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giovedì 17 novembre 2022

Il libro nipponico del mese di Serena Lavezzi: “Fragranze di morte” di Seishi Yokomizo

“Cadi sette volte, rialzati otto.” Proverbio giapponese

Nasce oggi una nuova rubrica dedicata al Giappone ed in particolare ai libri di autori ed autrici giapponesi: il libro nipponico del mese di Serena Lavezzi !

Serena Lavezzi
A consigliarci un nuovo libro ogni mese sarà appunto Serena Lavezzi, scrittrice piemontese autrice di diversi romanzi e saggi ambientati in Giappone e nell’Asia orientale, e colei che gestisce un Profilo Instagram sempre ricco di attività e che di recente si è arricchito grazie ad un Gruppo di Lettura, che si riunisce una volta al mese, dedicato al Giappone. 

Si comincia con un libro di Seishi Yokomizo, un coinvolgente ed enigmatico giallo che sfocia a tratti nel soprannaturale.

Attenzione: per mantenere l’atmosfera della cultura giapponese Serena Lavezzi ha scelto di mantenere l’ordine cognome – nome anziché adattarlo all’uso italiano.

 

BREVE TRAMA: una ladra vestita elegantemente di nero si aggira per il reparto gioielleria di un grande magazzino. Una magnate dell’industria della profumeria giapponese vuole risolvere il caso del delitto del nipote. L’Arguzia, la spavalderia e l’eccezionalità di Kindaichi Kosuke districheranno anche la situazione più intricata. 

PERCHÉ DOVRESTI LEGGERLO: perché i racconti gialli di questo autore acchiappano e stringono il lettore fino all’ultima pagina. 

CURIOSITÀ SULL’AUTORE: era amico dello scrittore Edogawa Ranpo, si laureò in farmaceutica e il suo primo scritto fu pubblicato nel 1921 su una rivista. Il suo detective Kindaichi è famoso in tutto il Giappone; investigatore indipendente, trasandato e geniale.

 

Fragranze di morte, Seishi Yokomizo




TITOLO: FRAGRANZE DI MORTE

AUTORE: SEISHI YOKOMIZO (1902, Kobe – 1981, Tokyo)

CASA EDITRICE: SELLERIO

N° PAGINE: 192

ANNO PUBBLICAZIONE: 2022

LINK ACQUISTO QUI 

PREZZO CARTACEO: € 14

PREZZO E-BOOK: € 9.99






venerdì 8 luglio 2022

“Gli ultimi bambini di Tokyo” di Tawada Yōko: lo smarrimento e l’amore nel Giappone distopico del post-nucleare

Gli ultimi bambini di Tokyo, Tawada Yōko

“Quando si fugge dal luogo di un incendio è probabile che si faccia così. Fuoco equivaleva a dolore. Fin dal passato Marika non era mai stata brava con gli addii e con il trascorrere degli anni era diventata più impacciata. Come una bambina pensava che se strappare una benda doveva provocare un dolore simile a quello percepito quando si sfiora una ferita aperta, tanto valeva lasciare che la benda si imbrattasse, diventando scura e appiccicosa e cominciasse perfino a imputridire assieme alla pelle: era comunque meglio non toglierla mai.”

Il Giappone è ormai isolato dal resto del mondo, il disastro nucleare non ha lasciato scampo a terreno e mari e i bambini nascono con corpi deboli e deformi. Al contrario gli anziani, i sopravvissuti al disastro, sono ultracentenari, svolgono le attività quotidiane con tenacia e vegliano su quei piccoli fragili con la speranza che possano vivere il più a lungo possibile. Mumei è uno di quei bambini e il bisnonno Yoshirō si occupa di lui da sempre. 

Yoshirō ha paura e si sente in parte responsabile di quanto accaduto, al contrario Mumei vive con serenità, nonostante le condizioni fisiche non lo aiutino, ed è incredibilmente saggio per la sua età. Lui e i suoi coetanei saranno coloro che porteranno avanti il Giappone, ma solo se riusciranno ad andare avanti in questa complicata esistenza.

“Gli ultimi bambini di Tokyo” (Atmosphere Libri, collana Asiasphere, dicembre 2021, traduzione e postfazione di Veronica De Pieri) è l’ultimo romanzo tradotto dal giapponese a essere pubblicato in italiano di Tawada Yōko, scrittrice nata a Tokyo nel 1960 e trasferitasi negli anni Ottanta in Germania. La traduzione inglese le è valso, nel 2018, il prestigioso National Book Award negli Stati Uniti.

A pubblicarlo una giovane casa editrice che ci regala titoli davvero interessanti e senza la quale non ci sarebbe possibile leggere tanti autori ed autrici asiatici mai tradotti prima in lingua italiana.

