“Se le parole degli
amanti non sono scritte nel vento e nell'acqua che scorre, come sosteneva
Catullo, forse Gabriele sarebbe riuscito a mantenere le sue promesse.”
Rosa Teruzzi è tornata e
il periodo non poteva essere migliore. Dopo la tensione dei primi mesi di
questo duemilaventi avere tra le mani un libro che permette di sognare e
immergersi in una nuova indagine è davvero un piacere.
“La memoria del lago”
(Sonzogno, maggio 2020) è il quinto capitolo della serie de I delitti del
casello ma come gli altri può essere letto in modo indipendente.
Libera e sua madre sono
tornate e stavolta si devono occupare di questioni di famiglia mentre la figlia
Vittoria parte per una vacanza con il fidanzato che madre e nonna sperano di
poter conoscere presto meglio.
Le Miss Marple del Giambellino amano indagare e
nonostante i giornali parlino dei misteriosi rapinatori mascherati la voglia di
scoprire ciò che realmente accadde alla madre di Iole, la ultrasessantenne
eccentrica appassionata di yoga e amore libero che vive insieme alla figlia Libera, la ormai
famosa fioraia del Giambellino.
Cosa ci faceva Ribella in
quel bosco tutta sola con una bambina piccola che la aspettava a casa? E perché
nonno Spartaco non ha mai voluto raccontare altro su questa storia? Voleva
mantenere un segreto o semplicemente non era a conoscenza nemmeno lui della
verità?
Un’altra bellissima
storia che ci porta stavolta sul lago di Como, più precisamente a Colico, in
provincia di Lecco. È qui che si è conclusa la vita della povera Ribella, tanti
giravano attorno a lei e forse non tutti con intenzioni benigne.
Ma è bello poi ritrovare
(o incontrare per la prima volta) Libera, così bella ma sempre così tormentata
dal suo passato e dal presente che fatica a decifrare. Per chi già lo conosce
sappiate che Gabriele ricomparirà e… leggete per saperne di più!!
Riecco anche il Dog e la
Smilza, sempre pronti a buttarsi in nuovi casi e abilissime nel ricavarne il
meglio ai fini del loro quotidiano.
Rosa Teruzzi
“Allora non si era sbagliata. Per qualche ragione che in quel momento ancora le sfuggiva, il Dog era rimasto affascinato dalla storia di Ribella. Magari soltanto perché rappresentava un enigma e quindi una sfida alla sua intelligenza. E infatti il capocronista aveva subito dato prova delle sue capacità: gli erano bastate meno di tre ore per avviare le ricerche. Aveva scoperto, per esempio, che il prete della denuncia, don Carolino, era ancora vivo, e dopo la pensione si era ritirato nella casa di famiglia, a Laghetto.”
Con “La memoria del lago”
si ride, ci si innamora, si respirano libertà e nostalgia, si sentono i profumi
dei fiori più belli (quelli utilizzati da Libera per le creazioni dei suoi
famosissimi e originali bouquets) e si ammirano ineguagliabili scorci sul lago.
Un viaggio verso le
origini che ci permettono di conoscere una Iole sempre stravagante ma molto più
riflessiva. Una storia che fa riflettere sull'importanza del passato per il
nostro presente.
Una nuova avventura al femminile della
scrittrice ed esperta di cronaca nera Rosa Teruzzi il cui capolinea è ancora
una volta quello splendido casello milanese restaurato e sempre luogo di
emozioni, dubbi e passioni senza tempo.
“Penso che Vittoria aveva
ragione: il suo tempo aveva subito un’accelerazione, come se la ricerca di
verità per un’altra donna avesse comportato una crescita per lei. Si alzò e
mise il tè a bollire sul fuoco. Era il momento delle scelte adulta, si disse.”
“La sposa scomparsa” (Sonzogno,
2016) mi era piaciuto davvero tanto e sapere, dalla stessa Rosa Teruzzi, in
occasione di Tempo di Libri, che era in procinto di uscire il seguito, non
poteva che essere una piacevolissima notizia per me.
Posso ora dire, dopo aver
divorato “La fioraia del Giambellino” (Sonzogno, maggio 2017) che non vedo già l’ora
di leggere il terzo capitolo!
Protagoniste indiscusse
sono ancora una volta loro tre, Libera, Vittoria e Iole, madre, figlia e nonna.
Un terzetto dai caratteri differenti tra loro ma tutte caparbie e sempre pronte
a mettersi in gioco. Ed ancora una volta Vittoria si è fatta convincere da una
giovane ragazza in procinto di sposarsi ad indagare sul suo passato, alla
ricerca di quel padre mai conosciuto e del quale la madre non hai mai voluto
parlare. Iole non potrebbe essere più felice di occuparsi di questo caso, il
suo animo da detective ci mette un attimo a manifestarsi nuovamente ma dall'altra
parte la nipote Vittoria non è troppo felice di queste iniziative che potrebbero
rivelarsi pericolose. Ma lei stessa rischia di cacciarsi nei guai continuando
ad indagare sulla morte del padre.
