un libraio che vende libri che parlano di libri e per chiunque entri nella sua libreria ha il consiglio giusto, persino quando si tratta di richieste che potrebbero apparire assurde.

È un libraio davvero magico e i suoi libri sono incredibili. Ce ne sono per ogni lettore e alcuni vanno oltre ogni immaginazione: per esempio avete mai avuto tra le mani un libro che si legge solo al chiaro di luna? Avete mai piantato e coltivato l’albero dei libri? Vi siete mai chiesti perché i libri sono 
rettangolari? E avete mai partecipato al Festival degli esemplari unici?

"Quando arriva la stagione delle piogge, in questo villaggio iniziano a cadere libri dal cielo. In pochissimo tempo i libri si accumulano dappertutto, perciò se non vengono subito spalati... non si riesce più a uscire di casa."

Le illustrazioni sono bellissime ed è impossibile non avere voglia di sfogliarlo almeno una volta al giorno.

Un libro che non può e non deve mancare nella libreria di chi prova un amore sviscerato per i libri, la storia di un libraio in grado di esaudire tutti i desideri dei lettori che gli si rivolgono.

Assolutamente da leggere, da guardare, da sfogliare e da annusare!

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lunedì 12 novembre 2018

“Andiamo a vedere il giorno” di Sara Rattaro: un viaggio tra le imperfezioni e le fragilità dell’amore

Andiamo a vedere il giorno, Sara Rattaro

“Appoggiai la testa al suo petto, sulla stoffa che mi separava dal suo cuore, e mi lasciai dondolare. Non c’era nulla da aggiungere, nient’altro da dire. Eravamo lì, io e lui. Sbagliati, senza soluzione, impossibili come lo è il calcolare la probabilità di un evento che non è mai accaduto. Semplicemente noi."
Ogni nuovo libro di Sara Rattaro è accolto con entusiasmo dai lettori e ogni volta, letta l’ultima parola dell’ultima pagina la sensazione è quella di aver vissuto qualcosa di incredibile che non ha fine nel libro ma ne esce fuori lasciando nelle mente, e nel cuore, tanti pensieri ed emozioni.

È quanto capita anche con “Andiamo a vedere il giorno” (Sperling & Kupfer) in libreria dal 6 novembre 2018, una sorta di prosecuzione (ma dotato comunque di vita propria) di “Non volare via” (Garzanti, 2014).

Alice, che è sempre stata una figlia ed una sorella perfetta, si sposa perché innamorata di quel ragazzo conosciuto quando era appena adolescente. La vita le aveva già mostrato alcuni dei suoi volti più oscuri e la voglia di cambiare e comportarsi in maniera differente dal padre, che aveva tradito la madre, l’ha portata ad essere perfezionista e a riflettere su tutto ciò che fa. Poi però arriva lui, inaspettatamente, e la passione la travolge. Uscirne non è semplice e la madre capisce che deve stare accanto alla figlia, partire con lei per la Francia e affrontare un viaggio complicato durante il quale entrambe scoprono aspetti nuovi e inaspettati di una intera vita.

Alice teme quella madre che si è accontentata ed è riuscita ad andare avanti con chissà quali forze ma le cose sono bene diverse da come pensa e quel viaggio l’aiuterà a capire che la perfezione non esiste, mai.

“Eravamo vicine. Io e lei. Era riuscita a fermare il momento esatto del nostro passaggio di testimone. Lei nel pieno della sua corsa, io verso l’uscita. Mi chiesi se fosse vero che a un certo punto ogni madre si ritrova ad affidare la propria identità di donna giovane alla propria figlia.”

Sara Rattaro non ha disatteso le aspettative neppure stavolta e forse questo è tra tutti i suoi romanzi quello più maturo, quello che in qualche maniera ‘riassume’ tutti gli altri, per le storie raccontate, per l’incisività della scrittura, per la fragilità così reale che sovrasta ogni protagonista.

Sara Rattaro
L’amore ancora una volta è il vero protagonista ma è lo è in maniera differente o forse più profonda. Si tratta di un amore più vasto, non limitato a quello tra un uomo e una donna. È quell'amore a volte incomprensibile, quello duraturo che va oltre la passione, l’amore, per esempio, tra una madre e una figlia, quello tra una sorella e un fratello, proprio con Alice e Matteo, il fratello che, sordo dalla nascita, trovò il primo contatto con il mondo grazie alla sensibile e intraprendente sorella.

