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venerdì 30 giugno 2023

“In grazia di Dio” di Cristina Biolcati: un intrigante giallo storico tra conventi medievali e giovani pupille

In grazia di Dio, Cristina Biolcati

“Restava il fatto che nessuno si era disperato per la morte di sorella Teresa, avvenuta in quel modo atroce. Nessuno che avesse accennato, per esempio, al fatto che potessero essere tutti in pericolo. Quasi si avesse la certezza che non ci fosse un pazzo in agguato nel convento, pronto a colpire ancora. Che la vecchia suora scrivana fosse stata punita per qualcosa di specifico. Era solo una sensazione, che però lui non poteva ignorare. Teresa, aveva meritato quella fine?”

Primavera del 1822, convento di San Giovanni Battista del ravennate. Una suora di clausura ultranovantenne viene trovata morta, sgozzata, nella sua celletta dalla quale non usciva ormai da anni. Subito le indagini vengono affidate all’ufficiale della gendarmeria pontificia Alfredo Casadio e al suo sottoposto Dante Graziani ed è chiaro dal primo momento che l’assassino o l’assassina vanno cercati all’interno del convento. 

I due non perdono tempo e cominciano a fare domande alle varie suore e ai due collaboratori esterni che lavorano quotidianamente al convento. Perfino la piccola Allegra, figlia del poeta inglese Byron, si trova a rispondere ad alcune domande dei gendarmi. Ognuno pare avere un alibi convincente e le indagini sarebbero ancora ferme se non fosse per un fortuito ritrovamento che cambierà completamente le carte in tavola.

“In grazia di Dio” (Todaro Editore, giugno 2023) è l’ultimo racconto lungo di Cristina Biolcati, scrittrice e poetessa ferrarese e padovana d’adozione, per la collana i Gechi gialli.

L’ambientazione è bellissima: veniamo catapultati in un convento edificato nel 1336 per i frati camaldolesi, e poi abitato dalle monache clarisse cappuccine qui protagoniste, tra antiche celle con grate e strette feritoie ed affascinanti chiostri.

“L’essere misero che giaceva su quel pagliericcio, avvoltolato nelle lenzuola, era rinsecchito già da tempo: pareva avere cent’anni. Rattrappito, mummificato, nemmeno sembrava umano.”

Cristina Biolcati
Le suore sono descritte proprio come le conosciamo ma a differenziarsi dalla consuetudine, o da quella che noi riteniamo tale, è ciò che tra quelle mura accade e che avrò poi a che fare con il sanguinolento delitto commesso. 

Impossibile non riportare alla mente il capolavoro “Il nome della rosa” di Umberto Eco (il profumo della carta fiorentina e dell’inchiostro permeano l’intera narrazione) e il recente cortometraggio “Le pupille” (candidato agli Oscar 2023; tratto da una lettera che la scrittrice Elsa Morante inviò all’amico Goffredo Fofi per augurargli buon Natale) di Alice Rohrwacher.  

Una scrittura scorrevole e aguzza quella della Biolcati, la quale ci regala ancora una volta un coinvolgente giallo in piena regola che si differenzia però dai precedenti per l’aspetto storico: oltre alle vicende del convento ravennate vi sono anche quelle di una bambina piuttosto nota di nome Allegra, figlia del poeta George Gordon Byron; e queste sessanta pagine si trasformano così in un bellissimo omaggio nel quale la piccola sfortunata torna a vivere in tutta la sua purezza ed ingenuità.  

La lettura perfetta per chi in questa calda estate ha voglia di qualche brivido freddo, sotto l'ombrellone, sulle cime dei monti o semplicemente sul comodo divano di casa propria. 

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venerdì 12 maggio 2023

“Il prezzo da pagare” di Paolo Pedote: un intrigante giallo tra casualità e agghiaccianti retroscena domestici

Il prezzo da pagare, Paolo Pedote

“La domanda di Katia rimase sospesa nell’aria. Liliana si accorse di un’ombra nel corridoio, riflessa nello specchio all’angolo. L’orco era vicino alla porta. Liliana si alzò e uscì dalla stanza. Appena se lo trovò davanti, lo fissò con disgusto.”

Silvio Cattellan è un criminologo che per puro caso si trova ad assistere alla morte di un uomo. Le cause dovrebbero essere naturali ma Silvio ha visto qualcosa che gli fa pensare che le cose non siano andate in maniera così semplice: forse quell’uomo cercava con gli occhi il suo aiuto e lui non ha fatto niente. E ora le scelte sono due: fare finta di niente o denunciare le sue perplessità?

Ma Cattellan non può e non vuole soffermarsi alla prima impressione e comincia ad indagare sulla moglie che sembra voler chiudere la faccenda del marito troppo velocemente. 

Ad avvalorare tale ipotesi la collaboratrice domestica che descrive la signora come avida e desiderosa di appropriarsi dei soldi del marito. Ma qualcosa ancora non torna e Cattellan è deciso ad arrivare fino alla fine.

“Il prezzo da pagare” (Todaro Editore, collana I Gechi, 2022) è il nuovo racconto lungo del milanese Paolo Pedote, un bel giallo che intriga dalla prima all’ultima parola.

Tutto nasce da un incontro fortuito, da uno scambio di sguardi che rimane impresso nel criminologo che indaga su tale vicenda. Ma si sa, ciò che gli altri vedono non sempre corrisponde a realtà e in pochi sanno cosa accade all’interno di una casa, di una famiglia.

“Poco dopo una sirena incendiò il silenzio, più cattiva di una vespa, e anche quel sibilo pungente l’aveva fatta agitare. Era così forte che lo percepì come un presagio, un presagio per tutto quello che sarebbe successo.”

Paolo Pedote
La realtà è a volte molto più aspra di quanto avremo immaginato e ciò che avviene da tempo in casa di Liliana non ha niente di idilliaco, a pagarne le spese anche la figlia Katia e quando ci sono figli di mezzo le madri si scoprono capaci di qualunque cosa.

Ciò che accade nel presente si incrocia con i fatti passati ma ogni immagine è vivida e queste, insieme alla scrittura accattivante dell’autore Paolo Pedote, rendono il racconto godibile e amabile in ogni suo aspetto.

E noi indaghiamo con lui, con curiosità, esaminando ogni dettaglio, rievocando simili vecchi fatti di cronaca, e sperando che quanto intuito non si riveli essere realtà. 

E infine il dilemma più grande: restare umani e agire seconda questa o andare oltre e assecondare quella che talvolta viene ritenuta giustizia?

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