Questo romanzo davvero bello e particolare è un distopico postatomico, il mio primo distopico giapponese a dire il vero. Non sapevo cosa aspettarmi e mi sono trovata immersa in un mondo assurdo ed onirico.

Benché non se ne parli apertamente tutto parte dal disastro nucleare di Fukushima-Dai-ichi del marzo 2011, nel romanzo un incidente molto più grave di quanto non sia stato nella realtà, e ciò che viene descritto è il Giappone dopo l’evento.

Non è più possibile uscire dai confini giapponesi e vige tutta una serie di regole restrittive: non è possibile pronunciare parole straniere, è proibito nominare le città straniere, alcuni argomenti riguardanti il passato sono tabù e nuovi divieti possono essere stabiliti da un momento all’altro.

“Quello che lui poteva insegnarli era l’agricoltura della lingua, ma sperava che loro stessi piantassero, coltivassero, raccogliessero e mangiassero parole, fino a saziarsene.”

È un mondo paradossale nel quale i bambini hanno i capelli grigi e gli anziani sono fisicamente più giovani di loro.

Tawada Yōko
I più piccoli saranno gli emissari del futuro (non a caso il titolo originale è Kentōshi = emissario), nulla è casuale nel racconto, neppure i nomi lo sono: Mumei è ‘il senza nome’ e Yoshirō ‘l’uomo giusto’. Quest’ultimo di professione è scrittore ed è un po’ l’alter ego ed il portavoce della storia intera. Il punto di vista di ogni cosa è il suo, i suoi sono occhi perspicaci e pronti ad ogni evenienza.

“Avrebbe dovuto scegliere fra loro il più adatto come “emissario”: il suo lavoro consisteva nel trovarsi nell’ambiente ideale per l’osservazione quotidiana di tanti ragazzini delle elementari. Tra tutti aveva puntato gli occhi su Mumei, ma non avrebbe potuto fornire un giudizio definitivo se non dopo aver considerato con attenzione, per diversi anni, la sua crescita.”

La scrittura è scorrevole e si presta al tempo stesso ad una lettura attenta e minuziosa. Ci troviamo sì in una realtà distopica ma siamo sicuri che non si possa trattare di immagini profetiche?

Ci si augura naturalmente che nulla di quanto scritto in questo libro possa avverarsi ma averne una visione così lucida fa riflettere, rabbrividire e ci trasporta in una poesia apocalittica difficile da dimenticare.

“Prendeva ampi respiri osservando il cielo. Non aveva preoccupazioni. La generazione di Mumei era provvista della capacità di non disperarsi. Come al solito erano gli anziani quelli da compatire.”

La scrittura di Tawada Yōko è riconoscibile e nonostante la distruzione e il disastro del nucleare ogni pagina è permeata di speranza, di giochi di parole che permettono di sdrammatizzare; l’ordine naturale è ribaltato ma ogni cosa ha senso e la bellezza è ovunque, tra le pagine del libro, negli occhi di scrive e di chi legge.

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martedì 17 gennaio 2023

Il libro nipponico del mese di Serena Lavezzi: “Finché non aprirai quel libro” di Aoyama Michiko

“Le cose sono diverse da come appaiono. Ma non si lasci ingannare. La realtà è sempre una sola”. Murakami Haruki

Nuovo anno e nuovi libri ma le belle collaborazioni, come quella con la sopracitata Serena Lavezzi, non terminano di certo, anzi si rafforzano!

Serena Lavezzi
Si parla stavolta di un libro che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo, "Finché non aprirai quel libro": pubblicato in Giappone nel 2020 è arrivato da noi alla fine dell’estate 2022. La sua bellissima copertina salta subito all’occhio, così come la trama che vede protagonista una biblioteca, la bibliotecaria e i libri al suo interno.

A consigliarci questo terzo libro, per la rubrica Il libro nipponico del mese, è sempre la nostra Serena Lavezzi, scrittrice piemontese autrice di diversi romanzi e saggi ambientati in Giappone e nell’Asia orientale, colei che gestisce un Profilo Instagram sempre ricco di attività e che di recente si è arricchito grazie ad un Gruppo di Lettura, che si riunisce una volta al mese, dedicato al Giappone.

Attenzione: per mantenere l’atmosfera della cultura giapponese Serena Lavezzi ha scelto di mantenere l’ordine cognome – nome anziché adattarlo all’uso italiano.