“Andiamo a vedere il giorno” è la ricerca di un qualcosa che forse neppure esiste, il tentativo di trovare una spiegazione alle scelte di una vita, alle situazioni che ci si presentano davanti senza lasciarci il tempo di prepararci, di rifletterci.

In fondo la vita è questo, una serie di eventi, più o meno fortuiti, che troviamo lungo il nostro cammino e per quanto ci intestardiamo non sarà mai possibile prevedere e pianificare tutto, gli imprevisti arriveranno e noi non potremo fare nulla, se non affrontarli nel migliore dei modi.

“Le aspettative sono sempre legate all’incertezza. Se sapessimo dove mettere i piedi, non ci chiederemmo di continuo se siamo sulla strada giusta e se presto riceveremo la nostra ricompensa. La verità è che raramente sappiamo dove siamo diretti, quasi mai prevediamo quello che accadrà, ma a volte ci ritroviamo felici per qualcosa di inatteso. È la vita.”

“Andiamo a vedere il giorno” è la storia di due donne ferite, due donne imperfette che non per questo hanno smesso di amare, di amarsi, di combattere e soprattutto di vivere, la storia di tutte noi.

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mercoledì 1 agosto 2018

“Ogni respiro” di Nicholas Sparks: quando l’amore supera i confini del tempo e dello spazio

Ogni respiro, Nicholas Sparks

“In fin dei conti, ormai sapeva che cos’era il vero amore, sapeva che non c’entrava niente con il tentativo di creare un’illusione. L’amore vero era spontaneo, imprevedibile, e poteva nascere semplicemente ascoltando un uomo leggere una lettera d’amore trovata in una cassetta delle lettere in mezzo al nulla in un tempestoso pomeriggio di settembre.”
Tru Walls è in America, nel North Carolina, per la prima volta. Lui è nato e cresciuto nello Zimbabwe e si trova qui perché un uomo che dice di essere suo padre gli ha inviato i biglietti per raggiungerlo e poterlo conoscere. Forse potrà finalmente capire qualcosa di più sul suo passato e sulla madre morta in un incendio quando lui era ancora bambino. Non si aspettava però di imbattersi in Hope Anderson, in vacanza per qualche giorno nel cottage di famiglia al mare, fidanzata da sei anni con un uomo che pensa solo a fare festa con gli amici e che non sembra voglia ufficializzare la loro storia. 

Per Tru e Hope è un colpo di fulmine, tra di loro scatta infatti qualcosa di molto forte e quasi ancestrale. È come se si conoscessero da sempre e basteranno pochi giorni per creare un rapporto d’amore incredibilmente profondo. Il tempo però non gioca a loro favore e prendere delle scelte non sarà semplice per nessuno dei due.

Nicholas Sparks è tornato più in forma che mai e se avevate nostalgia dei suoi romanzi stile l’indimenticabile “Le parole che non ti ho detto” allora avrete pane per i vostri denti.

“Ogni respiro” (Sperling & Kupfer, giugno 2018) non è particolarmente originale ma è sicuramente una di quelle storie d’amore senza tempo che faranno sognare le lettrici di
Nicholas Sparks
mezzo mondo. Gli ingredienti ci sono tutti: il North Carolina, una storia d’amore, due protagonisti tormentati e un’atmosfera da film.

“Una delle caratteristiche più sorprendenti delle foglie è che ti ricordano di vivere come meglio puoi per tutto il tempo che ti è concesso, finché non arriva il momento di staccarsi e lasciarsi andare serenamente.”

Insieme ricreano una storia che tiene incollati dalla prima all'ultima pagina e la presenza di una parte di Africa con i suoi paesaggi mozzafiato e gli animali unici al mondo lo rende senza dubbio più interessante. 

I protagonisti di questa storia sono belli ed intensi e la cassetta delle lettere, terza importantissima protagonista, da un tocco in più e fa tornare indietro a quello bottiglia sul mare con il suo prezioso messaggio...

