mercoledì 26 luglio 2017

“Il dolore del tiglio” di Laura Scanu: quando l’amore si trasforma in violenza, sofferenza e morte

Il dolore del tiglio, Laura Scanu
“Le mie gambe flesse una sull’altra, il vestito leggero appiccicato sulla coscia nuda, un rivolo di sangue che mi attraversa il collo e bagna la schiena. Sono una donna piacente, ben curata, i lineamenti mi conferiscono un alone di dolcezza, gli orecchini mi impreziosiscono l’ovale del viso, ma il rossetto, ora sbavato, impronta una smorfia di dolore sul mio volto. Una fessura nel cranio lascia uscire liberi tutti i miei pensieri, anche quelli più intimi; i miei segreti sembrano catapultati fuori con la materia e col sangue depositandosi ovunque. Una nuvola improvvisa oscura il cielo sopra di me: mi sembra quasi di toccarla, la sento leggere, leggera: ha il profumo del tiglio.”
Tre parti, tre diversi livelli di cognizione. Una sola donna ed un solo aguzzino. Questi sono i protagonisti de “Il dolore del tiglio” (David and Matthaus Edizioni, 2016), l’ultima opera di Laura Scanu, scrittrice originaria di Todi oggi cittadina di Magliano Sabina dove insegna.

La conobbi anni fa con “Prima che cali il silenzio” (Laura Capone Editore, 2012), storia di un marito, di un padre, di un pedofilo. Uno scritto forte, dall'intento divulgativo, che ha girato mezza Italia. 

La stessa forza comunicativa l’ho ritrovata ne “Il dolore del tiglio” storia di una donna, una tra le tante, purtroppo, vittima di violenza domestica. Lucilla si è sposata giovane con un uomo più grande di lei e le è bastato poco per innamorarsene, nonostante i pareri negativi della madre e la strana evoluzione del loro rapporto. Lui non la rispetta ma lei si colpevolizza di ciò ed è così faticoso comprendere che un amore simile è malato e che la fuga è l’unica via di uscita.

Il dolore non dovrebbe fare parte della vita di nessuno e tantomeno ci si dovrebbero addossare colpe che non appartengono a noi.

Laura Scanu
“Ho ripetuto a me stessa che in fondo era successo una sola volta, e che poi era anche un po’ colpa mia, dovevo soltanto capire come provare a migliorare il mio modo di fare e tutto sarebbe tornato come se niente fosse successo.”

La solitudine è la grande paura di Lucilla, quel sentimento che può attanagliare l’esistenza di chiunque: ma esiste isolamento maggiore di quello scaturito da una convivenza con una persona che viene da noi solamente per sfogarsi con atti di violenza, fisica o psicologica che sia?

“Il dolore del tiglio” è così attuale, in una società, non solamente italiana, in cui la cronaca nera ci riporta quotidianamente notizie riguardanti omicidi di donne da parte di uomini che hanno trovato come unico mezzo di non-comunicazione la violenza.

È anche la speranza di riuscire a creare una nuova coscienza nelle donne, negli uomini, in ogni individuo. Le parole sono importanti, così come lo sono i fatti.


E il girovagare in Italia di Laura Scanu, per la quale scrivere è un vero e proprio impegno civico, è perciò ancora più importante, per sensibilizzare le persone e diffondere una nuova cultura. 

Così come l’azione dell’Associazione Be Free, autrice di un’importante e significativa prefazione. 

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1 commento:

  1. Ma grazie! Anche il tuo è molto carino e ora sono una tua follower! :-)

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