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mercoledì 15 luglio 2020

“La memoria del lago” di Rosa Teruzzi: un mistero alla scoperta delle origini delle Miss Marple del Giambellino

Copertina La memoria del lago di Rosa Teruzzi
La memoria del lago, Rosa Teruzzi

“Se le parole degli amanti non sono scritte nel vento e nell'acqua che scorre, come sosteneva Catullo, forse Gabriele sarebbe riuscito a mantenere le sue promesse.”

Rosa Teruzzi è tornata e il periodo non poteva essere migliore. Dopo la tensione dei primi mesi di questo duemilaventi avere tra le mani un libro che permette di sognare e immergersi in una nuova indagine è davvero un piacere.

“La memoria del lago” (Sonzogno, maggio 2020) è il quinto capitolo della serie de I delitti del casello ma come gli altri può essere letto in modo indipendente.

Libera e sua madre sono tornate e stavolta si devono occupare di questioni di famiglia mentre la figlia Vittoria parte per una vacanza con il fidanzato che madre e nonna sperano di poter conoscere presto meglio. 

Le Miss Marple del Giambellino amano indagare e nonostante i giornali parlino dei misteriosi rapinatori mascherati la voglia di scoprire ciò che realmente accadde alla madre di Iole, la ultrasessantenne eccentrica appassionata di yoga e amore libero che vive insieme alla figlia Libera, la ormai famosa fioraia del Giambellino.

Cosa ci faceva Ribella in quel bosco tutta sola con una bambina piccola che la aspettava a casa? E perché nonno Spartaco non ha mai voluto raccontare altro su questa storia? Voleva mantenere un segreto o semplicemente non era a conoscenza nemmeno lui della verità?

Un’altra bellissima storia che ci porta stavolta sul lago di Como, più precisamente a Colico, in provincia di Lecco. È qui che si è conclusa la vita della povera Ribella, tanti giravano attorno a lei e forse non tutti con intenzioni benigne.

Ma è bello poi ritrovare (o incontrare per la prima volta) Libera, così bella ma sempre così tormentata dal suo passato e dal presente che fatica a decifrare. Per chi già lo conosce sappiate che Gabriele ricomparirà e… leggete per saperne di più!!

Riecco anche il Dog e la Smilza, sempre pronti a buttarsi in nuovi casi e abilissime nel ricavarne il meglio ai fini del loro quotidiano.

Foto Rosa Teruzzi
Rosa Teruzzi

“Allora non si era sbagliata. Per qualche ragione che in quel momento ancora le sfuggiva, il Dog era rimasto affascinato dalla storia di Ribella. Magari soltanto perché rappresentava un enigma e quindi una sfida alla sua intelligenza. E infatti il capocronista aveva subito dato prova delle sue capacità: gli erano bastate meno di tre ore per avviare le ricerche. Aveva scoperto, per esempio, che il prete della denuncia, don Carolino, era ancora vivo, e dopo la pensione si era ritirato nella casa di famiglia, a Laghetto.”

Con “La memoria del lago” si ride, ci si innamora, si respirano libertà e nostalgia, si sentono i profumi dei fiori più belli (quelli utilizzati da Libera per le creazioni dei suoi famosissimi e originali bouquets) e si ammirano ineguagliabili scorci sul lago.

Un viaggio verso le origini che ci permettono di conoscere una Iole sempre stravagante ma molto più riflessiva. Una storia che fa riflettere sull'importanza del passato per il nostro presente.

Una nuova avventura al femminile della scrittrice ed esperta di cronaca nera Rosa Teruzzi il cui capolinea è ancora una volta quello splendido casello milanese restaurato e sempre luogo di emozioni, dubbi e passioni senza tempo.

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venerdì 8 settembre 2023

“Il valzer dei traditori” di Rosa Teruzzi: morte e mistero a Milano tra le inquietudini e i timori del cuore

Il valzer dei traditori, Rosa Teruzzi

“Il pugno gli partì istintivamente. Prese Fiorella in pieno viso, sulla bocca. Per il contraccolpo, lei cadde all’indietro, batté il capo contro uno spigolo del tavolo di rovere e rovinò a terra, tirandosi addosso la tovaglia e il piattino con le fette di mela pronte per il pappagallo. Non era morta, pensò l’uomo guardandole il petto, che si alzava e si abbassava affannosamente mentre cercava di dire qualcosa. Non era morta, ma una macchia scura le si stava allargando sotto la tempia.”

Il tempo non è dei migliori a Milano, il cielo è grigio e il rumore della pioggia battente avvolge tutto. L’umore di Libera non è differente e la sua inquietudine per la relazione con Gabriele, che aspetta un figlio da un’altra donna, non è semplice da scacciare. 