“La fioraia del Giambellino”
ci riporta nella Milano del precedente capitolo, in quel casello ferroviario divenuto
casa delle protagoniste, realmente presente nel capoluogo lombardo e in via di
riqualificazione (con il desiderio di tramutarlo in un luogo in cui incontrarsi
e parlare di libri) grazie ad un progetto di Rosa Teruzzi in collaborazione con
alcune associazioni di quartiere.
Vittoria è un personaggio
bellissimo, una donna con mille incertezze, una creatività da esprimere, lo fa
principalmente attraverso i fiori e il loro significato, la voglia di vivere un
amore da troppo tempo desiderato e sognato ed una solitudine profonda difficile
da arginare.
Vittoria è reale e con essa il mondo che la circonda, un mondo
talvolta difficile da comprendere ma anche colmo di opportunità, seppure non
sempre positive.
“La fioraia del Giambellino”
ha una copertina bellissima, è divertente (come non apprezzare le idee
stravaganti della più anziana ed intraprendente del trio, Iole) è coinvolgente
e perché no, anche sognante e ricco di fascino.
In un unico libro si
hanno tre visioni della vita, non meno importante delle altre quella della
figlia Vittoria, ferma in quella fase in cui si cerca giustizia a tutti i
costi, e si ha l’opportunità di scoprire quelle stradine di una Milano troppo
spesso stereotipata ma che in realtà nasconde tanti meravigliosi angoli da
percorrere con la scrittrice ed eventualmente recandocisi di persona.
“Era per questo che lei
aveva evitato così a lungo di impegnarsi? Per cercare di tenersi al riparo
dalla sofferenza, senza peraltro riuscirci? All’improvviso sentì fortissimo il
desiderio di chiamare Furio. Aveva bisogno di una pausa di serenità, di un sorriso.
In mezzo a quei pensieri cupi il suo amico cuoco le avrebbe regalato entrambe
le cose.”
Siamo al sesto capitolo
delle indagini della fioraia del Giambellino. Dopo “La sposa scomparsa” (2016), “La fioraia
del Giambellino” (2017), “Non si uccide per amore” (2018), “Ultimo tango
all’Ortica” (2019) e “La memoria del lago” (2020), Rosa Teruzzi, esperta di
cronaca nera e caporedattrice di Quarto grado, è tornata con l’attesissimo
“Ombre sul naviglio” (Sonzogno, 2021).
Chi conosce le
investigatrici milanesi sa che i colpi di scena sono sempre dietro l’angolo e
che ogni loro azione è mossa dalla passione. Ma ciò che ancora non sapevamo è
che il caso del Gatto con gli Stivali (accompagnato dalla Fata Turchina e
Zorro) potrebbe nascondere delle verità scottanti e che nessuno avrebbe mai
immaginato.
Libera e Iole si muovono
tra Milano e l’Emilia Romagna alla ricerca dei misteriosi rapinatori: perché
queste maschere da personaggi delle favole e perché i loro obiettivi sono così
modesti e fuori dal comune?
Gli indizi da favola potrebbero
sfociare in un noir dai risvolti inaspettati ma una cosa è sicura: Libera e
Iole con il supporto del Dog e della Smilza riusciranno ad arrivare alla
risoluzione del caso, nonostante questo si rivelerà differente dai precedenti e
colpevolizzare le persone coinvolte non sarà così semplice.
Per Libera sarà un modo
per pensare ad altro, ora che ha scoperto che Gabriele, del quale è da sempre
innamorata, si sta per sposare.
Rosa Teruzzi
Come avrete capito in
“Ombre sul naviglio” le maschere potrebbero finalmente cadere rivelandoci aspetti
delle protagoniste mai rivelati prima. E chissà che non sia la volta buona che
Libera si decida a prendere una decisione in amore, smettendo di struggersi per
qualcosa che non ha il coraggio di affrontare.
“A soli ventitré anni, la
vita di questa ragazza è già un romanzo, pensò Libera. Ma in fondo non lo è
quella di ognuno di noi?”
Rosa Teruzzi non delude
mai e ancora una volta riesce a coinvolgerci nelle sue storie sempre piene di
libri, di fiori, di misteri e di amore.
Bellissimo e commovente
l’omaggio al collega giallista milanese Andrea Pinketts, scomparso quasi tre
anni fa ma sempre nel cuore di chi lo ha seguito tramite i suoi libri e le sue
indagini.
Il bello di questi libri
è, tra le altre cose, che possono essere affrontati anche autonomamente, senza
aver necessariamente letto i capitoli precedenti.
Vi lascio alla scoperta
di “Ombre sul naviglio”, le zone oscure non mancheranno e neppure i momenti
nostalgici e quelli esilaranti, e sono certa che al termine non vedrete l’ora,
come me, di leggere il continuo!!
“Chissà se valeva anche
per la vita, si chiese Libera. Sei i suoi cicli ricalcavano quelli dell’orto.
Se esisteva una stagione in cui, dopotutto, si imparava ad amare. La vecchia
pendola che Gabriele aveva ereditato dal nonno batté le quattro del mattino
quando lei, finalmente, si addormentò.”
Milano, fine settembre. L’estate
è ormai alle porte quando Viviana, affascinante professoressa quarantenne di
inglese, sparisce con un suo giovane studente, Davide.
Tutti, programmi
televisivi compresi, si scagliano contro di lei descrivendola come una
mangiauomini che avrebbe rapito un giovane ragazzo per soddisfare i suoi vari appetiti
sessuali e soprannominandola ‘il fiore nero di Brera’.