Struggente, intenso e a tratti commovente, “Ogni respiro” è la lettura che vi delizierà in questa calda estate, tra basse maree, serate romantiche e legami indistruttibili.

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lunedì 30 luglio 2018

“Il balcone delle meraviglie” di Rossella Calabrò: come curare, ascoltare e osservare le proprie piante con amore e ironia


Il balcone delle meraviglie, Rossella Calabrò
“Ve lo dico: il ciclamino è uno dei miei fiori preferiti. Ogni volta che lo osservo mi regala una piccola fitta di gioia. La stessa che provo quando una persona mi sorprende per l’intelligenza o per la grazia. Ha quel tipo di bellezza, il ciclamino, che assomiglia alla poesia.”
Chi segue Rossella Calabrò sui social sa che ama adottare le povere piante disperate che si trovano sole solette sugli scaffali dei supermercati. È più forte di lei, più la pianta è triste e vicina alla morte e più sente il bisogno di portarla a casa e darle una seconda opportunità. 

Come non capirla: chi ama davvero le piante le considera, perché è questo che sono, esseri viventi che soffrono, gioiscono e hanno persino un carattere preciso.

Se anche voi condividete l’indole di Rossella non potete non leggere “Il balcone delle meraviglie” (Sperling & Kupfer, aprile 2018), non un romanzo ma una sorta di manuale per coltivare con successo le piante e noi stessi.

Si comincia con una premessa nella quale l’autrice racconta di sé e di come è nato l’amore per le piante e del perché sia nato questo libro, frutto della sua personale esperienza di giardiniera in appartamento.

“La Quinta Verità è che vi racconto la mia verità, frutto di trent’anni di giardinaggio da balcone e da davanzale. Di molte letture, certo, ma più che altro di esperienza personale, quella che vale più di tutto.”

Dopo alcuni consigli iniziali su come comportarsi, in generale, con le nostre piante, si parte con l’anturio, per passare poi all’aspidistra passando per la kenzia, l’edera, il pothos, l’oleandro, il gelsomino, il rincospermo e tanti altri. Per ogni fiore è presente un’illustrazione ed ognuna di queste è in bianco e nero così da poter essere colorata dal lettore per rilassarsi con un po’ di art therapy.

Come inframezzo anche dei simpatici ed utilissimi, esercizi di florisofia.
Rossella Calabrò

L’ironia è ancora una volta protagonista e da questa è scaturito un libro che è un piccolo gioiello, con una copertina davvero bella, completamente floreale, e con parole che danno la giusta importanza alle piante, compagne fedeli ma talvolta, giustamente, esigenti, della nostra esistenza. 

Ogni capitolo è dedicato ad una pianta differente ma non solo, ognuno racconta uno stato d’animo, un pezzo di vita dell’autrice (c'è persino la mitica Crudelia!), un aneddoto nel quale ritrovarsi e sul quale riflettere.

“Che sono esseri viventi, che hanno un codice genetico simile al nostro per più del cinquanta per cento (quello di un abete, addirittura, è sette volte più complesso del nostro). Individui che sentono, soffrono, hanno paura oppure provano gioia. Sono cose dimostrate scientificamente, eh, non le dico tanto per fare la figlia dei fiori.”

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mercoledì 21 marzo 2018

“La scatola dei bottoni di Gwendy” di Stephen King e Richard Chizmar: tra incubi kinghiani e terribili tentazioni

La scatola dei bottoni di Gwendy, Stephen King, Richard Chizmar

“La ragazzina si è scordata di avere avuto paura dell’uomo. È affascinata dalla scatola e l’afferra non appena lui gliela porge. La immaginava pesante, in fondo il mogano è un legno solido e poi chissà che cosa c’è dentro, ma si sbagliava. Potrebbe farla rimbalzare su e giù sulle dita intrecciate. Sfiora la superficie trasparente e leggermente convessa dei bottoni, quasi sentendo i colori illuminarle la pelle.”
Gwendy Peterson è una ragazzina sovrappeso che subisce le prese in giro del bullo della suola, nella sua cittadina, Castle Rock, nel Maine. Non è nella sua indole arrendersi o disperarsi così decide di trascorrere quell'estate correndo, per perdere peso e non essere più infastidita. 

