“Penso che Vittoria aveva
ragione: il suo tempo aveva subito un’accelerazione, come se la ricerca di
verità per un’altra donna avesse comportato una crescita per lei. Si alzò e
mise il tè a bollire sul fuoco. Era il momento delle scelte adulta, si disse.”
“La sposa scomparsa” (Sonzogno,
2016) mi era piaciuto davvero tanto e sapere, dalla stessa Rosa Teruzzi, in
occasione di Tempo di Libri, che era in procinto di uscire il seguito, non
poteva che essere una piacevolissima notizia per me.
Posso ora dire, dopo aver
divorato “La fioraia del Giambellino” (Sonzogno, maggio 2017) che non vedo già l’ora
di leggere il terzo capitolo!
Protagoniste indiscusse
sono ancora una volta loro tre, Libera, Vittoria e Iole, madre, figlia e nonna.
Un terzetto dai caratteri differenti tra loro ma tutte caparbie e sempre pronte
a mettersi in gioco. Ed ancora una volta Vittoria si è fatta convincere da una
giovane ragazza in procinto di sposarsi ad indagare sul suo passato, alla
ricerca di quel padre mai conosciuto e del quale la madre non hai mai voluto
parlare. Iole non potrebbe essere più felice di occuparsi di questo caso, il
suo animo da detective ci mette un attimo a manifestarsi nuovamente ma dall'altra
parte la nipote Vittoria non è troppo felice di queste iniziative che potrebbero
rivelarsi pericolose. Ma lei stessa rischia di cacciarsi nei guai continuando
ad indagare sulla morte del padre.
“La fioraia del Giambellino”
ci riporta nella Milano del precedente capitolo, in quel casello ferroviario divenuto
casa delle protagoniste, realmente presente nel capoluogo lombardo e in via di
riqualificazione (con il desiderio di tramutarlo in un luogo in cui incontrarsi
e parlare di libri) grazie ad un progetto di Rosa Teruzzi in collaborazione con
alcune associazioni di quartiere.
Vittoria è un personaggio
bellissimo, una donna con mille incertezze, una creatività da esprimere, lo fa
principalmente attraverso i fiori e il loro significato, la voglia di vivere un
amore da troppo tempo desiderato e sognato ed una solitudine profonda difficile
da arginare.
Vittoria è reale e con essa il mondo che la circonda, un mondo
talvolta difficile da comprendere ma anche colmo di opportunità, seppure non
sempre positive.
“La fioraia del Giambellino”
ha una copertina bellissima, è divertente (come non apprezzare le idee
stravaganti della più anziana ed intraprendente del trio, Iole) è coinvolgente
e perché no, anche sognante e ricco di fascino.
In un unico libro si
hanno tre visioni della vita, non meno importante delle altre quella della
figlia Vittoria, ferma in quella fase in cui si cerca giustizia a tutti i
costi, e si ha l’opportunità di scoprire quelle stradine di una Milano troppo
spesso stereotipata ma che in realtà nasconde tanti meravigliosi angoli da
percorrere con la scrittrice ed eventualmente recandocisi di persona.
“Fino al giorno in cui mi minacciarono di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura: si ama, forse, il proprio respiro?” (Harper Lee)
Tempo di libri, la prima
edizione della fiera dell’editoria svoltasi dal 19 al 23 aprile 2017 alla fiera
di Milano Rho si è conclusa, ma cosa ne resta ora? Solamente polemiche, aspre e
non sempre motivate, o possiamo parlarne anche in positivo? Innanzitutto va ricordato
che quella di Milano è stata la fiera dell’editoria mentre a Torino si svolge
annualmente il Salone del Libro, due cose diverse, per quanto strettamente
collegate e con entrambe protagonisti i libri e i loro autori (e naturalmente
le relative case editrici), e voglio precisare che la mia esperienza è relativa
alla giornata di sabato 22 aprile, una delle due giornate con maggiore
affluenza di pubblico.
Tempo di Libri
Ciò che ho visto, in
quanto possessore di Press Pass, è che all'entrata (avvenuta in anticipo
rispetto agli altri) non c’era il minimo controllo, se non quello relativo al
pass, e una volta dentro i padiglioni sarebbe potuto accadere di tutto. C’erano
poliziotti che giravano ma sarebbe stato possibile introdurre qualunque cosa.
Vuoi che i terroristi si siano accorti della fiera dell’editoria? – direte voi.
E in effetti no, non lo credo, ma oggi come oggi non si sa mai.
A parte questo la
giornata è stata fitta di eventi, dalle ore 10:30 fino alle 19:30, circa un
centinaio, con l’imbarazzo della scelta per i lettori di ogni età, e divisi tra
le varie sale dei padiglioni 2 e 4, e i fuori
fiera. Le sale erano piene per ogni scrittore ma nonostante ciò la gente in
giro non è che fosse poi tanta.