A Libera e alla madre
Iole la questione non importerebbe se Furio, uno dei corteggiatori della
fioraia del Giambellino, non avesse chiesto loro aiuto in quanto molto legato
alla professoressa scomparsa. Le 2 donne, affiancante dalla Smilza e incoraggiate
dal Dog, cominciano le loro indagini e ben presto si rendono conto di non
essere le uniche a seguire le tracce della coppia.
Sono giorni frenetici e
Libera deve anche preoccuparsi di Gabriele, con il quale forse potrà finalmente
intraprendere la relazione amorosa da troppo tempo bramata, e della figlia
Vittoria divenuta ancora più misteriosa e sfuggente del solito. Senza
dimenticare che il misterioso rapinatore conosciuto nel precedente capitolo,
potrebbe essere suo padre…
“Gli amanti di Brera” (Sonzogno,
aprile 2022) è il sesto capitolo che vede protagoniste le ormai mitiche MissMarple del Giambellino. Ogni libro può essere letto indipendentemente dai
precedenti ma naturalmente cominciare dal primo permette di godere maggiormente
delle protagoniste e delle trame che si susseguono portando con sé qualcosa dei
capitoli precedenti.
Non innamorarsi di Libera
è impossibile e lo stesso vale per le altre protagoniste femminili. Ma non
solo.
Ogni vecchio e nuovo
personaggio porta con sé qualcosa di unico e anche questa volta ci si ritrova
ad indagare non solo sui due fuggitivi ma anche sui sentimenti di Libera,
eterna indecisa che fatica a lasciarsi andare, su quelli di Iole, che nasconde
palesemente qualcosa sul suo passato, e su Vittoria che forse si sta cacciando
in qualche pericolosa situazione.
Rosa Teruzzi
“Gli amanti di Brera” è
anche un libro che parla di altri libri, di fiori, di desideri, di amori a
volte differenti da come avevamo immaginato, di umani timori, di passione e di
voglia di serenità.
“Certe canzoni – almeno quelle
destinate a restare – sono proprio come i libri, pensò: conoscono già la
verità.”
Rosa Teruzzi ci conduce
nuovamente, dopo un anno circa, nel suo bellissimo casello ferroviario divenuto
casa, che è anche quello di Libera, Iole e Vittoria, per immergerci in una
nuova avventura in giro per l’Italia, dalle mille sfaccettature e dai risvolti
intriganti e sempre inaspettati.
Un nuovo romanzo al quale
appassionarsi, un ritorno sempre gradito nel quale le donne sono le vere protagoniste
tutte da scoprire.
E ora, una volta ancora,
non ci resta che attendere (speriamo non troppo!) il prossimo libro che so già
sarà altrettanto affascinante e ricco di nuove coinvolgenti emozioni.
“Libera scosse il capo,
infastidita. Era davvero troppa la confusione che regnava nella sua testa e nel
suo cuore e mai, come in quel momento, avrebbe avuto bisogno di un vero amico
con cui aprirsi, ma le persone di cui si fidava erano tutte, chi più chi meno,
coinvolte nei suoi conflitti e nonno Spartaco, l’unico che avrebbe saputo
ascoltarla senza giudicarla, non c’era più.”
Quando Katy occupa il
centro della pista da ballo tutti la guardano e rimangono ammaliati dai
movimenti sinuosi del suo corpo mentre si esibisce in un appassionante tango,
ogni volta con differenti ballerini.
La balera dell’Ortica, nella periferia di
Milano, è piena di gente quella sera di agosto, non appena la musica si ferma
lei fugge e la stessa notte un giovane e molesto uomo, ex della ballerina,
viene ritrovato morto, ucciso da un colpo di pistola. È stata forse la donna ad
ammazzarlo, stanca dei pedinamenti, o qualche altra spasimante? La polizia
arresta il maggiordomo di una ricca signora, un uomo taciturno nella cui agenda
vengono trovate delle foto di Katy, ma qualcosa non torna e serviranno le abilità
delle Miss Marple del Giambellino per svelare il mistero e scagionare
l’innocente. Contemporaneamente si intrecciano al delitto dei fatti irrisolti
nel tempo e un mistero di famiglia mai sondato fino in fondo.
“Ultimo tango all’Ortica”
(Sonzogno, maggio 2019) è il quarto volume che vede protagoniste le
investigatrici milanesi e benché vi sia un filo conduttore ad unirli possono
tranquillamente essere letti in autonomia.
Libera e Iole, figlia e
madre, sono ancora una volta le protagoniste indiscusse, insieme a Vittoria, un
po’ più in disparte, ma non meno importante, da quando l’omicidio del padre è
stato risolto.
Il presunto colpevole
dell’omicidio sul quale indagano è una cara amica di famiglia, coetanea di
Iole, e questo le fa sentire ancora più coinvolte. Le loro tecniche
nell’indagare si sono fatte più precise e la loro stravaganza le rende
spassosissime.
Libera continua a
svolgere la professione di fioraia, confezionando bellissimi bouquet
Rosa Teruzzi
oramai
famosi ovunque, e Iole non abbandona la sua indole da figlia dei fiori tra sedute di yoga improvvisate e furtivi incontri
con spasimanti di volta in volta differenti.