Ma c’è qualcosa di più urgente: la figlia Vittoria esce ogni sera senza dire dove va e quando madre e nonna, le Miss Marple del Giambellino, scoprono gli appostamenti per scagionare il padre del compagno, decidono di ritornare in pista e indagare, ancora una volta, con l’aiuto del Dog e della fedele Irene. Armando Belardinelli è stato accusato di omicidio volontario nei confronti di una nota ricettatrice, tutti gli indizi sembrano contro di lui ma qualcosa non torna. Sarà necessario scavare nel passato e dare ascolto ad un protagonista insolito, un pappagallo che potrebbe aver sentito, e ripetuto, qualcosa che non doveva.

Nel frattempo, Libera tenta di sistemare almeno la sua situazione sentimentale ma ricompare anche Furio, sempre così appassionato, che forse non si è ancora rassegnato alla scelta dell’affascinante amica.

“Il valzer dei traditori” (Sonzogno, maggio 2023) è il nuovo capitolo delle vicende delle ormai mitiche Libera e Iole (la madre ultrasessantenne dallo stile hippy): difficile non affezionarsi a loro due, così diverse ma accomunate dal desiderio di aiutare gli altri e darsi sempre da fare.

Rosa Teruzzi
L’autrice, Rosa Teruzzi (esperta di cronaca nera, caporedattrice della trasmissione di Rete 4 Quarto grado) vive e lavora tra Milano e Colico, sul lago di Como e ha precedentemente pubblicato per Sonzogno “La sposa scomparsa" (2016), “La fioraia del Giambellino” (2017), “Non si uccide per amore” (2018), “Ultimo tango all’Ortica” (2019), “La memoria del lago” (2020), “Ombre sul Naviglio” (2021) e "Gli amanti di Brera". E proprio come Libera e Iole vive in un casello ferroviario nel quale scrive anche i suoi libri.

I misteri non mancano neppure stavolta così come i fiori (Libera è una fioraia e non ha mai interrotto tale lavoro) con i loro colori e il linguaggio differente e adattabile ad ogni situazione. Non manca neppure l’amore, quello di Libera, che forse comincia a rendersi conto di piccoli dettagli della sua relazione così passionale che non le vanno a genio, quello di Vittoria, sempre così riservata e quelli di Iole, che forse stavolta frequenta un uomo diverso dal solito.

“Nonostante la doccia appena fatta, anche Libera si sentiva ancora addosso il profumo di mela verde di Gabriele. Non succede mai che un libro, se è buono, non abbia una suggestione da darci. Basta saperla cogliere. E fu pensando a questo che finalmente, verso le quattro del mattino, si addormentò.”

Un altro bellissimo giallo milanese nel quale immergersi per indagare con le protagoniste, sognare con loro, vivere le loro incertezze e felicità di donne forti e sensibili, sempre in bilico tra sentimenti contrastanti e scelte non semplici. Proprio come noi lettrici.

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venerdì 11 dicembre 2020

“La donna degli alberi” di Lorenzo Marone: un viaggio intimo nella natura tra le ferite dell’umanità

La donna degli alberi, Lorenzo Marone

“Lascio il mondo dei vincenti, di quelli che si sentono tali, il frastuono dei loro bolidi, la televisione dell’apparire, le cartacce per terra, l’auto davanti alla discesa dei disabili, il menefreghismo diffuso. Lascio l’idea che non ci si debba annoiare, e chi non mostra dubbi, chi non ha tempo per salutare, i ripetitori della telefonia mobile sui tetti.”

Lei è una donna come tante, con le sue ferite e le sue storie passate. 

Ha deciso di lasciare la città e andare sui monti per stare nella baita del padre dove i ricordi dell’infanzia sono rimasti al riparo. 

La montagna non è semplice e le stagioni si alternano con i loro pro e i loro contro. La vera padrona è la natura ed è da questa che si lascia trasportare e trascinare, i suoi ritmi la cullano e la riportano violentemente alla realtà, verso un’introspezione che lei non aveva mai avuto il coraggio di affrontare prima. 

La montagna le ricorda che la fuga non è mai la scelta giusta ma oltre alla durezza le dona anche dolcezza con lo Straniero, che vuole piantare nuovi abeti sul versante nord, con la Guaritrice, muta dalla nascita, con la Rossa, che gestisce la locanda del paese e con la Benefattrice che le rifocilla corpo e anima.