BREVE TRAMA: esiste una biblioteca di quartiere dove lavora la signora Komachi. Lei sa esattamente di che libro ha bisogno ogni cliente. La storia narra la vicenda di quattro personaggi, tutti alla ricerca di qualcosa che gli permetta di cambiare vita. Una mamma che non riesce ad abituarsi ai nuovi ritmi di vita con la sua bambina e che brama di tornare al suo vecchio lavoro; un impiegato prossimo al matrimonio che ha un sogno nel cassetto; un pensionato annoiato alla ricerca di una nuova ragione di vita e una giovane ragazza che cerca la sua strada. Tutti loro verranno ispirati dalle enigmatiche parole della bibliotecaria e dai libri presi in prestito grazie a lei. Un libro-coccola, dolce e profondo.

PERCHÉ DOVRESTI LEGGERLO: ti avvicinerà di un passo a quel progetto/sogno a cui pensi da tempo!

CURIOSITÀ SULL’AUTORE/AUTRICE: Aoyama Michiko prima di diventare editor e scrittrice ha lavorato come giornalista in Australia. 

 

Finché non aprirai quel libro 

TITOLO:
FINCHÉ NON APRIRAI QUEL LIBRO

AUTRICE: AOYAMA MICHIKO (1970, Yokohama)

CASA EDITRICE: GARZANTI

N° PAGINE: 240

ANNO PUBBLICAZIONE: 2022

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PREZZO CARTACEO: € 16

PREZZO E-BOOK: € 9.99






sabato 17 dicembre 2022

Il libro nipponico del mese di Serena Lavezzi: “La croce buddista” di Tanizaki Jun'ichirou

“La vita è una danza nel cratere di un vulcano: erutterà, ma non sappiamo quando.” Mishima Yukio 

Eccoci al secondo appuntamento con la rubrica, inaugurata un mese fa, dedicata al Giappone ed in particolare ai libri di autori ed autrici giapponesi: il libro nipponico del mese di Serena Lavezzi!

I giorni che mancano al Natale sono davvero pochi e questo potrebbe essere un consiglio per
i vostri regali, quelli che farete alle vostre persone care e, perché no, a voi stessi/e. 

Serena Lavezzi
A consigliarci questo secondo libro è Serena Lavezzi, scrittrice piemontese autrice di diversi romanzi e saggi ambientati in Giappone e nell’Asia orientale, colei che gestisce un Profilo Instagram sempre ricco di attività e che di recente si è arricchito grazie ad un Gruppo di Lettura, che si riunisce una volta al mese, dedicato al Giappone. 

“La croce buddista” di Tanizaki Jun'ichirou è il libro di oggi e i sentimenti e la sessualità, in particolare quella femminile, sono i veri protagonisti.

Attenzione: per mantenere l’atmosfera della cultura giapponese Serena Lavezzi ha scelto di mantenere l’ordine cognome – nome anziché adattarlo all’uso italiano.

 

BREVE TRAMA: il romanzo si presenta come un lungo racconto che la protagonista fa allo scrittore. Gli narra le vicende amorose che hanno sconvolto di recente la sua vita. Sonoko, infatti, conosce la giovane Matsuko alla scuola di pittura. Tra le due donne nasce un’intesa proibita che va ben oltre l’amicizia e questo stravolgerà la vita dei loro due compagni, creando un intreccio inestricabile di verità non dette e bugie pericolose. Passione, sesso, amore e desiderio si mescolano in questa vicenda ad alto contenuto sentimentale.

PERCHÉ DOVRESTI LEGGERLO: perché si tratta di un capolavoro sentimentale e malizioso di Tanizaki.

CURIOSITÀ SULL’AUTORE: fu uno dei maggiori maestri letterari del ‘900. Famoso per aver affrontato i temi impuri come la sessualità femminile, il sadomasochismo, il feticismo. Scrisse anche romanzi biografici e storici di grande importanza.

   

La croce buddista, Tanizaki Jun'ichirou

TITOLO: LA CROCE BUDDISTA

AUTORE: TANIZAKI JUN'ICHIROU (1886, Nihonbashi – 1965, Yugawara)

CASA EDITRICE: GUANDA

N° PAGINE: 160

ANNO PUBBLICAZIONE: 2019

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PREZZO CARTACEO: € 11

PREZZO E-BOOK: € 6.99

 


 


venerdì 17 febbraio 2023

Il libro nipponico del mese di Serena Lavezzi: “Battle Royale” di Koushun Takami

“Per quanto una situazione possa sembrare disperata, c'è sempre una possibilità di soluzione. Quando tutto attorno è buio non c'è altro da fare che aspettare tranquilli che gli occhi si abituino all'oscurità.” Murakami Haruki

Nuovo mese, nuovo libro! La primavera è ancora lontana e il freddo di questo periodo ci invita a stare sotto le coperte a leggere un bel libro, e perché non dedicarci a "Battle Royale" di Koushun Takami, un mix di distopia, ucronia e thriller, un libro dal durevole successo mondiale dal quale sono state tratte, più o meno liberamente, decine di serie tv e film.