La fioraia non perde il
suo romanticismo e la sua immagine di donna innamorata, delusa dall’uomo che
credeva avrebbe potuto accompagnarla negli anni a venire, è più bella che mai. Finalmente
si sente donna e rivendica il suo essere capace di prendere decisioni senza
interferenze esterne.
“Gabriele, l’unico uomo
che in tutti quegli anni avesse mai davvero desiderato, era lì, seduto al suo
fianco, e solo sfiorarlo le metteva i brividi. Era lì, ma non poteva più essere
suo. E allora come era possibile che lei si sentisse al contempo devastata e
quasi sollevata? La paura della sofferenza che può derivare dall’amore era più
forte, per lei, del piacere che l’amore porta?”
Ogni libro è un crescendo
e ogni indagine è coinvolgente e intrigante.
Rosa Teruzzi ci regala
una nuova avventura in una Milano frenetica, romantica ed inedita fatta di
libri, di fiori, di gente, di splendidi caselli ferroviari ristrutturati, e di verità
nascoste e di donne.
Sì, perché le donne sono
le vere protagoniste di questo libro, con la loro forza, la loro debolezza e il
diritto di essere rispettate indipendentemente da luoghi comuni maschilisti o da stupidi pregiudizi privi di fondamento.
Le poco più di
centoquaranta pagine scorrono velocemente e ora non ci resta che attendere la
prossima indagine!
“Il pugno gli partì
istintivamente. Prese Fiorella in pieno viso, sulla bocca. Per il contraccolpo,
lei cadde all’indietro, batté il capo contro uno spigolo del tavolo di rovere e
rovinò a terra, tirandosi addosso la tovaglia e il piattino con le fette di mela
pronte per il pappagallo. Non era morta, pensò l’uomo guardandole il petto, che
si alzava e si abbassava affannosamente mentre cercava di dire qualcosa. Non
era morta, ma una macchia scura le si stava allargando sotto la tempia.”
Il tempo non è dei migliori
a Milano, il cielo è grigio e il rumore della pioggia battente avvolge tutto.
L’umore di Libera non è differente e la sua inquietudine per la relazione con
Gabriele, che aspetta un figlio da un’altra donna, non è semplice da scacciare.
Ma c’è qualcosa di più urgente: la figlia Vittoria esce ogni sera senza dire
dove va e quando madre e nonna, le Miss Marple del Giambellino, scoprono gli
appostamenti per scagionare il padre del compagno, decidono di ritornare in
pista e indagare, ancora una volta, con l’aiuto del Dog e della fedele Irene. Armando
Belardinelli è stato accusato di omicidio volontario nei confronti di una nota
ricettatrice, tutti gli indizi sembrano contro di lui ma qualcosa non torna.
Sarà necessario scavare nel passato e dare ascolto ad un protagonista insolito,
un pappagallo che potrebbe aver sentito, e ripetuto, qualcosa che non doveva.
Nel frattempo, Libera
tenta di sistemare almeno la sua situazione sentimentale ma ricompare anche
Furio, sempre così appassionato, che forse non si è ancora rassegnato alla
scelta dell’affascinante amica.
“Il valzer dei traditori”
(Sonzogno, maggio 2023) è il nuovo capitolo delle vicende delle ormai mitiche
Libera e Iole (la madre ultrasessantenne dallo stile hippy): difficile non
affezionarsi a loro due, così diverse ma accomunate dal desiderio di aiutare
gli altri e darsi sempre da fare.
I misteri non mancano neppure
stavolta così come i fiori (Libera è una fioraia e non ha mai interrotto tale
lavoro) con i loro colori e il linguaggio differente e adattabile ad ogni
situazione. Non manca neppure l’amore, quello di Libera, che forse comincia a
rendersi conto di piccoli dettagli della sua relazione così passionale che non
le vanno a genio, quello di Vittoria, sempre così riservata e quelli di Iole,
che forse stavolta frequenta un uomo diverso dal solito.
“Nonostante la doccia
appena fatta, anche Libera si sentiva ancora addosso il profumo di mela verde
di Gabriele. Non succede mai che un libro, se è buono, non abbia una
suggestione da darci. Basta saperla cogliere. E fu pensando a questo che
finalmente, verso le quattro del mattino, si addormentò.”
Un altro bellissimo
giallo milanese nel quale immergersi per indagare con le protagoniste, sognare
con loro, vivere le loro incertezze e felicità di donne forti e sensibili,
sempre in bilico tra sentimenti contrastanti e scelte non semplici. Proprio
come noi lettrici.
“Alla fine, Libera sbucò
in piazza Dumo. Il sole non era ancora sorto, ma già decine di persone la
stavano attraversando come formiche operaie indaffarate, gettando solo uno
sguardo di sfuggita alla mole imponente della Galleria e alle guglie della
cattedrale. Come ogni volta che le ammirava, Libera sentì che il cuore le si
gonfiava per il senso di amore e appartenenza. Ogni miracolo era possibile in
una città come questa.”