Un giorno, durante una delle sue corse, nota la presenza di un uomo alto, occhi azzurri, un lungo e caldo pastrano e un piccolo cappello nero sulla testa. Gwendy normalmente non parla con gli sconosciuti ma stavolta è diverso, lui si dimostra sensibile e convincente. 

E ha un regalo per lei, una bellissima scatola di mogano con bottoni di diversi colori. Quando lei la vede sa immediatamente che le appartiene, così accetta e la porta a casa con sé, con la consapevolezza che ciò che accadrà premendo quei bottoni dipende solo da lei e non sempre il risultato potrebbe essere positivo.

Come Gwendy ha avuto un colpo di fulmine per la misteriosa scatola io l’ho avuto per la bellissima copertina di questo nuovo libro di Stephen King scritto a quattro mani con Richard Chizmar (autore di diversi lavori di narrativa tradotti in tutto il mondo) e, come potete bene immaginare, dal momento che il libro è uscito martedì 20 marzo, l’ho letteralmente divorato.

“La scatola dei bottoni di Gwendy” (Sperling & Kupfer, 2018, traduzione di Giovanni Arduino) più che un romanzo è un racconto lungo molto piacevole e scorrevole, reso ancora più gradevole dalle illustrazioni di Ben Baldwin e Keith Minnion.

I due autori americani ci riportano nella mitica Castle Rock (gli affezionati di King sanno!) dentro
Stephen King, Richard Chizmar
una storia in bilico tra bene e male, tra realtà e magia, tra gli orrori della quotidianità e gli incubi della notte.

Una protagonista con un nome simile (che ingloba Wendy di Peter Pan!) non potrebbe non essere speciale e nonostante l’ambientazione, sono gli anni Settanta, è davvero attuale e ripropone, fra gli altri, il tema ormai trattatissimo del bullismo.

Ma non è solo questo, “La scatola dei bottoni di Gwendy” trascina la curiosità del lettore verso nuovi mondi, cosa avremmo fatto al posto della inizialmente ingenua ragazzina? 

Dove ci avrebbe portato la tentazione di scoprire il funzionamento di quella bellissima scatola? E cosa farà Gwendy, così giovane e desiderosa solamente di essere lasciata in pace?

L’unico difetto di questa storia sta nell’esigua lunghezza, le pagine scorrono fin troppo in fretta ma nonostante ciò non si rimane delusi, anzi. E chissà che non possa venirne fuori una bella serie tv o addirittura un film.


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domenica 18 febbraio 2018

“Uomini che restano” di Sara Rattaro: donne fragili e deluse alla ricerca di un cielo comune

Uomini che restano, Sara Rattaro
“La mattina dopo è arrivata. Mi sembrava impossibile. Io avevo vissuto la mia Apocalisse e il sole era sorto un’altra volta. In tutte le parti del mondo, senza esitazione. Ho allungato una mano sulla parte vuota del nostro letto. E l’ho trovata fredda, inoccupata. Era tutto vero.”
Fosca e Valeria, due donne coraggiose prese alla sprovvista dagli imprevisti della vita ed entrambe lasciate dai compagni. Le motivazioni sono differenti ma per nessuna delle due è semplice affrontare queste situazioni, un po’ perché dopo anni credevano di conoscere la persona che stava loro accanto ma anche perché non si aspettavano tanta freddezza e insensibilità.

In comune hanno poi Genova, la città che le ha viste nascere e crescere e che nonostante tutto le lega indissolubilmente a lei. Per una casualità Fosca e Valeria si conoscono, sul tetto di un palazzo che accoglie le loro sofferenze e diventa spontaneo confidarsi, diventare amiche e scoprire poi che Valeria sta combattendo con il cancro e che il suo lui se ne è andato proprio nel momento del bisogno.

“Uomini che restano” (Sperling & Kupfer, febbraio 2018) dopo pochi giorni già alla seconda ristampa, è l’ottavo romanzo di Sara Rattaro, quello che lei stessa definisce ‘della maturità’.

Ancora una volta la scrittrice genovese conquista il pubblico italiano con una nuova storia ricca di emozioni e di spunti di riflessione.