Serena Lavezzi

A consigliarci questo secondo libro del 2023, per la rubrica Il libro nipponico del mese, è sempre la nostra Serena Lavezzi, scrittrice piemontese autrice di diversi romanzi e saggi ambientati in Giappone e nell’Asia orientale, colei che gestisce un Profilo Instagram sempre ricco di attività e che di recente si è arricchito grazie ad un Gruppo di Lettura, che si riunisce una volta al mese, dedicato al Giappone.

Attenzione: per mantenere l’atmosfera della cultura giapponese Serena Lavezzi ha scelto di mantenere l’ordine cognome – nome anziché adattarlo all’uso italiano.

 


BREVE TRAMA: La Repubblica della Grande Asia dell’Est ogni anno indice un Programma, organizzato dall’Esercito e dal Governo interno. Vengono estratte a sorte varie classi di terza media e gli studenti prescelti sono destinati a una fine orribile. Nel nostro caso i ragazzi, usciti per quella che sembrava una banale gita scolastica, si risvegliano in un’aula sconosciuta, su un’isola deserta; al collo portano tutti un collare-radio elettronico. Qui un uomo spiega loro che sono stati scelti per partecipare al Programma e fa chiarezza sulle pochissime regole che dovranno rispettare. In realtà ce ne sarà una soltanto, molto semplice: uccidersi l’un l’atro finché non ne rimarrà uno solo. Il fortunato è destinato a vincere un vitalizio in denaro e un foglio autografato dal Grande Dittatore.

PERCHÉ DOVRESTI LEGGERLO: Perché è un romanzo cult e uno dei più letti di tutti in tempi in Giappone.

CURIOSITÀ SULL’AUTORE: Lo stesso autore ne ha poi tratto un manga, disegnato da Masayuki Taguchi, e sono state prodotte serie televisive e film.  

 

 


TITOLO: BATTLE ROYALE

AUTORE: KOUSHUN TAKAMI (1969, AMAGASAKI)

CASA EDITRICE: MONDADORI

N° PAGINE: 613

ANNO PUBBLICAZIONE: 2016

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PREZZO CARTACEO: € 16

 

martedì 31 gennaio 2023

“Segreti di famiglia” di Serena Lavezzi inaugura la nuova collana Delos Digital “La via della seta”

Segreti di famiglia, Serena Lavezzi

“Inizialmente, quando avevo cominciato a lavorare lì, dopo l’università, mi ero sorpreso di questo sistema di corrispondenza fasulla. Ero convinto che fossero gli stessi scrittori a rispondere, ma l’editor mi aveva spiegato che erano troppo indaffarati e che giungevano, a volte, decine di lettere al giorno. Avevano bisogno di una persona che se ne occupasse in esclusiva, naturalmente tenendo conto delle peculiarità e caratteristiche di ogni singolo autore di modo che sembrassero scritte proprio da loro. Per questo motivo il mio appartamento strabordava di libri, edizioni rilegate, economiche e deluxe.”

Takeo svolge un lavoro molto particolare e per alcuni versi intrigante: risponde alle lettere destinate a scrittori famosi troppo indaffarati per occuparsene di persona. Lui adora occuparsi di corrispondenza e può farlo anche tranquillamente da casa organizzandosi al meglio le giornate. Poi un giorno riceve una lettera molto particolare, quella di sua cugina Reiko morta però alcuni anni prima.

Chi ha spedito quella lettera? E cosa significa quel misterioso, ed alquanto inquietante, messaggio? Takeo dovrà affrontare un viaggio fisico e dell’anima per ricostruire un segreto rimasto celato per troppo tempo.

“Segreti di famiglia” (Delos Digital, gennaio 2023) è il racconto di Serena Lavezzi che inaugura la nuova collana “La via della seta” dedicata all’Estremo Oriente (Cina, Giappone, Corea e Vietnam).

Il protagonista compie un bellissimo viaggio verso il lago Nojiri sul quale si trova la casa dei nonni che lo vide bambino prima e adolescente poi, sempre in compagnia di quella cugina con la quale condivise intere estati e innumerevoli periodi di vacanza.

Il profumo che si respira è proprio quello vacanze di quando eravamo piccoli, di quelle giornate soleggiate senza fine e senza pensieri.

Serena Lavezzi
Ma prima o poi arriva quel momento che ci conduce, non sempre dolcemente, verso l’età adulta e in quel momento si ritorna indietro nel tempo, rivivendo quei momenti in ogni dettaglio.

Questo è ciò che accade a Takeo, complice il triste suicidio dell’amata cugina e l’incomprensibile, almeno inizialmente, contenuto di quella panca nel sottotetto della casa sul lago.