Libera, la fioraia del
Giambellino i cui bouquet si dice portino fortuna, è in piena crisi
esistenziale. Il lavoro non manca ma da quando quel biglietto ingiallito è
stato ritrovato nella tasca di quella vecchia camicia a quadri nulla è come
prima e anche quelle poche certezze acquisite nel tempo sono svanite.
Si
potrebbe dimenticare tutto e cominciare una nuova vita ma Libera ha bisogno di
fare chiarezza per provare a ritrovare la serenità e poi come dire di no alla
sua voglia, e a quella della madre Iole, di investigare? Le due detective da
Milano viaggeranno fino alla Calabria tra misteri, luoghi magici e… amore.
Per la terza volta
Libera, Iole e Vittoria tornano tra le mani (e dentro le menti) dei lettori e
sebbene si tratti del terzo capitolo (dopo “La sposa scomparsa” e “La fioraia
del Giambellino”, entrambi per Sonzogno) potrebbe tranquillamente essere letto
autonomamente.
La stessa indipendenza
insita nelle persone delle tre protagoniste, tre donne tanto diverse tra loro,
tre generazioni differenti, ma al contempo molto simili.
“Non si uccide per amore”
(Sonzogno, marzo 2018) di Rosa Teruzzi è forse tra i tre libri quello più sentito, più intimo,
nel quale la protagonista indiscussa è Libera, quasi cinquantenne, rimasta
vedova troppo giovane, alle prese con una madre figlia dei fiori e una figlia, Vittoria, che non le parla, quasi volesse
attribuirle colpe immeritate.
Rosa Teruzzi
Una donna affascinante, amante dei fiori e della
lettura, le cui passioni non si sono mai esaurite ma la cui educazione la porta
troppo spesso a chiudersi in se stessa e reprimere le proprie emozioni. Libera
ama la bellezza, gode di ogni particolare della natura e della sua città,
Milano, con scenari inediti, con la vista delle zone periferiche e ancora una
volta con il fascino del casello ferroviario ora divenuto abitazione delle tre
donne.
“Era proprio quello che
ci voleva. La bellezza, per Libera, rappresentava l’antidoto perfetto alle
asperità della vita e al suo gusto amaro.”
Oltre a ciò non mancano
le risate: le parti più investigative del romanzo sono intriganti e divertenti,
come potrebbe non esserlo con una vecchietta come Iole che si inventa di tutto
pur di apparire giovanile e far colpo sugli uomini? Libera non può fare altro
che lasciarsi trascinare e anche il viaggio in Calabria, per quanto doloroso,
diventa una bellissima avventura che le porterà in posti magici e forse persino
tra le braccia dell’amore.
Un romanzo da divorare,
con un finale davvero inaspettato, che fa sperare in un graditissimo prosieguo.
“Fino al giorno in cui mi minacciarono di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura: si ama, forse, il proprio respiro?” (Harper Lee)
Tempo di libri, la prima
edizione della fiera dell’editoria svoltasi dal 19 al 23 aprile 2017 alla fiera
di Milano Rho si è conclusa, ma cosa ne resta ora? Solamente polemiche, aspre e
non sempre motivate, o possiamo parlarne anche in positivo? Innanzitutto va ricordato
che quella di Milano è stata la fiera dell’editoria mentre a Torino si svolge
annualmente il Salone del Libro, due cose diverse, per quanto strettamente
collegate e con entrambe protagonisti i libri e i loro autori (e naturalmente
le relative case editrici), e voglio precisare che la mia esperienza è relativa
alla giornata di sabato 22 aprile, una delle due giornate con maggiore
affluenza di pubblico.
Tempo di Libri
Ciò che ho visto, in
quanto possessore di Press Pass, è che all'entrata (avvenuta in anticipo
rispetto agli altri) non c’era il minimo controllo, se non quello relativo al
pass, e una volta dentro i padiglioni sarebbe potuto accadere di tutto. C’erano
poliziotti che giravano ma sarebbe stato possibile introdurre qualunque cosa.
Vuoi che i terroristi si siano accorti della fiera dell’editoria? – direte voi.
E in effetti no, non lo credo, ma oggi come oggi non si sa mai.
A parte questo la
giornata è stata fitta di eventi, dalle ore 10:30 fino alle 19:30, circa un
centinaio, con l’imbarazzo della scelta per i lettori di ogni età, e divisi tra
le varie sale dei padiglioni 2 e 4, e i fuori
fiera. Le sale erano piene per ogni scrittore ma nonostante ciò la gente in
giro non è che fosse poi tanta.
L’Ufficio Stampa di Tempo
di Libri ha infatti ieri indicato che chiude
con 60.796 presenze in Fiera, cui se ne aggiungono 12.133 nelle 100 sedi del
Fuori Fiera. […] Il mondo delle storie attraversate dall’alfabeto si è dipanato
su 35mila mq e ha visto la partecipazione di 552 editori, grazie ai quali
personaggi, racconti, testimonianze e voci si sono distribuiti in 720 eventi
con 2.000 ospiti in Fiera e oltre 100 appuntamenti Fuori Tempo di Libri, tra
Milano, Rho, Sesto San Giovanni e Monza.
C’è chi dice si tratti di
dati falsati, altri se la ridono ricordando che i numeri del Salone del Libro
di Torino sono di oltre il doppio, altri ancora la rigirano sulla questione
politica.