L’Ufficio Stampa di Tempo
di Libri ha infatti ieri indicato che chiude
con 60.796 presenze in Fiera, cui se ne aggiungono 12.133 nelle 100 sedi del
Fuori Fiera. […] Il mondo delle storie attraversate dall’alfabeto si è dipanato
su 35mila mq e ha visto la partecipazione di 552 editori, grazie ai quali
personaggi, racconti, testimonianze e voci si sono distribuiti in 720 eventi
con 2.000 ospiti in Fiera e oltre 100 appuntamenti Fuori Tempo di Libri, tra
Milano, Rho, Sesto San Giovanni e Monza.
C’è chi dice si tratti di
dati falsati, altri se la ridono ricordando che i numeri del Salone del Libro
di Torino sono di oltre il doppio, altri ancora la rigirano sulla questione
politica.
Va anche ricordato che
protagonista della fiera è stato anche il MIRC (Milan International Rights
Center) che ha visto oltre 500
partecipanti, da 34 Paesi, e più di 6.500 appuntamenti. Significa nuove
traduzioni, nuovi scambi editoriali che porteranno gli scrittori italiani all'estero
e altri dall'estero in Italia.
Tempo di Libri, Il GGG
Diciamolo, il periodo
della manifestazione non è stato dei migliori, pochi giorni dopo la Pasqua e a
cavallo del ponte del 25 aprile.
Anche l’organizzazione degli eventi non è
stata delle migliori. È innegabile che non si sia trattato di un lavoro semplice
ma i tempi tra un incontro e l’altro sono stati troppo stretti, tanto da
ritrovarsi a dover interrompere a metà interessanti discussioni con personaggi
del mondo della cultura che non si incontrano ogni giorno e togliendo tempo al
pubblico che avrebbe amato poter fare domande allo scrittore/ice preferito/a.
E sì, la Mondadori (che
oggi è un gruppo che racchiude buona parte delle case editrici più note
italiane) ha senza dubbio predominato su tutto, ma si tratta pur sempre del
gruppo editoriale milanese per eccellenza e non ci si poteva aspettare
diversamente.
Ma questi particolari
sono davvero importanti? Vogliamo parlare del piacere provato dai lettori (i
veri protagonisti, purtroppo ancora in numero troppo basso in Italia) nell’incontrare
scrittori e personaggi del panorama culturale internazionale in ogni angolo
della fiera? Da Peppe Vessicchio a Francesco Piccolo, da Fabio Genovesi a Abraham
Yehoshua, e poi Luca Bianchini, Licia Troisi, Bertil Marklund, Michela Murgia,
La Pina, Giuseppe Lupo, Alan Friedman, Gigi Marzullo, Mauro Corona e Luigi Maieron, Jamie
McGuire, Geronimo Stilton e tanti altri!
Sarebbe stato bello
seguire ogni singolo incontro ma non è stato possibile, logisticamente
parlando.
Ecco però i tre che ho
seguito per intero e che non potevo perdermi!
L'importanza delle favole
oggi - Chiara Gamberale e Luis Sepúlveda con Pietro Cheli (Sala Tahoma, ore
10:30)
Poter vedere e ascoltare Luis
Sepúlveda, e da così vicino, è stato davvero emozionante. La semplicità è ciò
che colpisce da subito dell’autore cileno (oggi residente in Spagna) che nonostante
i milioni di copie vendute in tutto il mondo ha continuato a rimanere fedele a sé
stesso e alle sue origini. Sepúlveda ha raccontato la nascita del suo “Storia
di una lumaca che scoprì l'importanza di essere lenta” (Guanda, 2013) accentuando
l’eccessiva importanza che tendiamo ad attribuire alla velocità.
Luis Sepúlveda
<< Possiamo acquistare
una Lamborghini che va a 300 l’ora ma cosa ce ne facciamo se nessuna strada
europea permette di andare a questa velocità? >>
Più importante, sempre per
Sepúlveda, è invece comprendere la
diversità perché il vero protagonista
delle favole è la solidarietà, un valore universale ce non ha corporeità ma che
è sempre presente.
Chiara Gamberale ha poi
proseguito affermando che oggi non c’è
più tempo per annoiarsi, dalla noia, dal tempo libero, persino dai cartoni
animati, nascevano nuove storie. Il suo ultimo libro, “Qualcosa” (Longanesi,
2017) è una favola dedicata al non fare qualcosa di importante, al rischio che
corriamo di subire la vita senza viverla.
Nella parte finale dell’incontro,
su suggerimento del giornalista e scrittore Pietro Cheli, Sepúlveda e la
Gamberale hanno inventato una favola, un momento davvero bello e unico,
soprattutto per Lorenzo, un bambino seduto in prima fila che ne è divenuto il
protagonista inconsapevole.