Serena Lavezzi, scrittrice piemontese autrice di diversi romanzi e saggi ambientati in Giappone e nell’Asia orientale, colei che gestisce un Profilo Instagram sempre ricco di attività e che di recente si è arricchito grazie ad un Gruppo di Lettura dedicato al Giappone, ci regala un personaggio dall’affascinante mestiere presentato come una sorta di moderna Violet Evergarden, ed una storia che si tinge di giallo e ci porta ad indagare su un lontano ed intricato mistero.

“Mi era sempre piaciuto scrivere lettere a mano, almeno finché non ricevetti una lettera da mia cugina Reiko. Era morta suicida due anni prima.”

Il destino di Takeo e Reiko è nelle lettere e sono proprio queste a rendere questo racconto ancora più particolare, toccante ed enigmatico.  

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giovedì 31 marzo 2022

“La pittrice di Tokyo” di Sarah I. Belmonte: arte, amore, donne e storia tra Giappone e Sicilia

La pittrice di Tokyo, Sarah I. Belmonte

“Ma consegnò più tristezza di quella che potevo immaginare di provare. La valanga, che arginavo con bacchette di bambù, si ruppe travolgendomi, e non riuscii a finire il mio pane e latte, lo osservai gonfiarsi oltremodo dentro a una vecchia ciotola ormai sbeccata che mi ero portata cinquant’anni prima. E io ero come quel pane, piena di Palermo, dentro un involucro partorito da qualche parte in Giappone.”

Siamo nella Palermo del 1938, alla vigilia della Seconda guerra mondiale. Jolanda è una giovane donna in età da marito che di sposarsi non vuole sentirne; macchina fotografica sempre in spalla vuole essere libera, lavorare, cosa non semplice in quegli anni per una donna siciliana, e godersi la vita. È questo il motivo per il quale si ritrova a scrivere poesie sotto falso nome e a svolgere il lavoro da fotoreporter che il padre le permette di svolgere in attesa del matrimonio. Poi un giorno scopre che una misteriosa benefattrice ha pagato per lei un biglietto per Tokyo ed è così che viene a conoscenza di O’Tama Kiyohara, artista giapponese che per amore trascorse più di cinquant’anni a Palermo, creando un ponte tra le sue due isole. È per Jolanda un nuovo entusiasmate inizio fatto di bellezza, di tradizioni, di nuove visioni e, chissà, di nuovi amori.

“La pittrice di Tokyo” (Rizzoli, gennaio 2022) è l’ultimo bellissimo romanzo della scrittrice siciliana Sarah I. Belmonte nel quale storia e tradizione, biografia e finzione si fondono con forza e delicatezza al tempo stesso.

O'Tama Kiyohara è stata realmente un'artista giapponese vissuta a lungo a Palermo insieme al marito Vincenzo Ragusa, noto scultore, ed è reale il fatto che fu la prima artista giapponese a dipingere nello stile occidentale.

Una storia al femminile che narra la difficoltà delle donne nel realizzare le proprie aspirazioni e andare oltre le mire matrimoniali di genitori che non comprendevano quanto fosse importante anche per esse poter vivere nella libertà di pensiero e di movimento.

“Mi conosce troppo bene, ma sa che cosa sarebbe successo se in giro si fosse saputo che quelle parole erano di una donna e non di un uomo, come se la libertà e la giustizia avessero un sesso, come se potessero essere partorite solo da loro. Eppure a partorire sono le donne, ma le nostre idee devono restare dietro alle spalle di un Signor Nessuno qualsiasi.”

Sarah I. Belmonte
Il fascino della Sicilia si fonde con quello giapponese mostrando quanto lontani e quanto simili i due mondi possano essere.

Si parla di arte, di amore passionale, di donne coraggiose e ferme nelle loro idee, donne che per raggiungere i loro obiettivi si imbarcano per un lungo viaggio verso mete lontane dalle loro origini e famiglie.

“La vita non è mai un viaggio con un’unica rotta e il passato deve essere un luogo a cui ritornare per essere felici.”

“La pittrice di Tokyo” è bello, sognante, spietato, fortemente attuale per le tematiche trattate, ben scritto e non si vorrebbe mai giungere ad una conclusione.

Sarah I. Belmonte, nella cui scrittura mi ero piacevolmente imbattuta già qualche anno fa, ha scritto un romanzo molto bello grazie al quale ci ha permesso di conoscere le vicende di una grande donna innamorata dell’arte e della vita che ha saputo riscattarsi dalle imposizioni di una società arcaica e le cui opere sono ancora qui per ricordarci le sue abilità e il suo esempio di femminilità a tutto tondo e di determinazione.

Se amate il Giappone vi innamorerete di questo romanzo, se non lo amate comincerete a farlo al termine di questa incantevole lettura. 