Va anche ricordato che
protagonista della fiera è stato anche il MIRC (Milan International Rights
Center) che ha visto oltre 500
partecipanti, da 34 Paesi, e più di 6.500 appuntamenti. Significa nuove
traduzioni, nuovi scambi editoriali che porteranno gli scrittori italiani all'estero
e altri dall'estero in Italia.
Tempo di Libri, Il GGG
Diciamolo, il periodo
della manifestazione non è stato dei migliori, pochi giorni dopo la Pasqua e a
cavallo del ponte del 25 aprile.
Anche l’organizzazione degli eventi non è
stata delle migliori. È innegabile che non si sia trattato di un lavoro semplice
ma i tempi tra un incontro e l’altro sono stati troppo stretti, tanto da
ritrovarsi a dover interrompere a metà interessanti discussioni con personaggi
del mondo della cultura che non si incontrano ogni giorno e togliendo tempo al
pubblico che avrebbe amato poter fare domande allo scrittore/ice preferito/a.
E sì, la Mondadori (che
oggi è un gruppo che racchiude buona parte delle case editrici più note
italiane) ha senza dubbio predominato su tutto, ma si tratta pur sempre del
gruppo editoriale milanese per eccellenza e non ci si poteva aspettare
diversamente.
Ma questi particolari
sono davvero importanti? Vogliamo parlare del piacere provato dai lettori (i
veri protagonisti, purtroppo ancora in numero troppo basso in Italia) nell’incontrare
scrittori e personaggi del panorama culturale internazionale in ogni angolo
della fiera? Da Peppe Vessicchio a Francesco Piccolo, da Fabio Genovesi a Abraham
Yehoshua, e poi Luca Bianchini, Licia Troisi, Bertil Marklund, Michela Murgia,
La Pina, Giuseppe Lupo, Alan Friedman, Gigi Marzullo, Mauro Corona e Luigi Maieron, Jamie
McGuire, Geronimo Stilton e tanti altri!
Sarebbe stato bello
seguire ogni singolo incontro ma non è stato possibile, logisticamente
parlando.
Ecco però i tre che ho
seguito per intero e che non potevo perdermi!
L'importanza delle favole
oggi - Chiara Gamberale e Luis Sepúlveda con Pietro Cheli (Sala Tahoma, ore
10:30)
Poter vedere e ascoltare Luis
Sepúlveda, e da così vicino, è stato davvero emozionante. La semplicità è ciò
che colpisce da subito dell’autore cileno (oggi residente in Spagna) che nonostante
i milioni di copie vendute in tutto il mondo ha continuato a rimanere fedele a sé
stesso e alle sue origini. Sepúlveda ha raccontato la nascita del suo “Storia
di una lumaca che scoprì l'importanza di essere lenta” (Guanda, 2013) accentuando
l’eccessiva importanza che tendiamo ad attribuire alla velocità.
Luis Sepúlveda
<< Possiamo acquistare
una Lamborghini che va a 300 l’ora ma cosa ce ne facciamo se nessuna strada
europea permette di andare a questa velocità? >>
Più importante, sempre per
Sepúlveda, è invece comprendere la
diversità perché il vero protagonista
delle favole è la solidarietà, un valore universale ce non ha corporeità ma che
è sempre presente.
Chiara Gamberale ha poi
proseguito affermando che oggi non c’è
più tempo per annoiarsi, dalla noia, dal tempo libero, persino dai cartoni
animati, nascevano nuove storie. Il suo ultimo libro, “Qualcosa” (Longanesi,
2017) è una favola dedicata al non fare qualcosa di importante, al rischio che
corriamo di subire la vita senza viverla.
Nella parte finale dell’incontro,
su suggerimento del giornalista e scrittore Pietro Cheli, Sepúlveda e la
Gamberale hanno inventato una favola, un momento davvero bello e unico,
soprattutto per Lorenzo, un bambino seduto in prima fila che ne è divenuto il
protagonista inconsapevole.
I milanesi uccidono il sabato
- Rosa Teruzzi, Stefano Jacini, Biagio Goldstein Bolocan, Lorenzo Beccati e
Luca Crovi (Sala Gotham, ore 13:30)
I cinque scrittori
milanesi hanno raccontato i loro ultimi libri, tutti di ambientazione noir:
Rosa Teruzzi con “La sposa scomparsa” (Sonzogno), Stefano Jacini con “L’invidia
degli dèi” (Bompiani), Biagio Goldstein con “Il traduttore” (Feltrinelli),
Lorenzo Beccati con “Aenigma” (Nord) e Luca Crovi con “Noir. Istruzioni per
l’uso” (Garzanti).
La discussione è partita dalla
ragione che ha portato loro ad amare il giallo come genere letterario e di
quanto, per alcuni di essi, sia importante inserire un po’ di fantasia tra uno
spezzone e l’altro di realtà, Jacini in particolare lo ha affermato in
contrapposizione al rischio di cadere nel
verismo troppo spiccato.
Rosa Teruzzi, Lorenzo Beccati, Stefano Jacini
Goldstein ha inserito nel
suo libro anche un po’ della Milano calcistica, inserendo un protagonista
imponente, sia fisicamente che in quanto a carattere, ricordando che la
scrittura permette di immaginare l’invisibile o di ricostruire ciò che ormai è stato
distrutto.