Si parte da un tradimento per compiere poi un flashback nel passato alla ricerca di una spiegazione a ciò che è accaduto. I traditori sono gli uomini, ma i due hanno storie ben differenti e comprendere le loro ragioni sarà complicato, se non impossibile.

Ci sono poi la malattia, le complicazioni del dover ammettere l’omosessualità, la necessità di fingere per portare avanti realtà sempre negate.

“Pensai a quanto sarebbe stato doloroso se fosse capitato a lui.
Certo, io avrei insistito per essere accanto a lui in quel momento, ma noi eravamo profondamente diversi. Lo sono gli uomini e le donne. Noi soffriamo, loro si
Sara Rattaro, ©Rebecca Mais
impauriscono. Promisi a me stessa che lo avrei protetto da tutto questo. Lui e il nostro amore.”


E questa volta c’è anche Genova, la città dell’autrice e quella delle protagoniste di “Uomini che restano”. Sara Rattaro dà voce ad una Genova ferita che riflette gli animi tormentati dei protagonisti.

“Uomini che restano” ribadisce il coraggio delle donne e mostra quello degli uomini, non di tutti ma di quelli che restano con promesse reali, parole sincere e gesti concreti colmi di affetto.

“Una delle poche certezze che abbiamo è che questa vita arriverà alla fine. Quello che possiamo sperare è che nel frattempo sia accaduto qualcosa di veramente speciale.”

“Uomini che restano” si fa divorare, emoziona, provoca rabbia, dolore e conforto nel momento in cui il lettore comincia a comprendere e a prendere in considerazione punti di vista differenti.

Lo stile diretto e sempre riconoscibile di Sara Rattaro colpisce al cuore ancora una volta e dimenticarsi di Fosca, Valeria, Lorenzo e Ale sarà impossibile.

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martedì 19 dicembre 2017

“Che palle il Natale!” di Rossella Calabrò: come uscire indenni dalle festività natalizie

Che palle il Natale!, Rossella Calbrò
“Una fetta di pandoro al giorno toglie lo psicofarmaco di torno. Assumetelo per colazione, o merenda, o spuntino di mezzanotte, oppure in tutte e tre le occasioni nei casi di traumi natalizi particolarmente gravi, con aggiunta di abbondante crema al mascarpone. Se ne avanza un po’, i dentisti da noi interpellati all’uopo consigliano di farne anche accurati gargarismi al fine di otturare carie e cattivi pensieri.”
Manca pochissimo al Natale! Siete tutti pronti a trascorrere le festività con i parenti e a strafogarvi di cibo? Sì, lo so, sto esagerando (forse) ma se ci riflettete queste lunghe feste sono anche piuttosto stressanti e ci vogliono preparazione fisica e psicologica. 

Soprattutto bisogna prendere alla leggera tutto ciò che fa da cornice a questo magico periodo: i sorrisi affettati, i regali fatti (dagli altri) tanto per, i falsi buonismi e perché no, anche i panettoni e pandori troppo asciutti!

Uscirne indenni vi sembra impossibile? Nulla è impossibile per la pandorista Rossella Calabrò, autrice di “Che palle il Natale!” (Sperling & Kupfer, 2017), una inimitabile guida per tutti coloro che vogliono uscire vivi dal mese di dicembre e che hanno voglia di farsi qualche sana risata.

La copertina è bellissima, oltre che evocativa, ed il contenuto è anche meglio. Si parte da una particolare visione delle vetrine natalizie (con uno splendido perizoma maschile con un muso di renna cucito sul davanti) per proseguire con alberi, palle di Natale (e non solo di Natale), regali, promesse di incontri, i simpatici litigi in famiglia, le mitiche cene aziendali e sempre più in alto tra auguri più o meno sinceri, consigli per palle infrante (scoprirete che non sono quelle di vetro le più fragili), pini, panettoni, pandori e tanto altro.
Rossella Calabrò

Illustrazioni di abeti doloranti e omini di pan di zenzero mordicchiati accompagnano il lettore fino all’ultima pagina. 