I milanesi uccidono il sabato
- Rosa Teruzzi, Stefano Jacini, Biagio Goldstein Bolocan, Lorenzo Beccati e
Luca Crovi (Sala Gotham, ore 13:30)
I cinque scrittori
milanesi hanno raccontato i loro ultimi libri, tutti di ambientazione noir:
Rosa Teruzzi con “La sposa scomparsa” (Sonzogno), Stefano Jacini con “L’invidia
degli dèi” (Bompiani), Biagio Goldstein con “Il traduttore” (Feltrinelli),
Lorenzo Beccati con “Aenigma” (Nord) e Luca Crovi con “Noir. Istruzioni per
l’uso” (Garzanti).
La discussione è partita dalla
ragione che ha portato loro ad amare il giallo come genere letterario e di
quanto, per alcuni di essi, sia importante inserire un po’ di fantasia tra uno
spezzone e l’altro di realtà, Jacini in particolare lo ha affermato in
contrapposizione al rischio di cadere nel
verismo troppo spiccato.
Rosa Teruzzi, Lorenzo Beccati, Stefano Jacini
Goldstein ha inserito nel
suo libro anche un po’ della Milano calcistica, inserendo un protagonista
imponente, sia fisicamente che in quanto a carattere, ricordando che la
scrittura permette di immaginare l’invisibile o di ricostruire ciò che ormai è stato
distrutto.
Beccati ha narrato il suo
romanzo ambientato proprio nella sua banca e nato da una vicenda che vide la
nonna protagonista, truffata da due loschi figuri con una sorta di
inconsapevole ipnosi che la portò a consegnare ai due tutta la sua pensione in
cambio di un orologio farlocco.
Rosa Teruzzi ha invece
raccontato di come si sia divertita a mettere insieme tre donne nel suo “La
sposa scomparsa”, introducendo così quella parte della sua famiglia composta da
due sorelle, sua madre e una cagnolina, come volendo sperimentare cosa potesse
accadere nel farle incontrare – scontrare mettendole tutte e tre di fronte ad
un non semplice caso di cronaca da risolvere.
Interessante poi scoprire che l’affascinante
casello ferroviario del romanzo esiste realmente a Milano e che Rosa Teruzzi,
con la creazione di quattro associazioni di quartiere, stiano tentando di
riqualificarlo così da farlo diventare un luogo in cui leggere ed incontrarsi.
La verità è quasi sempre
una storia raccontata a metà - Sara Rattaro e Annarita Briganti (Sala Arial,
ore 16:30)
A questo incontro è stata
assegnata la J di Jane Austen e in effetti quale lettera migliore per un’autrice
che come la Austen si diletta a scandagliare l’animo umano, femminile in
particolare?
Sara Rattaro
In compagnia della
scrittrice Annarita Briganti, Sara Rattaro ha introdotto il suo “L’amore
addosso” (Sperling & Kupfer) e per i presenti in sala è stato come rivivere
la storia di Giulia, la protagonista, e delle sue mille insicurezze.
Quelle indecisioni
e incertezze che la stessa autrice, così come tutti noi, viviamo
quotidianamente.
<< Sono un’autrice
rivolta ai lettori. >>
Si è parlato poi dell’attualità
della sua storia, della difficoltà nelle relazioni, dello scalpore che può
suscitare ciò che non si sa, portando talvolta a conseguenze imprevedibili, e anche di maternità. La Rattaro, nonostante sia
madre, o forse proprio n ragione di ciò, è fermamente convinta che si possa
essere felici anche senza figli, fonte di gioia e occasioni uniche ma anche
di infinite preoccupazioni.
Potrei continuare per pagine e pagine perché
ci sarebbe ancora tanto da dire sugli stand, sull'infinità di libri presenti in
ogni angolo della fiera, sulle bloggers che giravano per i padiglioni, sull'atmosfera
gioiosa e rivolta alla cultura che si respirava ovunque.
A maggio ci sarà il
Salone del libro di Torino ma è già stata annunciata la seconda edizione di
Tempo di Libri, della quale tra un mese circa verrà comunicata la data.
Perché polemizzare tanto
quando si parla di cultura? Chi di voi c’era? Anche la vostra è stata un’esperienza
positiva? Mi piacerebbe poter avere le vostre opinioni, che ci foste o meno!
ANTEPRIME!
Segnatevi queste date:
18 maggio 2017: in uscita
sempre per la Sonzogno il seguito de “La sposa scomparsa” di Rosa Teruzzi che
pare stia già lavorando al terzo capitolo!