Beccati ha narrato il suo
romanzo ambientato proprio nella sua banca e nato da una vicenda che vide la
nonna protagonista, truffata da due loschi figuri con una sorta di
inconsapevole ipnosi che la portò a consegnare ai due tutta la sua pensione in
cambio di un orologio farlocco.
Rosa Teruzzi ha invece
raccontato di come si sia divertita a mettere insieme tre donne nel suo “La
sposa scomparsa”, introducendo così quella parte della sua famiglia composta da
due sorelle, sua madre e una cagnolina, come volendo sperimentare cosa potesse
accadere nel farle incontrare – scontrare mettendole tutte e tre di fronte ad
un non semplice caso di cronaca da risolvere.
Interessante poi scoprire che l’affascinante
casello ferroviario del romanzo esiste realmente a Milano e che Rosa Teruzzi,
con la creazione di quattro associazioni di quartiere, stiano tentando di
riqualificarlo così da farlo diventare un luogo in cui leggere ed incontrarsi.
La verità è quasi sempre
una storia raccontata a metà - Sara Rattaro e Annarita Briganti (Sala Arial,
ore 16:30)
A questo incontro è stata
assegnata la J di Jane Austen e in effetti quale lettera migliore per un’autrice
che come la Austen si diletta a scandagliare l’animo umano, femminile in
particolare?
Sara Rattaro
In compagnia della
scrittrice Annarita Briganti, Sara Rattaro ha introdotto il suo “L’amore
addosso” (Sperling & Kupfer) e per i presenti in sala è stato come rivivere
la storia di Giulia, la protagonista, e delle sue mille insicurezze.
Quelle indecisioni
e incertezze che la stessa autrice, così come tutti noi, viviamo
quotidianamente.
<< Sono un’autrice
rivolta ai lettori. >>
Si è parlato poi dell’attualità
della sua storia, della difficoltà nelle relazioni, dello scalpore che può
suscitare ciò che non si sa, portando talvolta a conseguenze imprevedibili, e anche di maternità. La Rattaro, nonostante sia
madre, o forse proprio n ragione di ciò, è fermamente convinta che si possa
essere felici anche senza figli, fonte di gioia e occasioni uniche ma anche
di infinite preoccupazioni.
Potrei continuare per pagine e pagine perché
ci sarebbe ancora tanto da dire sugli stand, sull'infinità di libri presenti in
ogni angolo della fiera, sulle bloggers che giravano per i padiglioni, sull'atmosfera
gioiosa e rivolta alla cultura che si respirava ovunque.
A maggio ci sarà il
Salone del libro di Torino ma è già stata annunciata la seconda edizione di
Tempo di Libri, della quale tra un mese circa verrà comunicata la data.
Perché polemizzare tanto
quando si parla di cultura? Chi di voi c’era? Anche la vostra è stata un’esperienza
positiva? Mi piacerebbe poter avere le vostre opinioni, che ci foste o meno!
ANTEPRIME!
Segnatevi queste date:
18 maggio 2017: in uscita
sempre per la Sonzogno il seguito de “La sposa scomparsa” di Rosa Teruzzi che
pare stia già lavorando al terzo capitolo!
5 settembre 2017: è la
data ufficiale di uscita del nuovo atteso libro di Fabio Genovesi! Tutto il
resto è top secret ma uscirà per Mondadori e Carlo Carabba, attuale responsabile
della narrativa italiana della casa editrice, ne sarebbe rimasto incantato.
“Leggere è andare
incontro a qualcosa che sta per essere e ancora nessuno sa cosa sarà.” (Italo
Calvino)
Terzo capitolo dei
suggerimenti libreschi! Stavolta parliamo di lettori che amano le emozioni forti e
che sono perciò maggiormente indirizzati verso gialli e storie ricche di colpi
di scena.
Mi sono fermata a dieci libri (e anhe stavolta non si tratta di una classifica) ma avrei potuto proseguire oltre. Si
tratta di pubblicazioni dell’anno che sta per trascorrere e troverete sia case
editrici note che altre di recente genesi e persino autopubblicazioni di autori
esordenti (o quasi) che meritano di essere letti tanto quanto gli altri.
Tra
questi uno è al momento in vendita solamente in formato digitale ma nessun
problema, lasciate sotto l’albero una bella gift card e acquistare e-books sarà
semplicissimo.
I brividi non
mancheranno, perciò copritevi bene e non dimenticate di regalare tanti libri a
tutti, piccoli e grandi! Perché un libro è per sempre!
Eisenberg, Andreas Foehr
EISENBERG di Andreas Föhr
TRAMA: Una giovane
studentessa viene trovata morta in un parco di Monaco. È subito evidente che si
tratta di omicidio e le modalità di operare dell’assassino sono terribili.
Gli indizi ricadono subito su di un
senzatetto che girava da quelle parti. A difenderlo l’avvocato, Rachel
Eisenberg, tra i più ricercati del momento, e sua ex. L’accusato Heiko Gerlach,
era infatti un astrofisico tra i più noti a livello mondiale: come è potuto
finire a vivere in strada? Ed è davvero lui lo psicopatico omicida?