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lunedì 11 dicembre 2023

“Il Mistero di Funomiya Migako” di Serena Lavezzi: il nuovo intrigante giallo giapponese della scrittrice piemontese

Il segreto di mio marito, Serena Lavezzi

“Aveva indirizzato i suoi pensieri verso un’altra questione che non la lasciava tranquilla. Avrebbe dovuto raggiungere Otsuki e cercare Kohei per parlargli di persona? Ci aveva riflettuto a lungo, ma cosa gli avrebbe detto una volta trovato?”

Funomiya Migako è una giovane donna che da sempre desidera scrivere e avere la sua indipendenza mentre la madre la vorrebbe solo sposata. Lei stessa si stupisce quando incontra quello che diventerà suo marito. 

La loro vita a Kobe scorre tranquilla, Migako è finalmente una scrittrice di gialli di successo e una nota rivista le chiede di scrivere un romanzo a puntate.

Le cose cambiano quando la sorella, che vive nella casa di fronte alla sua, le chiede aiuto per via del marito che, partito per lo Shikoku per il funerale di un amico, non è più tornato a casa. Migako parte subito da Kobe con l’intento di ritrovare il cognato, spinta inoltre da un vecchio segreto che potrebbe stravolgere la sua vita.

“Nessuno si preoccupava della sua assenza, o era in un appartamento o nell’altro. Non si era mai allontanata da sola. Migako era sempre stata così, indipendente, pensierosa, creativa.”

Il romanzo di Serena Lavezzi (autrice di diversi romanzi e saggi ambientati in Giappone e nell’Asia orientale), “Il segreto di mio marito” (dicembre 2023), primo volume della trilogia "Il Mistero di Funomiya Migako", è un bellissimo giallo, di quelli che intrigano fin dalle prime pagine. Migako viene raccontata dalle origini, cresciamo insieme a lei e con lei scriviamo il romanzo a puntate dal titolo “Il segreto di mio marito”.

“Avrebbe scritto una nuova storia e ogni cosa avrebbe trovato il suo posto. In fondo era quello che aveva sempre voluto.”

I misteri si moltiplicano, le storie rischiano di incrociarsi ma ciò non capita mai e gli intrecci rimangono sempre, e con maestria, ben distinti, sebbene con piccoli dettagli che fanno intuire quanto della protagonista via sia in ciò che scrive per mestiere.

Serena Lavezzi
Il tutto tra luoghi bellissimi, dettagliatamente descritti tanto da catapultarci in modo vivido nelle varie ambientazioni. 

“La cosa che amava di più da bambina erano i fiori e i
libri.”

Una storia nella storia, entrambe affascinanti allo stesso modo, un giallo nel giallo, una donna che rivendica la sua libertà e non si fa scappare la possibilità di intraprendere un viaggio durante la quale si troverà ad investigare sulla scomparsa di Kohei e potrà riflettere sulla sua esistenza e su quel passato che sembra voler riemergere prepotentemente.

“Era per questo che si era allontanata da Kobe così a cuore leggero? Non era forse la fama come scrittrice che aveva sempre cercato? Sì, in fondo al cuore, per cancellare qualcos’altro nascosto ancora più in profondità.”

Un viaggio per gli amanti del Giappone, dei gialli intrisi di enigmi, delle storie emozionanti che restano nel cuore. 

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venerdì 22 novembre 2019

“Il grande viaggio di Naoki” di Bruno Pilorget e Mapi: un incredibile viaggio tra chicchi di riso e opere di Katsushika Hokusai

Il grande viaggio di Naoki

“Dovrai dimostrare di essere coraggioso e tenace, rispose il padre della giovane ragazza. Parti domani mattina con un carico di riso. Dovrai venderlo fino all’ultimo grano viaggiando attraverso il paese. Mi riporterai quello che hai guadagnato. E nella tua mano destra, tu terrai giorno e notte trentasei gradi di riso, senza mai aprire il pugno. Al tuo ritorno, se la tua mano conserverà ancora questo riso, potrai chiedere in sposa Yunko, il mio giovane fiore.”
Naoki è innamorato di Yunko, la figlia dell’uomo per il quale lavora. Non è ricco né facoltoso ma l’unica cosa che al padre di Yunko importa è che il pretendente compia un’impresa tutt’altro che semplice: dovrà vendere un carico di riso attraversando il Giappone, tenendo nella mano destra 36 chicchi senza mai schiudere il pugno. Ad accompagnarlo sarà Tomomi, una volpe molto furba che nasconde qualcosa e che forse cerca di intralciare il giovane innamorato.