La Calabrò sciorina ineguagliabili e preziosissimi consigli e dona persino una splendida fiaba natalizia per adulti. Infine un test per completare la lettura (o le festività) ed un mantra da recitare nei momenti più tragici, per una preziosa atmosfera zen.

Di serio c’è poco (fortunatamente) ma nonostante le grasse risate non mancheranno i momenti di riflessione, perché alla fin fine il Natale non è così male, solamente è necessario saperlo affrontare con la giusta preparazione!
“Il grande equivoco, quando inizia il periodo dei pranzi e cene natalizi, è pensare che, come tutte le sfighe, a un certo punto finirà: precisamente, il radioso mattino del 7 gennaio. L’ingenua popolazione si fa quindi forza con l’idea che, esauriti finalmente gli appuntamenti con parenti, amici, colleghi, in cui tutti hanno fatto i buoni, i pazienti, i tolleranti, i socievoli, i carini e coccolosi, si sono vestiti bene e hanno persino rimosso lo sporco dalle unghie, non se ne riparla più per un anno intero. E invece no. C’è la cena degli avanzi.”
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lunedì 18 dicembre 2017

Regala cultura a Natale 2017! #4 - Suggerimenti librosi per lettori curiosi che amano informarsi

“La macchina tecnologicamente più efficiente che l’uomo abbia mai inventato è il libro.” (Northrop Frye)
Una caratteristica del lettore è certamente la curiosità ed oltre a leggere di tutto c’è chi preferisce i libri che trattano argomenti particolari, non necessariamente saggi ma racconti ispirati, o meno, a storie reali che permettono di informarsi su questioni poco trattate o, al contrario, al centro di fatti di cronaca.

Tra i miei consigli trovate un po’ di tutto, dalla nascita dei bambini prematuri alla violenza sulle donne, dai disturbi specifici dell’apprendimento al lavoro dell’assistente sociale, dall'arte ai cani, alla disabilità e l’Asperger.

Ce n’è per tutti i gusti e spero che ognuno di voi riesca a trovare il proprio libro, se non in questa lista (che non vuole essere una classifica) in mezzo ad altre.

Buone feste e regalate tanti libri a tutti, piccoli a grandi, perché un libro è per sempre!




Come respira una piuma, M. Florita
COME RESPIRA UNA PIUMA di Marcello Florita

TRAMA: la storia di due genitori e dei loro due gemellini, Francesca e Filippo, nati al sesto mese e mezzo di gravidanza. Sono prematuri gravi, è ciò che si sentono ripetere continuamente dal personale ospedaliero, e loro si sentono genitori irregolari. La TIN (Terapia Intensiva Neonatale) diventa la loro seconda casa e le apparecchiature per la terapia respiratoria e nutrizionale per i nati pretermine saranno fondamentali, per un periodo piuttosto lungo, per la sopravvivenza dei loro piccoli. Un libro da leggere, da scoprire, da condividere.

EDITORE: Ensemble
PAGINE: 268
CODICE ISBN CARTACEO: 9788867001835
PREZZO CARTACEO: € 15,00
PREZZO E-BOOK: € 6,99
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Il pesce che scese dall'albero, F. Riva
IL PESCE CHE SCESE DALL’ALBERO di Francesco Riva

TRAMA: Francesco racconta il suo percorso dalle scuole elementari ad oggi. Comincia con le difficoltà nella lettura e nell'imparare le tabelline a memoria. Ecco quindi le classiche accuse, Francesco non ha voglia di studiare, è pigro, e finisce in fondo all'aula. Ma se fosse solamente dislessico? A pronunciare tali parole una maestra lungimirante che cambia la prospettiva di Francesco e dei suoi genitori. Battaglie, speranze e grandi risultati. Per capire cosa sono i Disturbi Specifici dell’Apprendimento e come affrontarli.