TRAMA: Lo sceriffo detective
della Louisiana Dave Robicheaux e il suo amico di lunga data e socio Clete
Purcel sono in viaggio nello spettacolare Montana, quando una serie di eventi
sospetti li porta a credere che la loro vita e quella delle loro famiglie, siano
in pericolo. In contrasto con la tranquilla bellezza del Flathead Lakem, i
rilassanti larici e abeti, le luci estive e colorate della terra dei ranch, una
presenza velenosa si nasconde nelle grotte tra le colline, intenta a
distruggere vite innocenti. Avvincente e imprevedibile.
TRAMA: Silvio la ha ammazzata
e ora non sa cosa fare, così chiama Carlo, l’amico di una vita e gli chiede
aiuto per nascondere quel cadavere. Carlo è spaventato, nessuno se la sente di
dargli una mano e quando qualcuno si mostra disponibile ha paura perché non sa
se fidarsi o meno. E se lo tradissero e venisse incolpato dell’omicidio al
posto dell’amico? E se le cose non fossero come presentate in un primo momento?
Nulla è come sembra mai.
TRAMA: Danimarca. Louise
Rick, a capo del Servizio Investigativo Speciale, è stata chiamata ad occuparsi
del ritrovamento di una donna morta ritrovata nei boschi non lontani da
Roskilde e deve farlo con il collega Eik Nordstrøm, un tipo molto particolare. La perizia dell’anatomopatologo ha
rilevato che avrebbe avuto un rapporto sessuale prima di morire ma tutto fa
pensare che lei conoscesse l’assassino. Ma chi è questa donna?
Nessuno ne ha denunciato la scomparsa e
l’unica soluzione sembra quella di pubblicarne la foto con la speranza che
qualcuno la riconosca. E cosa c’entra quell'ospedale psichiatrico?
TRAMA: Un casello ferroviario
divenuto casa. Tre donne sempre alla ricerca di qualcosa. Libera, Vittoria e
Iole, madre, figlia e nonna. Ancora una volta si fanno coinvolgere in un
giallo, quello di una giovane ragazza che sta per sposarsi e che non ha mai
conosciuto il padre. In una inedita Milano tutta da scoprire le tre donne trascinano
i lettori tra indagini e questioni di cuore mai sopite. Coinvolgente, tra
incertezze, sogni, fiori e amori pericolosi.
TRAMA: Marcelo è un ragazzo
di origine italiana che trascorre le sue giornate tra l’officina e i concerti
nei locali di Barcellona insieme agli amici. Sono tutti molto uniti e quando
improvvisamente Miguel viene assassinato la sua vita viene sconvolta. Quasi
contemporaneamente viene anche travolto dall’amore e dalla passione per Isabel
ma prima di poter costruire un futuro insieme sarà necessario risolvere il
mistero legato alla morte dell’amico e tutte quelle situazioni che si
accumulano creando quel caos così evocativo che ritroviamo nel titolo.
TRAMA: Rubino Traverso si è
appena trasferito, con moglie e figlia, a Val Salice, piccolo paese ligure alle
pendici della montagna. Giornalista di professione scopre che il paesino
rischiò di bruciare a causa di un brutto incendio nel quale morirono il
sindaco, la moglie e il figlio. Non ci sarebbe nulla di strano se la gente non
parlasse di un certo Florian Chevalier, detto l’usignolo, che parrebbe essere
il colpevole di questo storia. Un thriller ricco di suspense.
TRAMA: Era il 1717 quando la
povera Katherine venne accusata di stregoneria e bruciata viva sul rogo. Nulla
poté far cambiare idea a quei bifolchi per i quali fu sufficiente vedere i
capelli rossi, gli occhi azzurri, quel neo vicino all'occhio sinistro e la sua
conoscenza delle erbe per decretare la sentenza definitiva. Alcuni millenni
dopo, nel 2017, una ragazza di nome Kassy, che vive nella stessa cittadina
della disgraziata, oggi chiamata, in suo onore, Katherines’ City, si ritrova
improvvisamente nei panni della strega e gli eventi precipiteranno ben presto.
ASSALTO A VILLA DEL
LIETO TRAMONTO di Minna Lindgren
TRAMA: è il terzo capitolo
della trilogia di Minna Lindgren (ma può essere letto senza i due precedenti) e
vede protagoniste tre ultranovantenni di Helsinki che insegnano che anche oltre
una certa età ci si può divertire e che nulla ha davvero fine se non per nostro
volere. Vivono in una casa di riposo ma le persone sono state sostituite da
computer e robot che si occupano di tutto. C’è qualcosa di strano al riguardo e
le tre amiche si trasformano ancora una volta in investigatrici provette che
faranno divertire, riflettere e commuovere i lettori.
TRAMA: Tutto inizia con
Faith, una sedicenne finita a Londra con la madre in attesa di una bambina,
dopo l’ennesimo trasloco. Ma tutto ad un tratto lei non l’ascolta più, la
ignora completamente, come se fosse diventata invisibile. È l’inizio di un
incubo, nessuno la vede né si ricorda di lei. La stessa madre parla con gli
altri come se la figlia non fosse mai esistita. Un’avventura paradossale e
ricca di colpi di scena che fa emergere la paura di rimanere soli, di essere
dimenticati.