“Il grande viaggio di Naoki” (Jaca Book 2019, traduzione di Laura Molinari e Vera Minazzi) di Bruno Pilorget e Mapi, è una bellissima storia, una di quelle che sembrano prese da un libro di racconti tradizionali giapponesi, affascinante per i paesaggi mostrati e per la delicatezza delle usanze così differenti da quanto vediamo nel mondo occidentale.

Ma non è tutto. Ad accompagnare la storia quindici bellissime stampe di Katsushika Hokusai, il famosissimo pittore e incisore giapponese, nelle quali ammirare lo stile ukiyo-e, la cosiddetta immagine del mondo fluttuante. 

Realismo e poesia si fondono nella natura che rappresenta la vera protagonista di questo breve romanzo. Come non rimanere ammaliati dai luoghi che attraversa Naoki, dalle persone che incontra, dalla profondità del sentimento che prova per la giovane Yunko?

“A pochi passi da sé, vide, protetta da un grande ombrello, una giovane donna che camminava con una dama di compagnia… Era così bella che Naoki non si accorse della buca nella strada acciottolata e inciampò… Perse l’equilibrio e si ritrovò per terra!”

La trama nasconde un viaggio infinito, quello della vita con le sue scelte complicate, fatta di amici e nemici, di amori e delusioni ma soprattutto di crescita.

Se quindi siete amanti dell’arte, del Giappone ma soprattutto delle storie belle sono certa che vi innamorerete all’istante de “Il grande viaggio di Naoki”!

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martedì 18 maggio 2021

“Le cronache dell’acero e del ciliegio. Libro 1 - La maschera del Nō” di Camille Monceaux: la formazione di un giovane giapponese tra cappa e spada

Le cronache dell'acero e del ciliegio, Camille Monceaux

“Quando risuonarono le prima note musicali, si fece buio in sala. Ipnotizzato dall’atmosfera di sacralità che era scesa sul palcoscenico, trattenni il fiato. Non vedevo ancora nulla. L’oscurità era completa, di uno spessore profumato e vellutato in cui le note musicali risuonavano come nella cassa di un tamburo. Mi sembrò di essere in preda a un’illusione.”

Copertina zigrinata con le splendide illustrazioni di Olivier Balez, dorso con il logo floreale dell’autrice stessa, tagli decorati con lo stesso celeste del titolo sempre opera della Monceaux, carta composta da fibre naturali, rinnovabili e riciclabili: questo è ciò che ammiriamo ad un primo sguardo dell’ultima pubblicazione de L’ippocampo, la casa editrice milanese specializzata in libri illustrati di alta qualità. Poi lo si comincia a sfogliare, si osserva la cartina disegnata da Camille Monceaux e si parte con un prologo che cattura immediatamente.

“Le cronache dell’acero e del ciliegio. Libro 1 - La maschera del Nō” (maggio 202, traduzione di Fabrizio Ascari) è il primo capitolo della tetralogia ambientata nel Giappone del XVII secolo scritta dalla francese Camille Monceaux classe 1991.

Ichirō è stato abbandonato quando era ancora in fasce con l’unica compagnia di un ciondolo a forma di foglia d’acero; viene così trovato e cresciuto da un misterioso samurai che gli insegna la rigorosa via della spada e dall’anziana Oba che gli insegna a leggere, scrivere, cucinare e a coltivare la sensibilità d’animo. Ichirō cresce in mezzo alla natura selvaggia incontaminata, al ritmo delle sue regole stagionali e lontano dalla civiltà. Un giorno però qualcuno giunge a turbare la loro serenità e tutto da quel momento cambia. 

Il ragazzo si trova solo a dover affrontare un mondo che ha conosciuto solamente dalle parole di chi lo ha cresciuto, raggiunge Edo, l’antica Tokyo, e comincia una nuova vita tutt’altro che semplice. È qui che scopre i quartieri malfamati governati da gruppi di orfani tiranneggianti, i samurai della capitale e il teatro kabuki per il quale riuscirà persino ad esibirsi con grande successo. Grazie a questo incontrerà un poeta dalle grandi ambizioni, il coetaneo Shin e la misteriosa Hiinahime che indossa una maschera del teatro Nō che non toglie mai.

"Sulla scena si può essere chi si vuole: una pazza, un fantasma, un ricco signore. Una donna o un uomo."

“Le cronache dell’acero e del ciliegio” è un bellissimo romanzo di formazione che porta il lettore ad immergersi nel Giappone del diciassettesimo secolo, tra le sue genti, le tradizioni, i santuari, l'inizio delle persecuzioni dei professanti altre religioni, le botteghe degli artigiani, tra i quartieri più poveri e quelli più abbienti.  