EDITORE: Sperling & Kupfer
PAGINE: 168
CODICE ISBN CARTACEO: 978-8820062408
PREZZO CARTACEO: € 16,00
PREZZO E-BOOK: € 9,99
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Per altre vite, Paolo Pajer
PER ALTRE VITE di Paolo Pajer

TRAMA: Marco Andrade si reca ogni mattina sul posto di lavoro, spesso ignaro di chi si troverà davanti. Marco è un assistente sociale, ha così a che fare con un’utenza variegata, dall’anziano rimasto solo al giovane disoccupato alla ricerca di finanze per non far morire di fame la propria famiglia. Una mattina si presenta un quarantaquattrenne disoccupato, in cerca di aiuto, accompagnato dalla figlia Alice, una bambina di cinque anni dallo sguardo dolce ma dall’atteggiamento sospetto. Cosa c’è di strano? E cosa può fare Marco? Un libro per scoprire il non semplice mestiere dell’assistente sociale.

EDITORE: Il Ciliegio
PAGINE: 287
CODICE ISBN CARTACEO: 9788867714322
PREZZO CARTACEO: € 17,00
PREZZO E-BOOK: € 4,99
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Non volevo morire vergine, B. Garlaschelli
NON VOLEVO MORIRE VERGINE di Barbara Garlaschelli

TRAMA: Un tuffo nell'acqua troppo bassa e le gambe vanno a farsi benedire. Barbara aveva solamente quindici anni e ritrovarsi improvvisamente tetraplegica non fu certo semplice. Anni per farsene una ragione, anni di fisioterapia per riacquisire alcuni movimenti come quello delle braccia.
E il resto? Forse una persona con una disabilità ripone in un cassetto i suoi sogni, le sue aspirazioni e le sue pulsioni? Certamente no e Barbara Garlaschelli ne è l’esempio più calzante.

EDITORE: Piemme
PAGINE: 199
CODICE ISBN CARTACEO: 9788856658163
PREZZO CARTACEO: € 17,00
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Il dolore del tiglio, Laura Scanu
IL DOLORE DEL TIGLIO di Laura Scanu

TRAMA: la storia di una donna, una tra le tante, purtroppo, vittima di violenza domestica. Lucilla si è sposata giovane con un uomo più grande di lei e le è bastato poco per innamorarsene, nonostante i pareri negativi della madre e la strana evoluzione del loro rapporto. Lui non la rispetta ma lei si colpevolizza di ciò ed è così faticoso comprendere che un amore simile è malato e che la fuga è l’unica via di uscita. Un libro forte, crudo, reale.

EDITORE: Twins Edizioni
PAGINE: 82
CODICE ISBN CARTACEO: 9788869841255
PREZZO CARTACEO: € 9,90
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A disabilandia si tromba, M. Cuollo
A DISABILANDIA SI TROMBA di Marina Cuollo

TRAMA: se sei pronto a metterti in gioco, sei un tipo ironico e non hai paura di ritrovare alcuni atteggiamenti che ti appartengono allora prego, fatti una bella risata ma non dimenticare di riflettere in maniera seria di tanto in tanto. Se dotati di sufficiente intelligenza ci si può infatti sbellicare tra le pagine di questo libro: si parla di disabili, di “normodotati”, di teorie scientifiche e di misteriosi comportamenti usuali, incredibile!, anche tra i portatori di handicap. Da leggere e regalare.  

EDITORE: Sperling & Kupfer
PAGINE: 169
CODICE ISBN CARTACEO: 9788820061647
PREZZO CARTACEO: € 14,90
PREZZO E-BOOK: € 9,99
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Scuola & Asperger, Giuseppe Fini
SCUOLA & ASPERGER: PICCOLI CONSIGLI DIDATTICI di Giuseppe Fini

TRAMA: non è la prima volta che Giuseppe Fini scrive riguardo l’Asperger, una forma di autismo ad alto funzionamento ancora poco conosciuta. Dopo aver raccontato la sua storia ha realizzato questo piccolo ma utilissimo manuale esplicativo in cui si riassumono per sommi capi alcune delle caratteristiche principali da tener presenti, sia nell'insegnamento scolastico, sia nella semplice interazione con un Asperger.