5 settembre 2017: è la
data ufficiale di uscita del nuovo atteso libro di Fabio Genovesi! Tutto il
resto è top secret ma uscirà per Mondadori e Carlo Carabba, attuale responsabile
della narrativa italiana della casa editrice, ne sarebbe rimasto incantato.
Alla Fiera Milano Rho si è aperta oggi, 19 aprile 2017, la prima edizione di Tempo di Libri (manifestazione organizzata da La Fabbrica del Libro, joint venture costituita da Fiera Milano e da Ediser, società di servizi dell’Associazione Italiana Editori), con una serie davvero numerosa di eventi che si avvicenderanno fino a domenica 23 aprile.
Dopo le polemiche del
mese di luglio del 2016 riguardo la decisione di mettere in primo piano Milano
a discapito dello storico Salone Internazionale del libro di Torino (questo,
alla sua trentesima edizione, si svolgerà dal 18 al 22 maggio), pare ora che
gli animi si siano acquietati e che entrambe le città abbiano deciso di
muoversi con relativa autonomia.
In fondo chi ha mai detto
che non possano esserci due fiere italiane dedicate al libro del calibro di Torino e
Milano? Non è mai troppo quando si lavora per la diffusione della cultura e
dell’editoria in particolare. E come ogni anno la speranza è che i visitatori
siano tantissimi e che tra questi possano nascere nuovi lettori!
Quindi vi chiedo: avete
già acquistato i biglietti o lo farete nei prossimi giorni? Io per la prima
volta parteciperò, insieme al mio co-redattore Enrico Z., come operatrice
media, in qualità di blogger! Abbiamo il nostro bell'accredito valido per tutta
la durata della manifestazione e non vediamo l’ora di immergerci tra i libri!
Per questioni di lavoro ci sarà possibile essere lì un solo giorno ma siamo
sicuri che sarà sufficiente per godere dello spirito del salone, incontrare
scrittori famosi e curiosare tra le centinaia di espositori presenti.
E naturalmente non
mancherà un bel resoconto per voi al ritorno!
Riportarlo qui sarebbe
impossibile, si tratta infatti di cinque giorni densi di incontri ed eventi, ma
per farvi un’idea vi dico che questo si divide secondo le lettere
dell’alfabeto: la A di Avventura, la B di Bacio, la C di Cena, la D di
Dissidente, la E di Estraneo, la F di Fumetto, la G di Grand Tour, la H di Hobbit,
la I di Immaginazione, la J di Jane Austen, la K di Kindergarten, la L di Luce
la M di Milano, la N di Numeri, la O di occhi, la P di Puntate, la Q di
Quanto?, la R di Rivoluzione, la S di Sangue, la T di Totò, la U di Uomini, la
V di Voce, la W di Wonder, la X di X, la Y di Youtube, la Z di Zaha Adid e la @
di @.
Idea carina, vero? Per
capire meglio vi faccio alcuni nomi: per la W ci sarà, tra gli altri, R.J.
Palacio, autrice della popolare serie di libri “Wonder”; per la B Lesley Lokko
(scrittrice e architetto ghanese naturalizzata scozzese) con il suo “La
debuttante” (Mondadori), Luca Bianchini con l’ultimo “Nessuno come noi”
(Mondadori); per la I Luis Sepúlveda e Chiara Gamberale con Pietro Cheli
parleranno de L’importanza delle favole
oggi; per la J Sara Rattaro e Annarita Briganti spiegheranno perché La verità è quasi sempre una storia
raccontata a metà. Per la lettera W domenica 23 aprile ci saranno anche gli
amici di “Quelli del Sabato” con il loro “C'era un svolta. 18 favole con un
finale diverso”. Per non parlare poi di Fabio Genovesi, Lorenzo Marone, Paolo Cognetti, Abraham Yehoshua, Lauren Kate, Mauro Corona, Rosa Teruzzi e tantissimi altri.
Considerando che ogni
giorno ci saranno circa cento eventi differenti avete solamente l’imbarazzo
della scelta! Compresi tutti gli incontri e le mostre che si svolgeranno in
città a Milano e nell’hinterland per “Fuori Tempo di Libri”.
E per chi di voi non
potrà raggiungere Milano eccovi l’elenco delle dirette streaming che saranno
trasmesse sul sito e sulla pagina Facebook! Link qui.
Si parlerà perciò di
libri ma anche di arte, di cucina, di musica, di nuove tecnologie e di
quant'altro riguardi la cultura che ci circonda quotidianamente.
Last but not least vi è
uno spazio dedicato al MIRC, il Milan International Rights Center nato con
l’intento di favorire l’incontro tra i grandi protagonisti dell’editoria con
protagonisti sia i principali gruppi editoriali che la media e piccola editoria
indipendente. Si spera in questo modo di contribuire alla crescita dei volumi
di vendita dei diritti editoriali di titoli italiani all'estero.