Camille Monceaux

“Dopo colazione, presi la direzione del santuario. Era da così tanto tempo che non ci andavo che provavo una leggera angoscia all’idea che il luogo fosse cambiato. Mentre risalivo il sentiero fangoso, un’ondata di nostalgia mi travolse. Pioveva leggermente e la foresta risuonava del picchiettio delle gocce sul denso fogliame. Era una melodia rasserenante, composta dal rimbalzare delle gocce da un ramo all’altro.”

Ciò che inizia come una fiaba si trasforma in un romanzo se possibile ancora più poetico e nel quale storia e arte la fanno da padrone. Con l’arrivo a Edo Ichirō abbandona l’infanzia per scoprire l’adolescenza e comprendere quanto la vita reale sia complicata e dolorosa.

Non dimentica le origini ma si ritrova proiettato in un futuro che deve costruirsi da solo e sempre più desidera scoprire chi siano i genitori e soprattutto chi è veramente lui.

“Le cronache dell’acero e del ciliegio” è un viaggio tra i viottoli della città imperiale, allora ben differente da come la si potrebbe immaginare, e tra il tradizionale teatro Nō e l’allora innovativo, e contestato, Kabuki.

Molto bella, inoltre, l'immagine chi si ha delle donne le quali, nonostante gli infausti destini, mantengono una spiccata dignità e tentano di non farsi sopraffare dalla società maschilista.

Ci sarebbe ancora tanto da dire ma vi lascio sole e soli tra le pagine di questo libro tutto da scoprire, con curiosità, sorpresa, passione, commozione, il cui unico difetto è quello di finire troppo in fretta, nonostante le oltre quattrocento pagine.

Il secondo capitolo, “La spada dei Sanada”, sarà pubblicato ad ottobre. Non ci resta che attendere con impazienza!

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venerdì 17 marzo 2023

Il libro nipponico del mese di Serena Lavezzi: “Una storia crudele” di Kirino Natsuo


“Un viaggio, per quanto terribile possa essere, nel ricordo si trasforma in qualcosa di meraviglioso.” Yashimoto Banana

Serena Lavezzi
Marzo, mese di cambiamenti, di nuove stagioni, di nuovi libri. Perché non leggere quindi un bel noir, di quelli che piacciono a noi, con una storia coinvolgente e spiazzante come “Una storia crudele”? L’autrice Kirino Natsuo, una delle scrittrici giapponesi più famose ed apprezzate.  

A consigliarci questo secondo libro del 2023, per la rubrica Il libro nipponico del mese, è sempre la nostra Serena Lavezzi, scrittrice piemontese autrice di diversi romanzi e saggi ambientati in Giappone e nell’Asia orientale, colei che gestisce un Profilo Instagram sempre ricco di attività e che di recente si è arricchito grazie ad un Gruppo di Lettura, che si riunisce una volta al mese, dedicato al Giappone.

Attenzione: per mantenere l’atmosfera della cultura giapponese Serena Lavezzi ha scelto di mantenere l’ordine cognome – nome anziché adattarlo all’uso italiano.

 

BREVE TRAMA: il romanzo di cui voglio parlarvi oggi si intitola Una storia crudele ed è l’autobiografia di una scrittrice, Ubukata Keiko, che da piccola era stata rapita da un uomo e tenuta rinchiusa nella sua casa per un anno. In un fluire infinito di ricordi e considerazioni veniamo a conoscenza della vita di questa bambina, divisa tra una madre indifferente e un padre molto amato; incontriamo Abekawa Kenji, il rapitore, un ragazzo di venticinque anni che vive in un mondo tutto suo e che farà di Keiko una sorta di animaletto da compagnia, per soddisfare il suo bisogno di affetto e comprensione. Quando la scrittrice all’improvviso scompare il marito ritrova il suo ultimo manoscritto, dove appunto lei si libera di tutti i ricordi relativi a quell’episodio, da sempre rimasto segreto. L’autoanalisi introspettiva della donna ci permetterà di comprendere le incoerenti ma efficaci modalità che l’essere umano per preservarsi e sopravvivere in situazioni di estremo pericolo e paura.

PERCHÉ DOVRESTI LEGGERLO: perché la scrittura della Kirino è essenziale, ricca di descrizioni efficaci che si accompagnano a un’attenzione estrema per la psicologia dei personaggi.

CURIOSITÀ SULL’AUTRICE: Kirino Natuso è la regina del noir giapponese. Spesso è stata criticata in patria per i suoi personaggi femminili: donne indipendenti, imperfette, vulnerabili, spesso colpevoli, a volte assassine.

 

  


TITOLO: UNA STORIA CRUDELE

AUTRICE: KIRINO NATZUO (1951, Kanazawa)

CASA EDITRICE: NERI POZZA

N° PAGINE: 240

ANNO PUBBLICAZIONE: 2004

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PREZZO CARTACEO: € 12

PREZZO E-BOOK: € 8,99