Le vere protagoniste di questa storia sono le donne in tutte le loro sfaccettature, donne consapevoli delle leggi della natura che si capiscono senza necessità di troppe parole. Di nessuno di loro conosciamo il nome ma non è questo ciò che conta, non sono i nomi, non è l’apparenza ma solo i fatti e il proprio vissuto.

“La donna degli alberi” (Feltrinelli, novembre 2020) è l’ultimo romanzo di Lorenzo Marone che ci ha abituato ormai da tempo alle emozioni forti.

Il periodo di incertezza nel quale stiamo vivendo ci avvicina ancora di più a questa storia, chi di noi non vorrebbe allontanarsi da tutto e tutto per ritrovarsi e trovare un punto di contatto con l’universo?

L’inverno nella montagna è il periodo buio della donna, quello più difficile per chiunque abbia una consapevolezza di sé e del mondo attorno.

“A volte l’equilibrio si rompe e nasce una stella.”
Lorenzo Marone

Il contatto con la natura è diventato ancora più importante ma generare un rispetto per essa non è cosa semplice. La donna lo impara a proprie spese e ne uscirà prima ferita e poi rafforzata per la vita presente e futura.

La solitudine le diventa amica ma alla fine la felicità è la meta, così come lo è per tutti noi.

“Mi sono separata dal lago attenta stavolta a non lasciare parte di me, se non le poche impronte che domani, o dopo, la notte cancellerà. Per ricordarmi che non siamo niente. E aiutarmi così a dare più valore a tutto.”

Le piante, gli animali, il verso di quel gufo sotto il pergolato della baia, la vicinanza del cane, la volpe che la scruta, ognuno di loro ha un’anima delicata da preservare.

“La donna degli alberi” è un cammino non semplice tra i monti, in mezzo ai boschi, alla ricerca di un qualcosa non semplice da codificare. 

È un Lorenzo Marone nuovo, differente da quello conosciuto nei precedenti romanzi, molto intimo, proiettato verso il femminile e verso ciò che è pura introspezione.

“Il Natale è un incontro con la memoria, ci porta a casa, inevitabilmente.”

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venerdì 18 giugno 2021

“Ombre sul naviglio” di Rosa Teruzzi: una nuova indagine tra fiori, amori, maschere e verità mai svelate

Ombre sul naviglio, Rosa Teruzzi

 

“Era per questo che lei aveva evitato così a lungo di impegnarsi? Per cercare di tenersi al riparo dalla sofferenza, senza peraltro riuscirci? All’improvviso sentì fortissimo il desiderio di chiamare Furio. Aveva bisogno di una pausa di serenità, di un sorriso. In mezzo a quei pensieri cupi il suo amico cuoco le avrebbe regalato entrambe le cose.”

Siamo al sesto capitolo delle indagini della fioraia del Giambellino. Dopo “La sposa scomparsa” (2016), “La fioraia del Giambellino” (2017), “Non si uccide per amore” (2018), “Ultimo tango all’Ortica” (2019) e “La memoria del lago” (2020), Rosa Teruzzi, esperta di cronaca nera e caporedattrice di Quarto grado, è tornata con l’attesissimo “Ombre sul naviglio” (Sonzogno, 2021).

Chi conosce le investigatrici milanesi sa che i colpi di scena sono sempre dietro l’angolo e che ogni loro azione è mossa dalla passione. Ma ciò che ancora non sapevamo è che il caso del Gatto con gli Stivali (accompagnato dalla Fata Turchina e Zorro) potrebbe nascondere delle verità scottanti e che nessuno avrebbe mai immaginato.

Libera e Iole si muovono tra Milano e l’Emilia Romagna alla ricerca dei misteriosi rapinatori: perché queste maschere da personaggi delle favole e perché i loro obiettivi sono così modesti e fuori dal comune?

Gli indizi da favola potrebbero sfociare in un noir dai risvolti inaspettati ma una cosa è sicura: Libera e Iole con il supporto del Dog e della Smilza riusciranno ad arrivare alla risoluzione del caso, nonostante questo si rivelerà differente dai precedenti e colpevolizzare le persone coinvolte non sarà così semplice.

Per Libera sarà un modo per pensare ad altro, ora che ha scoperto che Gabriele, del quale è da sempre innamorata, si sta per sposare.

Rosa Teruzzi
Come avrete capito in “Ombre sul naviglio” le maschere potrebbero finalmente cadere rivelandoci aspetti delle protagoniste mai rivelati prima. E chissà che non sia la volta buona che Libera si decida a prendere una decisione in amore, smettendo di struggersi per qualcosa che non ha il coraggio di affrontare.

“A soli ventitré anni, la vita di questa ragazza è già un romanzo, pensò Libera. Ma in fondo non lo è quella di ognuno di noi?”