EDITORE: selfpublishing
PAGINE: 62
CODICE ISBN CARTACEO: 9781520635279
PREZZO CARTACEO: € 8,50
PREZZO E-BOOK: € 2,99
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Ad occhi chiusi. Il mio urlo di libertà, S. Toppan
AD OCCHI CHIUSI. IL MIO URLO DI LIBERTÀ di Stella Toppan

TRAMA: ogni mattina si ritrovavano su quello stesso treno, a New York, fino a quando, un giorno, cominciarono a parlare e una delle due decise di confidarsi con l’altra, raccontandole ciò che non aveva mai svelato a nessuno, forse neppure a sé stessa. È lo sfogo di una donna che decide di ripercorrere la propria esistenza dolorosa, fatta però anche di momenti felici e piccole soddisfazioni. Ispirato a fatti reali racconta di una donna coraggiosa di fronte alla violenza, una come, purtroppo, tante.

EDITORE: 13Lab
PAGINE: 144
CODICE ISBN CARTACEO: 9788899633172
PREZZO CARTACEO: € 11,90
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Mary Lavelle, Kate O'Brien
MARY LAVELLE di Kate O’Brien

TRAMA: agli inizi del Novecento era frequente che le giovani ragazze irlandesi venissero mandate nel sud dell’Europa a lavorare come istitutrici, alcune di loro proseguivano lì la loro vita, altre tornavano a casa. Mary Lavelle è stata inviata tra i Pirenei. Mary è così inesperta, ingenua; una volta tornata a casa si sposerà con John e questa è per lei l’occasione di vedere il mondo, di vivere qualcosa di diverso da ciò che poi vedrà per il resto dell’esistenza.
E la Spagna, con la sua passione trascinante, con la corrida, il mare e i suoi pescatori e l’arte l’ammalieranno in modo permanente. Tra storia e fiction.

EDITORE: Fazi
PAGINE: 334
CODICE ISBN CARTACEO: 9788876259401
PREZZO CARTACEO: € 18,50
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Il metodo Bau Bau, India Knight
IL METODO BAU BAU di India Knight

TRAMA: nel periodo natalizio più che in ogni altro dell’anno si parla di animali, dell’importanza di non regalarli come fossero oggetti e di non abbandonarli. Un simpatico manualetto semiserio per capire cosa significa avere un cane, una guida per umani su come interagire con i cuccioli, poi con i cani adulti, quali cure quotidiane riservare loro e tanti altri piccoli ma importanti consigli per la felicità dell’amico a quattro zampe e del padrone.

EDITORE: Sonzogno
PAGINE: 208
CODICE ISBN CARTACEO: 9788845426506
PREZZO CARTACEO: € 16,50
PREZZO E-BOOK: € 9,99
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I miei bambini hanno i superpoteri, C. Jesi
I MIEI BAMBINI HANNO I SUPERPOTERI di Carlotta Jesi

TRAMA: un libro utile per la comprensione di ciò che accade tra figli con DSA, genitori, insegnanti, e personale medico. È lo sfogo, talvolta in forma ironica, sdrammatizzare è più che mai necessario, di una madre che ha dovuto reinventarsi e ingegnarsi per aiutare il proprio figlio a non sentirsi inferiore agli altri, nonostante l’incomprensione degli insegnanti non ancora pronti, né istruiti a sufficienza, ad avere a che fare con bambini dalle capacità superiori a quanto si potrebbe pensare.

EDITORE: Sperling & Kupfer
PAGINE: 165
CODICE ISBN CARTACEO: 9788820061371
PREZZO CARTACEO: € 14,37
PREZZO E-BOOK: € 9,99
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Vincent sul divano, M. Marrocco
VINCENT SUL DIVANO di Marco Marrocco

TRAMA: Marco Marrocco trova Vincent Van Gogh seduto sul suo divano e anziché sorprendersi o spaventarsi lo accoglie come uno di famiglia, lo osserva con occhi sinceri e mai compassionevoli.
E ne scaturiscono bellissime riflessioni, crude, disorientanti, che spaziano nel tempo e nello spazio.
Van Gogh non parla ma è mai stato necessario per lui pronunciare parole che andassero oltre i suoi dipinti e le pennellate così eloquenti? Al centro di questo amabile volumetto anche la malattia mentale, quella che gli è stata associata tante e forse troppe volte. Ma quante volte si è cercato di sondare il principio della sofferenza dell’artista olandese?

EDITORE: Fefè
PAGINE: 112
CODICE ISBN CARTACEO: 9788895988894
PREZZO CARTACEO: € 10,00
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