Rosa Teruzzi non delude mai e ancora una volta riesce a coinvolgerci nelle sue storie sempre piene di libri, di fiori, di misteri e di amore.

Bellissimo e commovente l’omaggio al collega giallista milanese Andrea Pinketts, scomparso quasi tre anni fa ma sempre nel cuore di chi lo ha seguito tramite i suoi libri e le sue indagini.

Il bello di questi libri è, tra le altre cose, che possono essere affrontati anche autonomamente, senza aver necessariamente letto i capitoli precedenti.

Vi lascio alla scoperta di “Ombre sul naviglio”, le zone oscure non mancheranno e neppure i momenti nostalgici e quelli esilaranti, e sono certa che al termine non vedrete l’ora, come me, di leggere il continuo!!

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lunedì 16 giugno 2025

“Erin. The Beast Player” di di Nahoko Uehashi: dal Giappone un fantasy che incontra folclore e manga

Erin. The Beast Player, Nahoko Uehashi

“Quel pensiero tornò ad affacciarsi alla sua memoria un giorno alle porte dell’estate mentre, appoggiata al recinto del pascolo, osservava le ōjū. A quel punto, Erin aveva capito cosa non le quadrava nelle bestie reali del rifugio: il loro manto era opaco. Il pelo delle ōjū selvatiche brillava di una luce splendente quando volavano contro il sole del mattino: uno splendore stupefacente, che mancava completamente alle bestie in cattività.”

Si può colmare la distanza che separa gli esseri umani dagli animali? È l’amore a unire tutte le forme di vita, o la paura?

Quando si parla di letteratura giapponese non è mai semplice individuare chi si dedica al genere fantasy. Spesso lo si accosta, per parte della sua produzione letteraria, a Banana Yoshimoto, ma il suo è più un connubio tra onirico e trascendentale.

Nahoko Uehashi, invece, classe 1962, scrittrice e antropologia, è diventata famosa proprio per i suoi romanzi e manga fantasy per ragazzi, tra i quali "Erin. The Beast Player" (Fazi Editore, 2025, traduzione di Roberta Lo Cascio) che ha riscosso notevole successo in patria.

Erin vive insieme alla madre Soyon nel villaggio dei custodi del granducato dell’Aruhan. Quest’ultima ha l’importante responsabilità di prendersi cura dei temibili serpenti d’acqua dell’esercito del granduca, i tōda. Accade però che alcuni esemplari muoiono improvvisamente e Soyon viene condannata a morte per non essersene occupata come avrebbe dovuto. Qualcosa non torna nella morte di quegli animali ma non c’è altro da fare, Erin deve scappare e grazie all’ultimo coraggioso gesto della madre riesce a mettersi in salvo.

Approdata sulla remota costa di un lago nel regno di Ryoza, Erin viene accolta da un vecchio apicoltore che le insegna tutto sulle api e sulle ōjū selvatiche, gigantesche e in apparenza pericolosissime creature alate. Erin è una mezzo sangue ma ha un dono e sarà il primo essere umano a creare, grazie anche alle note di un’arpa, un legame speciale con un cucciolo di ōjū.

Il suo rapporto con questi esseri viventi è unico ma tutto ciò la coinvolge in complotti politici che mettono in pericolo lei, chi le sta intorno e le amate creature alate. Dovrà combattere e farsi valere o tutto ciò che ha costruito nella sua giovane vita verrà distrutto.

Nahoko Uehashi
“Erin. The Beast Player”, dalla copertina davvero bella, è una saga fantasy coinvolgente, che si fonde con il romanzo di formazione, il cui centro è il rapporto tra uomo e animali, la volontà da una parte di lasciare libere le creature che sempre lo sono state e il desiderio umano, dall’altra, di domare tutto ciò che ancora non lo è.

Quasi 450 pagine di scoperta di un mondo fantastico con tanti tratti a noi, purtroppo, noti: dal maltrattamento degli animali al razzismo nei confronti di etnie differenti o di persone dalle origini miste.

“Avevano sempre fatto così da che Erin ne aveva memoria, e fino a quel momento non le era sembrata una cosa degna di nota. Ma quel giorno, immersa nella vasca tiepida delle terme deserte, non poté fare a meno di chiedersi come mai la madre avesse sempre scelto di fare il bagno quando non c’era più nessuno in giro. Era come se loro due fossero in qualche modo separate dagli altri abitanti del villaggio.”

Se siete amanti delle saghe fantasy, del Giappone, del suo aspetto folcloristico, degli animali, delle storie che emozionano, questo è il libro che fa per voi!

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